Cinque Giusti alla Farnesina: il coraggio silenzioso che salva vite

La diplomazia del bene alla Farnesina: la cerimonia del 23 aprile 2026

La diplomazia del bene si rinnova con un gesto simbolico e concreto: cinque nuovi Giusti entrano nel Giardino della Farnesina.
Da Sofia 1877 a Santiago 1973, il MAECI consacra la memoria di chi ha saputo scegliere da che parte stare.

Diplomazia del bene al viale della Farnesina: chi sono i nuovi Giusti

ROMA — Un atto di memoria, un esercizio di responsabilità civile, un omaggio al coraggio silenzioso di chi ha indossato l’abito del diplomatico senza dimenticare quello dell’uomo: la cerimonia tenutasi il 23 aprile 2026 nel piazzale antistante la Farnesina, a poche ore dalle celebrazioni della Liberazione, ha aggiunto cinque nuovi nomi al “Giardino dei Giusti della Farnesina”, l’angolo verde inaugurato nel marzo 2024 e ormai parte integrante del paesaggio simbolico della diplomazia italiana. Alla cerimonia hanno preso parte il Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale Antonio Tajani, il Sindaco di Roma Capitale Roberto Gualtieri e il Presidente della Fondazione Gariwo Gabriele Nissim, promotore originario del progetto. Per il Ministro l’esempio dei Giusti rappresenta un “monito quotidiano” su cosa significhi servire lo Stato tenendo sempre la persona al centro.

Giardino della Farnesina tra storia e coraggio individuale

I cinque nuovi cippi inaugurati per l’occasione commemorano figure tanto diverse per epoca quanto coese nel valore. C’è Vito Positano (Noicàttaro 1833 – Yokohama 1886), Vice Console a Sofia, che nel dicembre 1877 si rifiutò di obbedire all’intimazione di Osman Pascià e, insieme ai colleghi francese e austro-ungarico, salvò la futura capitale bulgara dall’incendio.

Inoltre Francesco Babuscio Rizzo (Potenza 1897 – Roma 1983), Incaricato d’Affari presso la Santa Sede tra il 1943 e il 1944, che nei mesi dell’occupazione nazifascista di Roma sottrasse alla deportazione centinaia di esuli e perseguitati.

Poi Tito Spoglia (Atina 1923 – Elisabethville 1960), Vice Console nel Katanga in piena rivolta secessionista, caduto il 10 luglio 1960 mentre tentava di organizzare l’evacuazione dei connazionali e insignito post mortem della medaglia d’oro al valor civile.

Quindi Giorgio Giacomelli (Milano 1930 – Roma 2017), Primo Segretario a Léopoldville durante la rivolta dei Simba del 1964, che si accodò alle truppe governative per mettere in salvo decine di italiani altrimenti destinati al massacro.

Infine c’è Piero De Masi (Roma 1937 – Roma 2021), Incaricato d’Affari a Santiago del Cile nel settembre 1973, che nelle ore drammatiche del golpe di Pinochet aprì la sede di Calle Miguel Claro a chi bussava: circa settecentocinquanta gli asilados che da quella scelta personale e non autorizzata trovarono via di salvezza, una pagina che il cinema di Nanni Moretti ha restituito al grande pubblico con Santiago, Italia nel 2018.

Diplomazia del bene come memoria civile e istituzionale

Sindaco e Presidente della Fondazione Gariwo hanno declinato, ciascuno dal proprio osservatorio, lo stesso filo della diplomazia del bene Farnesina. Il Sindaco Gualtieri ha rivendicato l’orgoglio per una tradizione diplomatica in cui tante personalità hanno saputo compiere una “scelta etica” in momenti particolarmente difficili. Il Presidente Nissim, che proprio in occasione del primo allestimento del 2024 aveva coniato la formula della “diplomazia del bene”, ha ribadito come l’Italia, con i suoi oltre duecento Giardini, sia oggi tra i Paesi più impegnati nel ricordare i propri Giusti e nel farne un patrimonio civile esportabile.

Con queste cinque nuove targhe, i nomi commemorati salgono a quattordici, dopo i nove dell’allestimento iniziale del marzo 2024 alla Farnesina. Tra questi figurano Guelfo Zamboni, Tommaso de Vergottini, Pierantonio Costa e l’Ambasciatore Luca Attanasio, protagonisti di esempi significativi nella storia diplomatica italiana.

La selezione è opera della Commissione dei Giusti della Farnesina, istituita dal MAECI nel 2024 e coordinata dal Ministro Plenipotenziario Stefano Baldi. Baldi è l’unico componente attualmente in servizio, affiancato dagli Ambasciatori a riposo Maria Assunta Accili, Emilio Barbarani, Carlo Maria Oliva e Ludovico Ortona. In questo contesto, la diplomazia del bene Farnesina si consolida anche attraverso un rigoroso lavoro di analisi storica. A questo organo spetta infatti l’esame post mortem dei fascicoli, svolto con il rigore documentale che la materia richiede e impone.

Il valore educativo del Giardino della Farnesina

Ma il senso ultimo dell’iniziativa va oltre la commemorazione, perché il Giardino nasce come strumento formativo permanente per giovani diplomatici e cittadini. Inoltre, offre un repertorio concreto di esempi di servizio civile, rivolto a studenti e a chiunque attraversi quel viale leggendo i nomi. Si tratta di una vera pedagogia per immagini, dove la memoria non diventa monumento statico, ma si trasforma in un esercizio continuo di consapevolezza civile.

In questa cornice si comprende la frase con cui Antonio Tajani ha aperto la cerimonia, sottolineando il valore della responsabilità civile condivisa. “Ricordare i Giusti è un atto di responsabilità civile”, cioè il modo con cui una comunità sceglie e definisce i propri riferimenti morali. Quattordici cippi, sotto i platani che fronteggiano il piazzale della Farnesina, ricordano silenziosamente come la diplomazia italiana sia stata una tradizione di coscienze.

di Arturo Varè

La Redazione de La Dolce Vita
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