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Esce il libro “Alessandro Cicognini e la musica sacra”

Torna alla luce una partitura autografa dell’aprile del 1925 composta a Milano dal celebre compositore abruzzese 

In occasione della a Pasqua, il Centro Studi Nazionale Alessandro Cicognini pubblica una partitura di musica sacra scritta dal celebre compositore di colonne sonore originario di Francavilla al Mare. Prende il titolo di  “Alessandro Cicognini e la musica sacra” il libro  firmato dal maestro Davide Cavuti, compositore e regista, e direttore del «Centro Studi Nazionale Cicognini», che da anni porta avanti  un’intensa opera di ricerca per la valorizzazione e la divulgazione delle opere di uno dei più importanti compositori cinematografici di tutti i tempi. Nel volume, edito dal «Centro Studi Nazionale Cicognini», e’ inserita  una delle partiture di musica sacra del maestro, scritta per la «Passione di Cristo».

«Alessandro Cicognini e la musica sacra» è il quarto libro di  Cavuti che illustra l’iniziativa: <Ho voluto realizzare questo volume dedicato alla musica sacra composta da Alessandro Cicognini, autore di oltre trecento colonne sonore e di musica sinfonica e operistica. Dopo tante ricerche, sono riuscito a trovare alcune sue partiture per voce solista e orchestra sinfonica, dal titolo “Quattro Liriche Religiose Popolari”scritte nell’aprile del 1925 e custodite presso il Conservatorio di Musica Giuseppe Verdidi Milano. Si tassa di uno dei pochi spartiti  del compositore che, a fine anni sessanta, si liberò di tutte le sue partiture, gettandole nel fiume Aniene. Dal libro di Cavuti, si riesce, inoltre, a trovare una delle spiegazioni della volondel celebre compositore di allontanarsi dal mondo del cinema: «La musica nel film è rimasta un’appendice di un’attività collettiva, quindi non è più possibile pensare che il film offra per la musica una grande possibilità>.
«Quattro Liriche Religiose Popolari» si compone di quattro movimenti: “Partenza di Gesù per Gerusalemme”, “Al Calvario”, “Il Cenacolo”, “Passione e Morte di Cristo”. Il testo inserito nella partitura è firmato dallo stesso Cicognini e riporta alcune parole in dialetto abruzzese.

L’incipit di Cavuti descrive l’amore del compositore di «Ladri di biciclette» per la terra d’Abruzzo: «Le colline di Francavilla al Mare sono state il suggestivo scenario di gran parte della vita del compositore Alessandro Cicognini che, anche dopo il trasferimento a Roma, custodì costantemente un legame forte con la città rivierasca».

Davide Cavuti ha realizzato nel 2014 il disco «I Capolavori di Alessandro Cicognini», registrato con il Paolo Di Sabatino Trio e ospiti d’eccezione come Antonella Ruggiero, Michele Placido e Sergio Rubini, riproponendo i temi più importanti composti dal maestro Cicognini; nel 2016, ha diretto il film biografico «Un’avventura romantica», presentato alla 73ª Mostra internazionale darte cinematografica di Venezia e al Festival de L’Avana a Cuba, ha pubblicato, inoltre, la pubblicazione «Alessandro Cicognini e la musica del neorealismo» (2017), e messo in scena il cine-concerto «Sole lucente» (2018) con Antonella Ruggiero.

Alessandro Cicognini, simbolo della musica cinematografica del neorealismo e autore di opere sinfoniche e liriche, ha composto oltre trecento colonne sonore. Fu autore delle musiche di straordinari capolavori del cinema, collaborando con registi quali Alessandro Blasetti («La corona di ferro», «4 passi fra le nuvole», «Prima comunione», «Peccato che sia una canaglia»), Vittorio De Sica («Sciuscià», «Ladri di biciclette», «Umberto D.», «Miracolo a Milano», «Il giudizio universale»). La sua musica ha commentato le scene di film interpretati dai più grandi attori del suo tempo: Gino Cervi, Fernandel, Peppino De Filippo, Totò, Marcello Mastroianni, Sophia Loren, Gina Lollobrigida, Anthony Queen, Kirk Douglas, Clark Gable, Jennifer Jones, Montgomery Clift, Katharine Hepburne e molti altri. Si ritirò dal mondo del cinema alla fine degli anni sessanta e decise di disfarsi di tutte le sue opere, buttandole nel fiume Aniene, a Roma. Non abbandonò mai la passione per la musica, dedicandosi all’insegnamento della musica ai giovani e ricoprendo le cariche di direttore del «Conservatorio di Musica Francesco Cilea» di Reggio Calabria (1969) e, successivamente dal 1971, del «Conservatorio di Musica Luca Marenzio» di Brescia.