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Ferrara, dove terra e acqua fondono in un amore sconfinato

Non si parla di gossip in fatto di liason amorose, ma quando si tratta di “coppia ferrarese” chi la conosce pensa subito al profumo del pane, sinonimo di un’intera cultura, nata in un momento in cui l’umanesimo permetteva di superare le regole della pura sopravvivenza per abbandonarsi al piacere dell’estetica. Un corpo centrale più morbido e due crostini arrotolati spesso a mano, che terminano a punta, leggera e fragrante, una vera e propria opera d’arte della tavola.

Questo pane, oggi divenuto prodotto Igp dopo 20 anni di battaglie, è un prodotto inimitabile poiché solo gli addetti ai lavori ne possiedono le chiavi del suo segreto: la sapienza di una tradizione secolare, la qualità degli ingredienti e dell’acqua, l’ambiente di lievitazione, la sua umidità e la temperatura dei forni e soprattutto le mani dei maestri fornai ferraresi.

La coppia ferrarese, detta anche “ciopa o ciopeta”, fu presentata per la prima volta nel 1536 in occasione di un importante cena offerta da Messer Giglio al Duca di Ferrara durante il Carnevale.

Improbabile passeggiare per le vie di Ferrara al mattino presto senza essere investiti da un piacevole profumo, impossibile poter resistere alla tentazione di entrare in un forno ed assaporare la “coppia”, si perché a Ferrara ed in tutta la sua provincia sino ad arrivare alla provincia limitrofa di Rovigo, sulle tavole di casa o di un qualsiasi ristorante si trova questo pane apparentemente bizzarro.

E uscendo dal forno non si può non romperne un pezzo e mangiarlo strada facendo. Quel profumo, quella fragranza e il dire “ne mangio solo un pezzetto” per poi invece romperne di pezzo in pezzo fino ad arrivare al suo cuore più morbido. Un boccone croccante accostato alla morbidezza della mollica.

Assaporarlo per le vie della città, tra i mattoni delle case, passeggiando su strade di ciottoli e cubetti di porfido, tra le vie del ghetto ebraico per giungere sino al Castello Estense che, con la sua maestosità è simbolo della città, e fare un salto sino al Palazzo dei Diamanti, e se si parla di “coppia” in effetti il diamante potrebbe essere il simbolo del “per sempre”.

Spesso questo pane lo si accompagna all’altrettanto noto salame ferrarese, o salame da tai, un insaccato stagionato perfettamente grazie al clima umido caratteristico delle zone a ridosso del fiume Po.

Spalla, coppa e prosciutto a cui si aggiungono parti di pancetta e parte del grasso di prosciutto. Coppia ferrarese, due fette di salame e magari un bel calice di spumante; la coppia è utilizzata quasi fosse un utensile per fare la scarpetta al ragù, o c’è chi addirittura la mangia con l’anguria.

E’ così appetibile poiché gli ingredienti di base sono gustosi, olio e strutto come da tradizione contadina emiliana, sale, farina e lievito, il tutto cotto a legna.
Un sapore ed una consistenza unica, orgoglio della sua città.

E se con questo pane ed il salame si assapora la tradizione ferrarese non può non mancare un sorso del buon vino, il “vino delle sabbie”… e si perché in queste zone la terra è sostituita dalla sabbia del mare, in particolare la zona di Pomposa, un luogo storico e culturale di alto livello, dove la sua abbazia monumentale domina i vigneti “a piede franco”, caratteristica di impianto molto importante tramandata dai monaci benedettini dall’anno 1000.

Nella versione spumante, fine ed elegante, è un prodotto da uve raccolte precocemente per via del clima. Basse produzioni e di qualità, uve sauvignon, trebbiano, malvasia bianca di Candia, Manzoni e Fortana.

Speziatura ed eleganza e quel perlage che poi in bocca pulisce e sgrassa l’untuosità del salume e che ben si adatta alla coppia ferrarese.
Immaginare di assaporare tutto questo, e molto altro, in una fantastica cornice paesaggistica.

Una gita sul barcone partendo dall’attracco di Goro, per poter visitare il Delta del Po è la migliore inquadratura per la macchina fotografica… esperienza unica, il vento umido del fiume sul viso, l’odore del mare, i colori dei canneti e delle anatre che fanno il bagno, le folaghe che prendono il volo e la bellezza degli aironi che fanno la guardia a quello spettacolo di anse misteriose e bracci d’acque luccicanti.

Su quel barcone si possono degustare diverse pietanze della tradizione ferrarese.
Sarà un bel ricordo da non dimenticare, terra ed acqua, uniti come una coppia di innamorati che si tengono per mano. Elegantemente prosit da questo angolo di paradiso!