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FESTA DELLA DONNA: STORIE E CURIOSITÀ DAL MONDO

NOTIZIE CURIOSE DAL MONDO

– Da noi l’8 marzo è un giorno come tanti, ma in Russia è una festa nazionale così importante da essere considerata al pari del 31 dicembre.
– In Ecuador hanno dedicato alla festa della donna persino un parco, El Parque de las Mujeres, che l’8 marzo si accende di iniziative culturali e celebrazioni.
– In Colombia la festa della donna è assolutamente off limits per gli uomini, che non possono partecipare alle diverse iniziative, volte a raccogliere fondi per le associazioni che difendono i diritti di donne e minori.
– In Repubblica Dominicana la festa della donna non è vista bene ed è sostituita da un generico omaggio ai padri della patria.
– In Honduras l’8 marzo non è riconosciuto come giorno delle donne, anticipato invece al 25 gennaio.
– Nel sud est asiatico la festa della donna ha ancora oggi un connotato politico: in alcuni casi il riferimento è alla lotta per i diritti, che ancora oggi continua senza sosta (Indonesia, Filippine), in altri è il retaggio storico del dominio comunista (come in Vietnam, dove la Women Union è il sindacato più forte e influente del Paese).

LA SCELTA DELLA MIMOSA
Ormai tutti sanno che la mimosa è il fiore simbolo della festa della donna, ma pochi conoscono l’origine di questa scelta. La mimosa viene scelta proprio in Italia, dalle donne della UDI (Unione Donne Italiane) alla ricerca di una icona da associare alla giornata dedicata ai diritti delle donne. La decisione, voluta da Teresa Noce, Rita Montagnana e Teresa Mattei, ricade sulla mimosa semplicemente perché si tratta di un fiore che fiorisce proprio nei primi giorni di marzo, ed è anche piuttosto economico. Negli anni ’50 la festa della donna viene osteggiata e il ministro Scelba arriva a dichiarare che “regalare una mimosa in quel giorno corrisponde a un gesto atto a turbare l’ordine pubblico“. Tra Guerra Fredda e dettami della Democrazia Cristiana, per anni la mimosa ha dovuto lottare per affermarsi (come la donna).

RADICI DELLA FESTA DELLA DONNA
L’origine culturale della giornata internazionale della donna (poi trasformata, con termine improprio, in festa della donna) si fa risalire alla II Internazionale socialista tenuta a Stoccarda nel 1907. Qui i massimi esponenti del partito, da Rosa Luxemburg a Lenin, pongono per la prima volta la questione della lotta per il suffragio universale delle donne. Da questa esperienza nasce, nell’agosto 1907, la prima Conferenza internazionale delle donne socialiste, con Clara Zetkin eletta segretaria generale. Non si è ancora celebrata alcuna festività ma è qui che si pongono le radici per la nascita della giornata della donna.

PRIMA GIORNATA DELLA DONNA
La prima giornata della donna si tiene nel 1908 negli Stati Uniti, come diretta conseguenza del dibattito di Stoccarda. Il 3 maggio 1908, a Chicago, la socialista Corinne Brown presiede come oratore principale la conferenza tenuta ogni domenica dal Partito socialista al Garrick Theater. Quella giornata viene chiamata ‘Women’s Day’, per i temi trattati nel dibattito. L’idea della giornata della donna piace e così il Partito chiede a tutte le sezioni di dedicare, dal 1909, una giornata alla donna e al suo diritto di voto. La prima giornata della donna ufficiale viene così celebrata il 23 febbraio 1909.

PRIMA FESTA DELLA DONNA IN ITALIA
In Italia dobbiamo aspettare il 1922, in ritardo di oltre dieci anni rispetto a quasi tutti gli altri Stati europei, per avere la prima celebrazione della Giornata internazionale della donna. L’iniziativa arriva dal Partito Comunista d’Italia, che sceglie come data il 12 marzo, ovvero la prima domenica successiva a quell’8 marzo che aveva dato vita alla festa. La situazione in Italia è così peculiare da rendere la festa della donna una celebrazione tutta politica e poco sentita nel Paese, dove la donna raggiungerà il diritto di voto solo al termine della Seconda Guerra Mondiale (nel 1944 viene fondata a Roma la UDI, Unione Donne Italiane e si celebra, l’8 marzo 1945, la prima giornata della donna nelle zone dell’Italia libera).

I MITI SULL’ORIGINE DELLA FESTA
Come visto, la giornata della donna ha in origine una connotazione fortemente politica, legata al socialismo e alle rivoluzioni del movimento comunista. Per questo motivo, unito alla nascita dei movimenti nazionalistici e allo scoppio conseguente della Seconda Guerra Mondiale, si è un po’ perso il senso storico della festa. E, infatti, sono nati nel tempo diverse teorie alternative sull’origine della celebrazione, tutte (o quasi) basate su eventi realmente accaduti ma comunque slegati dalla vera origine della giornata internazionale.
– Rogo della fabbrica di Cotton: è la teoria più accreditata, anche se basata su una premessa fasulla, ovvero la morte nel 1908 di centinaia di operarie nella fabbrica di Cotton, New York. In realtà questa fabbrica non è mai esistita e si è fatta confusione con una analoga tragedia avvenuta solo nel 1911 nelle industrie Triangle.
– Sciopero femminile a New York: secondo altri l’origine sarebbe da far risalire a uno sciopero di operaie a New York, anche se c’è confusione sulla data (1848 o 1857) e sulle conseguenze della manifestazione (corteo pacifico di oltre 3mila donne o furiosa repressione da parte dalle forze dell’ordine).

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