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Discoteche chiuse, gestori allo stremo

La categoria in ginocchio dopo tre soli mesi di attività  negli ultimi due anni ed il nuovo stop imposto dal Governo

Discoteche e locali da ballo chiusi dal nuovo decreto anti -covid, fino al 31 gennaio. Lanciano richieste di aiuto i gestori, costretti a rinunciare alle entrate di uno dei momenti più redditizi dell’anno. La categoria comprende le difficoltà del momento ma non condivide i tempi del provvedimento. L’inattività  forzata imposta  il 23 dicembre (nonostante l’impennata del virus fosse iniziata giorni addietro) significa affrontare i costi di feste  programmate da tempo, personale ingaggiato, spese ormai affrontate. Gli operatori ritengono anche che, con regole più rigide e distanziamento, i locali potevano comunque restare aperti. Pubblichiamo l’appello di Riccardo Padovano, presidente della Confcommercio di Pescara, che  esprime la preoccupazione  e le richieste della categoria.

“Chiediamo un incontro urgente con il governo per sottoporre alla sua attenzione una serie di richieste, che vanno dai ristori immediati (cosa che in passato non è avvenuta) ai tempi certi di riapertura alla rimodulazione delle tasse che hanno strangolato le nostre imprese. Un affronto che le nostre imprese non meritavano. Si potevano trovare altre strade e altre soluzioni. Ma a questo punto è inutile piangere sul latte versato. Occorrono immediatamente i ristori nel mese di gennaio per i titolari dei locali che hanno subito questo danno, e facciamo riferimento al fatturato al 2018. Questo dovrà essere il criterio di applicazione per quanto riguarda la politica dei ristori. 

Oggi in questa situazione non possiamo che lanciare un grido d’allarme per la decisione presa dal Governo. 

Non chiediamo l’impossibile, chiediamo rispetto per i nostri lavoratori, le nostre famiglie, le nostre imprese: un po’ di buona volontà e possiamo trovare insieme un risposta adeguata. Quella che i nostri associati attendono”. Lo dice Riccardo Padovano presidente della Fipe-Confcommercio Pescara in merito alla decisione del Governo di chiudere per un mese e fino al prossimo 31 gennaio discoteche e locali da ballo. Padovano poi aggiunge : “Sono amareggiato e deluso – dice dopo lo stop alle discoteche – ma sono anche molto arrabbiato con chi ha fatto sì che sulle nostre teste si abbattesse la scure del governo, che ha messo a segno un duro colpo nel confronti delle discoteche e i locali da ballo che oggi sono sull’orlo del fallimento. La base dei nostri associati chiede un’azione forte nei confronti del governo, una protesta decisa, plateale. Come rappresentanti del settore ci siamo incontrati in questi giorni e abbiamo stabilito un percorso che ci veda impegnati a trovare soluzioni intelligenti, utili e condivise affinché si trovino risposte concrete e immediate”.