Giubileo 2025 affari esentasse: lo Stato spende miliardi, il Vaticano incassa. Fede in crisi, profitti in crescita. Un’inchiesta scomoda.
Giubileo 2025: affari esentasse tra fede e profitto
“Avete fatto della mia casa una spelonca di ladri”
— Gesù di Nazareth, Vangelo secondo Matteo
“La religione è l’oppio dei popoli”
— Karl Marx
Roma. Porte sante aperte, conti chiusi
Il Giubileo 2025, proclamato da papa Francesco e ora in corso sotto papa Leone XIV, è entrato nel vivo. Dal 24 dicembre 2024, le quattro basiliche romane accolgono i pellegrini: san Pietro, san Giovanni in Laterano, san Paolo fuori le mura, santa Maria Maggiore. L’Anno Santo finirà il 6 gennaio 2026.
Slogan ufficiale: “Pellegrini di speranza”. Risultato reale: una macchina colossale, sostenuta dallo Stato, controllata dal Vaticano, alimentata da milioni di euro pubblici.
Pellegrini in calo, conti che non tornano
Oggi è 15 luglio 2025. A sette mesi dall’apertura, i pellegrini registrati sono appena 550.000. Niente a che vedere con i 35 milioni attesi e su cui sono stati basati i piani di spesa. Il flusso si è fermato. Le cause: la secolarizzazione, l’indifferenza, il declino del potere simbolico della Chiesa.
La fede cattolica è in crisi. E un papa agostiniano, Leone XIV, è stato chiamato a guidare un evento che doveva essere spirituale e si è trasformato in un colossale investimento a perdere.
La mano pubblica paga
Lo Stato italiano ha stanziato oltre 2,2 miliardi di euro per il Giubileo. A cui si sommano altri 1,8 miliardi da fondi Pnrr, europei e da Roma Capitale. Totale: oltre 4 miliardi.
Soldi destinati a strade, metropolitane, sicurezza, accoglienza. Tutto in nome dell’Anno Santo. Ma mentre i contribuenti pagano, chi incassa è un altro soggetto.
Giubileo 2025: affari esentasse, il Vaticano incassa senza pagare
Il Vaticano non ha versato un euro alle casse pubbliche. Ma raccoglie donazioni, merchandising, diritti editoriali, concessioni, biglietti per musei e spazi culturali, spesso al di fuori del sistema fiscale italiano.
Ricavi previsti? Oltre 500 milioni di euro. Tutti esenti.
A Roma, centinaia di strutture religiose ospitano pellegrini con servizi da albergo, ma senza pagare Ires, IMU, IVA né tassa di soggiorno. La concorrenza con il settore turistico laico è distorta. Gli hotel pagano, i conventi incassano.
I ristoranti e le mense religiose offrono pasti a basso costo, senza le stesse norme igienico-fiscali. La logica è chiara: una bolla protetta, impermeabile a controlli e tasse.
Lo Ior, il cuore opaco
Il banco vaticano, lo Istituto per le Opere di Religione, gestisce oltre 5 miliardi di euro. Conti riservati, operazioni protette, vigilanza interna. Nessun obbligo fiscale italiano. Nessun accesso pubblico.
Nel 2024, per la prima volta, una donna laica è stata nominata presidente dello Ior da Leone XIV. Segnale di apertura? Forse. Ma anche rischio. Toccare lo Ior significa sfidare il potere più opaco della Santa Sede. E il precedente di Giovanni Paolo I pesa ancora come una minaccia silenziosa.
Lo Ior non finanzia direttamente il Giubileo, ma ne intercetta i flussi: offerte, fondazioni religiose, raccolte missionarie. Una banca che cresce senza rendicontare nulla ai cittadini che indirettamente contribuiscono all’indotto.
Giubileo 2025 e affari esentasse: Vaticano in rosso solo sulla carta
Il bilancio vaticano 2023 si è chiuso con 2 milioni di euro di disavanzo. Ma il dato è ingannevole: non include lo Ior, né le diocesi, né gli ordini religiosi, né il patrimonio immobiliare o finanziario.
Una contabilità parziale che serve più a giustificare il mantenimento del segreto che a fare trasparenza.
Il Papa riformatore
Leone XIV ha ereditato il Giubileo. Ma ha scelto di trasformarlo in un’occasione di riforma. Agostiniano, radicale, distante dal clericalismo, ha avviato una lenta pulizia interna.
Sarà sufficiente? I numeri lo smentiscono. I fedeli sono pochi, i soldi sono molti, e la tentazione di continuare a vendere fede per incassare potere resta forte.
La casa tradita
di Italo Nostromo
Io sono di nuovo nel Gezzemani
Avete fatto della mia casa
una spelonca di ladri
Non è più un luogo di preghiera
ma un mercato di ombre e soldi
Dove il silenzio si compra
e la fede si pesa
Avete dimenticato il volto
di chi viene a cercare pace
E avete aperto le porte
solo per chi sa pagare