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Diecimila persone a Chieti per la processione del Cristo Morto

Bagno di folla per la processione del venerdì Santo di Chieti, restituita alla città dopo due anni di interruzione a causa della pandemia. Circa 10 mila persone hanno partecipato alla sacra rappresentazione allestita dall’Arciconfraternita del Sacro Monte Dei Morti.

Il rito si è’ svolto nel rispetto di una tradizione che risale all’ottavo secolo dopo Cristo. Al termine della messa officiata dall’arcivescovo Bruno Forte nella cattedrale di San Giustino, il mesto corteo ha lasciato la chieda sulle note del Miserere di Selecchy intonato dal coro diretto da Silvia Di Virgilio in sostituzione  del maestro Giuseppe Pezzulo.
Il primo simbolo della rappresentazione, lo stendardo a lutto dell’Arciconfraternita del Sacro Monte dei Morti, seguito dall’angelo, i trofei di Roma, la colonna del flagello e il gallo, la Scala per la Croce e la Lancia di Longino, il Cristo Morto.
Nel rispetto delle norme anticovid, pubblico non è stato consentito di seguire la processione, i cittadini sono rimasti ai lati rigorosamente protetti da mascherine. Solo i rappresentanti delle istituzioni hanno seguito il percorso  nelle vie del centro firmando una croce: il sindaco Diego Ferrara, il vice sindaco Paolo De Cesare, il presidente del consiglio comunale  Luigi Febo, il presidente della Regione Marco Marsilio, il commissario straordinario per la Ricostruzione Giovanni Legnini. Invitato speciale, il presbitero  ortodosso ucraino del Patriarcato di Costantinopoli Anatoliy Grytskiv.

La suggestiva colonna sonora della processione e’ stata curata da un ensemble di musicisti diretto dal maestro Loris Medoro.
Palpabile, tra i cittadini, la commozione per il ritorno alla normalità dell’antico rito che, secondo la tradizione, non deve mai essere interrotto. Neanche la guerra (prima del Coronavirus) e’ riuscita a fermare la processione a Chieti.

La storia narra che durante  il secondo conflitto mondiale, 
nonostante il divieto emanato  dai nazisti,la celebrazione si svolse ugualmente, sebbene in versione ridotta e limitatamente a Piazza Duomo, uscendo dal portone della cattedrale e rientrando dalla cripta. I soldati tedeschi entrarono poi in cattedrale per rastrellare gli uomini che vi avevano preso parte, senza successo perché i confratelli erano fuggiti dalle uscite secondarie della cattedrale.