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FESTA NAZIONALE DEL CUOCO

Festa Nazionale del Cuoco all’insegna della formazione, della tradizione nell’innovazione e della solidarietà

Il suggestivo borgo di Villa Santa Maria (Ch), incastonato ai piedi della Maiella, in Abruzzo, ha dato i natali a Francesco Caracciolo, Santo Patrono dei Cuochi italiani. Ed è proprio per celebrare la sua nascita, di cui quest’anno ricorre il 450° anniversario, che all’istituto alberghiero “Marchitelli” di Villa Santa Maria si sono dati appuntamento più di 500 cuochi provenienti da tutta Italia in occasione della “Festa Nazionale del Cuoco 2016”. Una festa organizzata dalla FIC-Federazione Italiana Cuochi, dall’Unione Cuochi Abruzzesi, in collaborazione con la Regione Abruzzo, il Comune di Villa Santa Maria e l’istituto alberghiero “Marchitelli”, che ha l’obiettivo di rimarcare l’importanza della formazione nella ristorazione e che quest’anno è fortemente orientata alla solidarietà. A testimoniarlo l’impegno profuso dalla FIC a poche ore dalle grandi emergenze, come il terremoto de L’Aquila del 2009 e quello di Amatrice il 24 agosto scorso.

La “Festa Nazionale del Cuoco 2016” si è aperta con una serie di show cooking e stasera culminerà con i percorsi gastronomici che ripercorrono le eccellenze gourmand delle regioni d’Italia, una sorta di grande charity dinner, il cui ricavato sarà devoluto in beneficenza alla missione in Congo, che stanno portando avanti i Padri Caracciolini.

«La Festa Nazionale del Cuoco quest’anno assume una nuova veste – ha spiegato il presidente nazionale FIC Rocco Pozzulo – con l’intento di rilanciare un evento sicuramente importante per la categoria, occasione di riflessione e di incontro per tutta la famiglia dei cuochi italiani, ma anche di premiare il lavoro che l’Unione Cuochi Abruzzesi sta facendo sul territorio. La formazione è fondamentale per le sfide che vedono impegnata la nostra professione, sempre così apprezzata in tutto il mondo e momenti di convivialità, condivisione e confronto come questi sono davvero importanti per l’intera categoria».

Ha invece sottolineato l’impegno etico ed umanitario della FIC Roberto Rosati, responsabile del Dipartimento Solidarietà ed Emergenze della Federazione Italiana Cuochi, che ha dichiarato: «Il cibo è anche convivialità, che non può mai prescindere dalla solidarietà. Lo dimostra il nostro impegno costante nella gestione delle grandi emergenze, come per quanto accaduto dopo il terremoto di Amatrice, in cui ci siamo partiti subito con 5 cucine e centinaia di chef che hanno preparato migliaia di pasti per cercare di alleviare le sofferenze dei terremotati, ponendo l’accento proprio sul momento di convivialità. Oggi siamo qui per celebrare il nostro Santo Patrono e non ci dimentichiamo dei più deboli, ecco perché abbiamo deciso di devolvere il ricavato delle degustazioni di questa sera ai Padri Caracciolini, per la loro missione in Congo».

Fondamentale anche la formazione, motivo per cui la dirigente dell’istituto alberghiero “Marchitelli” Giovanna Ferrante ha sognato proprio in occasione della festa un protocollo d’intesa con il presidente regionale dell’Unione Cuochi Abruzzesi, Andrea Di Felice, per garantire il sostegno di tutta la categoria alle nuove generazioni che si avvicinano al mondo della ristorazione.

«Il mondo della ristorazione è cambiato – conferma Di Felice – e gli studenti dell’alberghiero così come i giovani chef devono sempre ricordare che la ricerca è il motore della nostra professione, insieme alla valorizzazione delle tradizioni. In Abruzzo abbiamo varie tradizioni gastronomiche – quella marinara, collinare, montanara e della transumanza – e dobbiamo attingere da questo patrimonio».

E i talenti emergenti, gli stellati di domani che in Abruzzo rispondono al gruppo giovani dell’Unione Cuochi Abruzzesi, sono pronti a raccogliere la sfida lanciata nel corso della Festa Nazionale. «È importante studiare sempre – afferma il presidente della delegazione dei Giovani Cuochi Abruzzesi Daniele D’Alberto – perché la scuola fornisce delle basi, ma poi è la continua ricerca, quel desiderio di curiosità, lo studio delle materie prime che fanno la differenza nella ristorazione».

A conferma di quanto rimarcato dagli chef abruzzesi emergenti anche i piatti presentati dallo chef abruzzese tre stelle Michelin, Niko Romito, che ha ricordato: «La cucina italiana è un nostro vanto, ci contraddistingue nel mondo, ma deve puntare sui suoi must: materie prime, gusto, emozione e tradizione. Non dobbiamo imitare o rincorrere le mode del momento, perché le tendenze passano, ma la ricerca resta e premia sempre».

«Si prevede che raggiungeranno Villa Santa Maria circa 500 professionisti provenienti da tutta Italia – ha detto l’assessore alle Politiche agricole, Dino Pepe – e sarà l’occasione per far riscoprire l’identità dell’Abruzzo e di Villa Santa Maria come patria dei cuochi e per valorizzare i prodotti agroalimentari regionali attraverso la grande cucina».

Questa mattina all’istituto alberghiero “Marchitelli” si sono alternati in show cooking, oltre a Niko Romito e all’emergente Daniele D’Alberto, altri chef stellati abruzzesi: Marcello e Mattia Spadone (La Bandiera), Peppino e Arcangelo Tinari (Villa Maiella), accanto ai colleghi pugliesi tra cui Michele D’Agostino, presidente regionale dell’Unione Cuochi Pugliesi, e ai cuochi del Team Abruzzo.

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