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GEMMA ANDREINI: Sì ALLA MOBILITAZIONE CONTRO LA VIOLENZA SULLE DONNE

La Commissione Pari Opportunità della Regione  Abruzzo, che ho ancora l’onore di presiedere, non può che plaudire le innumerevoli e svariate iniziative che in tutti i contesti, da quelli istituzionali a quelli dell’associazionismo fino ad arrivare al  volontariato sociale, si stanno moltiplicando  in occasione della giornata del 25 Novembre (- Giornata mondiale per l’eliminazione della violenza sulle Donne istituita dalle Nazioni Unite con la risoluzione n.54/134 del 1999-)  .

Mai come quest’anno viene amplificata l’eco della condanna da parte di TUTTI della violenza contro le donne  che è uno dei reati più odiosi e oscuri e difficile da combattere, che richiede molta attenzione nelle misure che s’intraprendono, nelle norme che si emanano, ma anche  nelle parole che si dicono e nei gesti che si compiono e nei luoghi dove si agiscono.

Perché anche i luoghi hanno il loro significato.

Persino la  Presidente della Camera Boldrini  ha invitato, quest’anno,  personalmente 1200  donne, compresa me,  che rivestono un ruolo istituzionale e che hanno  il compito precipuo di difesa delle donne, e non l’ha fatto  in luogo qualunque, ma  nella più importante sede istituzionale italiana: il Parlamento  .

La condotta  violenta, verbale o fisica, agita da chiunque, contro un uomo o contro una donna,  è comunque deprecabile in qualunque luogo venga commessa. Non c’è differenza se a subire violenza sia una persona di genere femminile o maschile è sempre deprecabile e condannabile a maggior ragione se  messa in atto da una persona autorevole in un luogo istituzionale a danno di una persona più debole.  .

 Non vi nascondo,  quindi, che con un certo imbarazzo andrò a  rappresentare l’Abruzzo.

Dopo aver visto i filmati, che sono circolati ovunque, sull’incontro, avvenuto, qualche giorno fa  nella sede della Regione Abruzzo, tra il Presidente D’Alfonso  e la giornalista Toffa,  mi sono consultata con  i membri della Commissione Pari Opportunità della regione Abruzzo.

Eravamo tutte d’accordo: la commissione non può che dissociarsi dal comportamento aggressivo compiuto ai danni della giornalista dal nostro Presidente della Regione.

E’ forse un fatto che  questo “giornalismo d’assalto” è , a volte,  molto irritante.

Nel caso specifico già nel  nome (IENE) è insita la  sua peculiarità.ma ma stiamo parlando di una giornalista che stava svolgendo  il suo lavoro rispettabilissimo e non dimentichiamo che, ahimè, spesso è proprio grazie a queste inchieste che vengono alla luce fatti che l’opinione pubblica deve conoscere.

Anche se il Governatore  non riteneva di voler rispondere all’intervista, doveva a nostro parere  chiedere, come era  nel suo diritto, che la giornalista venisse accompagnata fuori  dai locali della regione, dagli addetti preposti all’ordine della sede regionale, e non agire come ha fatto mettendo in atto un comportamento violento.

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