Sniper Alley: la Prima Nazionale del docufilm che ricorda l’assedio di Sarajevo

Introduzione al docufilm sull’assedio di Sarajevo

Il docufilm sull’assedio di Sarajevo “Sniper Alley – To My Brother” arriva alla Prima Nazionale italiana dopo importanti riconoscimenti internazionali. La sua forza narrativa unisce memoria personale e storia collettiva. Inoltre, offre allo spettatore uno sguardo vivo e necessario su ciò che la guerra lascia e su ciò che la memoria può ancora salvare.

Sniper Alley: la motivazione del premio al Glocal DOC 2025

“Per la forza con cui intreccia memoria personale e storia collettiva, restituendo allo spettatore uno sguardo vivo e necessario su ciò che la guerra lascia e ciò che la memoria può ancora salvare. Attraverso la ricerca di un fratello perduto, il film costruisce un linguaggio universale che parla di lutto, umanità e rinascita”.
Con questa motivazione il docufilm si è aggiudicato il premio principale come miglior documentario al Glocal DOC 2025 di Varese. Si tratta di un riconoscimento prestigioso per il lavoro dedicato alla storia di Džemil Hodžić e al suo progetto “Sniper Alley Photo”, nato dopo la tragica perdita del fratello Amel. Amel venne ucciso da un cecchino a soli 16 anni.

La produzione e il ruolo di Creative Motion

Il docufilm è stato realizzato dallo studio di produzione Creative Motion, con sede a Pescara. Lo studio porta avanti progetti di impegno civile e culturale a livello internazionale. Di conseguenza, il film continua a essere proiettato in contesti autorevoli. Dopo la presentazione nell’aula magna dell’Università di Anversa, arriva la Prima Nazionale italiana al XVII Festival del Cinema dei Diritti Umani di Napoli.

Prima Nazionale al Festival dei Diritti Umani di Napoli

La presentazione nella città partenopea è prevista per il 29 novembre, alle ore 18, nello “Spazio Comunale Piazza Forcella” in via Vicaria Vecchia 23. Interverranno i registi Cristiana Lucia Grilli e Francesco Toscani, introdotti da Maurizio Del Bufalo, coordinatore del Festival.

La performance musicale dal vivo

Prima della proiezione ci sarà una performance musicale dal vivo dedicata alla colonna sonora. Si esibiranno:

  • Max Fuschetto, oboista e compositore
  • Pasquale Capobianco, chitarrista e membro degli Osanna

Il dibattito dopo la proiezione del Docufilm sull’assedio di Sarajevo

Dopo il film seguirà un dibattito con interventi dei registi, di Džemil Hodžić, della mediatrice linguistica Fiorenza Grilli, del fotoreporter Mario Boccia, autore delle immagini originali, e della giornalista Nicole Corritore di Osservatorio Balcani Caucaso Transeuropa.

Il contesto del Festival

L’evento, fortemente voluto dal Festival del Cinema dei Diritti Umani di Napoli, arricchisce il palinsesto della manifestazione. L’edizione è dedicata ai popoli curdo, sahrawi e palestinese. Inoltre, ricorre il XX anniversario dalla fondazione dell’associazione Cinema e Diritti, che organizza il Festival da diciassette edizioni.

Un tema attuale: l’inchiesta sui “cecchini del weekend”

Il tema del film è estremamente attuale. La Procura di Milano sta indagando per omicidio volontario plurimo aggravato sui cosiddetti “cecchini del weekend”. Negli anni Novanta queste persone avrebbero pagato per uccidere civili a Sarajevo durante l’assedio serbo-bosniaco.
Durante l’assedio di Sarajevo, dal 1992 al 1996, ci furono oltre 11mila vittime.

La storia di Džemil e del fratello Amel nel docufilm assedio di Sarajevo

Il docufilm racconta la vicenda di Džemil e di suo fratello Amel grazie a testimonianze autorevoli, tra cui quella del giornalista Toni Capuozzo. Inoltre, include preziose immagini di repertorio.
Il 3 maggio 1995, giorno in cui era stata annunciata una tregua dall’esercito serbo, i due fratelli stavano giocando in strada. Un cecchino aprì il fuoco. Amel morì tra le braccia della madre a soli 16 anni.

Il messaggio universale del docufilm assedio di Sarajevo

Il titolo è una dedica ad Amel, ma diventa un richiamo universale al proprio “fratello” in ogni parte del mondo. Il film diventa così un inno alla pace e alla responsabilità collettiva. Inoltre, invita a stimolare il dialogo, favorire la condivisione ed educare i popoli alla diversità.

Un monito per il presente

In un mondo colpito da nuovi conflitti che coinvolgono i bambini, la testimonianza di Džemil e il messaggio del film assumono una forte urgenza. Le immagini di Sarajevo trovano eco nei volti dei bambini che oggi subiscono gli effetti devastanti della guerra.
È qui che “Sniper Alley – To My Brother” trova la sua ragione più profonda: ricordare che la memoria non appartiene solo al passato, ma crea un impegno vivo verso il presente.

La Redazione de La Dolce Vita
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