Il futuro delle Terme di Caramanico torna al centro del dibattito politico regionale grazie all’impegno del consigliere Antonio Di Marco, vicepresidente della Commissione Ambiente e Territorio. Il complesso termale, chiuso dal 2021, rappresenta infatti un patrimonio strategico per lo sviluppo dell’area interna e dell’intero comprensorio.
Di Marco sottolinea come stia prendendo corpo una sinergia trasversale, orientata a superare l’inerzia della chiusura e a costruire una prospettiva concreta di rilancio. Per questo motivo, il tema è stato nuovamente affrontato in Commissione, con l’obiettivo di individuare soluzioni condivise e strutturate.
Il ruolo delle istituzioni nel Futuro delle Terme di Caramanico
Secondo Di Marco, il futuro delle Terme di Caramanico non può essere sacrificato all’immobilismo. Dopo numerose aste andate deserte e dopo la discussione in Consiglio della risoluzione a sua firma, si è avviato finalmente un ragionamento concreto. La risoluzione chiedeva infatti un impegno diretto della Regione sugli impianti termali e sulle sorgenti.
Inoltre, la chiusura non può rappresentare l’unico destino possibile per un bene storico, economico e ambientale di tale valore. Proprio per questo, sin dalla richiesta del presidente del Consiglio Lorenzo Sospiri di riportare il tema in Commissione, è emersa una condivisione chiara: riaprire un confronto serio e inclusivo.
Terme di Caramanico e confronto con il territorio
Il percorso per il futuro delle Terme di Caramanico prevede il coinvolgimento non solo delle istituzioni, ma anche delle forze economiche e sociali del territorio. Questi soggetti, infatti, possono contribuire a immaginare e costruire un futuro diverso per il comparto termale.
Durante la seduta, si è discusso anche della prossima asta, prevista dal 4 al 6 febbraio. Al termine di questa fase, la Regione potrebbe valutare l’eventuale avvio di procedure di acquisizione del bene. La risoluzione di Di Marco va esattamente in questa direzione, perché mira a mettere uffici e Giunta regionale nelle condizioni di agire, qualora emergano i presupposti necessari.
Impegno politico trasversale per il Futuro delle Terme
Il tema sul futuro delle Terme di Caramanico ha raccolto un consenso ampio e trasversale. Diversi consiglieri hanno infatti condiviso la necessità di riportare la questione al centro dell’agenda politica regionale. Di Marco ha ringraziato in particolare il capogruppo di Fratelli d’Italia, Massimo Verrecchia, per la richiesta di ulteriori approfondimenti, e il presidente della Commissione, Emiliano Di Matteo, per aver garantito una nuova e rapida calendarizzazione dell’argomento.
Nei prossimi giorni, inoltre, verrà valutata l’audizione di soggetti istituzionali, economici e territoriali. L’obiettivo resta quello di arrivare a una proposta il più possibile condivisa, capace di tenere insieme le aspettative del Consiglio regionale e le esigenze del territorio.
Il Futuro tra responsabilità e sviluppo
Di Marco ribadisce che la vicenda sul futuro delle Terme di Caramanico richiede un’assunzione di responsabilità chiara e non più rinviabile da parte di tutte le istituzioni coinvolte. È quindi indispensabile avviare un percorso politico e amministrativo serio, basato su atti concreti, trasparenti e condivisi.
Al centro devono restare l’interesse pubblico, la tutela dei lavoratori e le prospettive di sviluppo economico e occupazionale. Non solo per Caramanico, ma anche per l’intera area circostante, che può trovare nel rilancio del polo termale una leva strategica di crescita.