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Gran Sasso: la leggenda del gigante che dorme

Gran Sasso gigante che dorme

Il Gran Sasso d’Italia è il monte più alto della catena appenninica. La vetta più alta, il Corno Grande, raggiunge infatti i 2.912 metri di altezza rispetto al livello del mare.

Questo massiccio si trova in Abruzzo, tra le province di L’Aquila, Pescara e Teramo. Con il suo profilo, crea panorami e scenari subito riconoscibili.

Infatti, la forma disegnata dalle creste e dalle vette del Gran Sasso ricorda una persona sdraiata che dorme con le mani incrociate sul petto. 

Questa particolarità è valsa alla montagna il soprannome di Bella Addormentata. C’è anche un altro epiteto, però, con cui viene chiamato il Gran Sasso: il gigante che dorme.

In questo caso, il nome è dovuto a una leggenda struggente e molto antica.

Il Gran Sasso e la leggenda di Maja e del Gigante 

Il Gigante Ermes era figlio della ninfa Maja, la più bella tra le Pleiadi, e del dio Zeus. Ermes era imbattibile in guerra: alto, forte di bell’aspetto e valoroso guerriero, sembrava che nessuna spada o nessuna freccia potessero ferirlo.

Eppure, durante una battaglia nella regione della Frigia, che corrisponde grossomodo all’attuale Turchia, Ermes fu ferito a morte.

Maja, sconvolta, chiese aiuto ad un oracolo. La risposta fu chiara: l’unico modo per salvare Il Gigante era di condurlo sul Gran Sasso che si ergeva al di là del mare. Lì, cresceva un’erba miracolosa, l’unica in grado di restituire Ermes alla vita.

Maja, attraverso il porto di Ortona e la costa, raggiunse il Gran Sasso, portando con sé il figlio. Tuttavia, la terribile gelata invernale aveva bruciato gran parte dell’erba magica e la ricerca fu lunga: troppo, per il Gigante così ferito.

Ermes morì e Maja, con l’aiuto dei pastori locali, lo depose sul Gran Sasso dove da allora dorme disteso, diventando parte stessa della montagna: il Gigante che dorme.

La madre, impazzita dal dolore, fuggì su un alto monte antistante, il secondo massiccio più alto degli Appennini, per vegliare per sempre il figlio: la Majella, che gli abruzzesi chiamano anche la montagna madre.

Le montagne abruzzesi oggi

Le due montagne abruzzesi, il Gran Sasso e la Majella, oggi ospitano una superficie incredibile di natura protetta. Ben 3 parchi nazionali si snodano nell’entroterra abruzzese:

  • il Parco Nazionale d’Abruzzo Lazio e Molise
  • il Parco Nazionale del Gran Sasso e dei Monti della Laga
  • il Parco Nazionale della Majella

A questi si aggiungono numerosi parchi e riserve regionali, dove la fauna e la flora selvatiche trovano ancora il loro habitat. Le montagne abruzzesi oggi sono terre popolate da orsi, lupi, camosci, cervi ecc. Ricche di sentieri per il trekking e hiking, passeggiate, luoghi attrezzati di ristoro, sono sempre più apprezzate da chi ama la natura.