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EDIFICI ECCLESIASTICI…

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Demolite o trasformate in bar o in spazi ricreativi: le chiese cattoliche stanno sparendo in Europa! Germania, Francia, Spagna, Irlanda, Italia per non parlare della Cina ove la situazione dell’edilizia cristiana è disastrosa: in meno di un mese stiamo assistendo nel Nord del paese all’abbattimento della seconda chiesa cristiana oltre alle 1200 croci rimosse, perché “vistose”, dal 2013 e meno male che è stata riconosciuta la libertà religiosa altrimenti ci sarebbe stato un genocidio. In Europa andrebbe ricordata la campagna di distruzione dei monasteri ortodossi ordinata da Iosif Stalin come la cattedrale di Cristo Salvatore a Mosca e qualche giorno fa in Germania è stata rasa al suolo una cattedrale ottocentesca consacrata a San Lamberto per fare spazio ad una miniera di carbone, scelta ancora più assurda se pensiamo che la cancelliera Angela Merkel è una delle paladine degli accordi di Parigi sul clima, fa la morale al presidente Trump per il suo defilarsi da quegli accordi e poi abbatte una chiesa per estendere una miniera di combustibili fossili. Nel 2015 il senatore centrista Hervè Maurey prefigurava la scomparsa entro il 2030 di un numero che varia dalle 5000 alle 10000 chiese sul territorio francese. Quasi un fenomeno endemico di revival del terrore giacobino. Distrutte le chiese di Saint-Etienne, quella di Sauble-sur-Sarthe per far posto a parcheggi ma nel contempo sono state costruite a prezzi agevolati 2390 moschee. Ma non va bene anche nella cattolicissima Spagna ove nel paesino di Llanera nelle Asturie una chiesa sconsacrata è stata adibita a parco per skateboard. In Italia ad Asti una chiesa è oggi una sala da biliardo, a Milano invece una discoteca. E nel nostro paese non c’è alcun allarme “omofobia” se allarme dev’essere è quello del crescente odio verso la religione cristiana. Da informazioni desunte dal dossier Osce-Odhir ( Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa contro gli atti discriminatori ) risulta inoltre che anche i reati riconducibili ad orientamento sessuale sono stati superati numericamente da quelli basati sull’odio antireligioso e si pensa sia colpa dell’islamofobia ma non è così perché secondo dati del 2016 da 8 casi in tale senso si passa a 32 casi espressione di quello anticristiano come le impressionanti serie di presepi devastati e vilipesi durante le feste natalizie. Ma allora ci chiediamo perché la xenofobia, l’omofobia, la transfobia risultano essere “piaghe nazionali” perché violano la dignità umana, ledono il principi di uguaglianza e comprimono la libertà e gli affetti delle persone come affermato da Sergio Mattarella mentre l’odio anticristiano del quale abbiamo riscontri statistici superiori venga silenziato dai media e continui a passare inosservato? Il rapporto 2018 della Ong “Open doors” segnala che in un anno i cristiani uccisi sono più che raddoppiati ( da 1027 a 3066 ), l’Islam è la prima minaccia e i cristiani perseguitati sono oltre 215 milioni. Gian Micalessin nel suo ultimo pamphlet “Fratelli Traditi” descrive secondo me alla perfezione ciò che sta accadendo e le ragione storiche che ne sono alla base. Ed appare evidente dalle sue attente ricostruzioni che le informazioni che vengono elargite in Occidente dai media e dagli enti internazionali sono tutte manipolate a favore di una larga coalizione politico-economica-culturale formata da USA, Regno Unito, UE con Francia e Italia, Arabia saudita, Qatar e Turchia che combatte Assad appoggiando i massacratori dell’Isis, di Al-Qaida e di Al-Nusra mentre infierisce contro gli alauiti, gli sciiti e i cristiani che si appoggiavano al governo siriano per sopravvivere. E questi media negano questi massacri compiuti dai fanatici islamici che vogliono distruggere ed annientare la più antica comunità cristiana che è lì dalle origini del Cristianesimo e ne conserva la purezza e la fede. Ed il reporter si interroga del perché gli USA e la UE non difendono i cristiani anzi appoggiano i loro persecutori? E si risponde partendo da quando la Santa Russia voleva distruggere voleva distruggere la più grande potenza islamica, l’Impero Ottomano, che comprendeva tutto il medio oriente, l’Arabia Saudita e Sud Mediterraneo, ma l’Inghilterra, l’Impero Asburgico, la Francia e l’Italia si sono schierati a fianco dei turchi combattendo i russi nella guerra di Crimea. Poi hanno lasciato massacrare dai turchi un milione e mezzo di armeni cristiani senza intervenire. E alla fine con l’arrivo del petrolio c’è stata l’alleanza di ferro fra USA e Arabia Saudita, rinforzata ultimamente, anche se questa riempiva tutto il mondo di moschee wahabite e finanziava tutti i gruppi salafiti. Ma noi europei non ci vergogniamo un po’ per non aver difeso le nostre origini cristiane, i nostri confedeli, in Siria, Irak, Egitto, Etiopia? Ecco il tradimento verso i nostri fratelli maggiori in nome del denaro-petrolio-potere! E che fa il nostro Papa? Il massimo rappresentante della teologia della liberazione espressa nel 1968 ad estensione del Concilio Vaticano II ad iniziare dal teologo ex francescano Leonardo Boff cui il pontefice si ispira ma che fu accantonato dal Papa Emerito e da Giovanni Paolo II. Gli interessi di questo pontefice sono ben lungi dal difendere la persecuzione dei cristiani in Italia e nel mondo. Il suo ruolo, pur avendo basi del tutto rispettabili in difesa dei poveri, spesso appare divisivo e troppo temporale più che spirituale e dogmatico. Nel suo recente viaggio in America Latina (ne ha fatti cinque dal suo insediamento) non si è mai curato di rivisitare la sua patria l’Argentina perché sembra in contrasto col nuovo leader Mauricio Macrì che sta riportando il paese ad una dritta filo occidentale dopo la disastrosa condotta della famiglia Kirchner che ha portato il paese sull’orlo della bancarotta per una voragine economica ed un inferno politico. Ma Bergoglio si è sempre opposto al sistema capitalistico filo occidentale che ha definito “fallimentare” e il politologo Marcos Novaro si chiede se sia oggi in atto una convergenza fra l’ideologia kirchnerista e la dottrina sociale della Chiesa. Come attesta la nomina a capo della conferenza episcopale argentina di Oscar Ojea, al posto del più equilibrato Mario Aurelio Poli, in quanto vescovo “villero”, impegnato nella pastorale sociale, nelle periferie più povere in linea con la “teologia del pueblo”. Ma che papa Francesco tenda a dividere è assodato perché le sue affermazioni sono sempre estremizzanti, critiche verso il mondo occidentale, filo-terzomondiste e, nell’America latina, filo-indigeniste. E in questo continente Francesco cerca di impiantare una politica catto comunista e un’economia anticapitalista non essendo riuscito a farsi sentire in un’Europa ove sta perdendo fedeli e chiese per quella tensione socio politica che sta trasformando la Chiesa in una Ong. Ma la Chiesa Oggi aveva bisogno di un nuovo “Che”? Ed è talmente aperta e misericordiosa che Don Mazzi, noto showman d’ecclesia, fondatore della comunità “Exodus” si permette di celebrare un matrimonio civile in comune con la fascia tricolore, mentre il sacerdote di fresca nomina alla Pontificia Accademia della vita sembra aprire ai contraccettivi e il vice dei vescovi tedeschi invita a benedire le coppie gay: questa confusione fra dottrina e misericordia aumenta solo la confusione dei credenti. Quasi che della Salvezza non ci sia più bisogno. Ma dissonanti voci salvifiche si ergono nel nome del cardinal Bagnasco, capo dei vescovi europei, che minimizza l’allarme sul ritorno del fascismo mentre mette in luce il vero problema sociale che è quello del lavoro e della dittatura della ideologia del genere nelle scuole italiane che “..vuole appiattire la diversità, omologare tutto, fino a trattare l’identità di uomo e donna come pure astrazioni e viene da chiederci se si vuole fare della scuola dei campi di rieducazione e di indottrinamento..”. Ed è per questo la sinistra lo ha taciuto! Altra voce dissonante è quella del vaticanista del Tg1 Aldo Maria Valli che nel suo romanzo distopico “Come la Chiesa finì” (Ed. Liberilibri) mette in discussione vari tratti della Chiesa contemporanea ed immagina che in un futuro non molto lontano una serie di papi venuti dall’America latina (tutti col nome di Francesco) demoliscano un po’ per volta l’edificio dogmatico del cattolicesimo fino a dissolvere la Chiesa entro un’unica religione umanitaria globale. Dal romanzo emerge con chiarezza che quando tutto è oggetto di misericordia non vi è più la possibilità di essere nel giusto o nell’errore. Il risultato è che in nessun modo può essere cristiana un’umanità che smarrisce il senso del bene e del male, vanifica l’idea di giustizia, ammette ogni cosa perché ha cancellato il confine fra la colpa e l’innocenza. E pertanto non ci si apre più alla possibilità di una “conversione”. La Chiesa così smarrita si è focalizzata sulla lotta alla povertà e sulle questioni sociali e tutto pur di non parlare di Dio. E dalle pagine traspare anche la nostalgia per quella Chiesa che sapeva ancora sfidare il tempo e offrire un’alternativa. E nel suo intervento a Ratisbona Papa Benedetto XVI si era espresso con una tesi inaccettabile dalla società contemporanea: contestato il multiculturalismo, e sottolineato che la dimensione universale della Chiesa non deve far dimenticare le sue origini ebraiche e greche. In principio era il “Logos” di chiara origine dalla ragione ellenica il Vangelo. Ed è solo questo sodalizio con l’Occidente che non può essere solo casuale perché fin dall’inizio la fede in Dio è stata associata ad una decisa valorizzazione della razionalità umana, della filosofia, della scienza e la Chiesa di Ratzinger non era disposta ad “appiattirsi” sul secolo fino a coincidere con la mentalità prevalente.

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