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Grazie … açai

Se si va negli States, o meglio in California, in particolare a Hollywood, e si fa una passeggiata sul Sunset Boulevard (meglio verso ovest sul Sunset Strip: la strada delle star), per sentirsi un po’ nello star sistem, non si può non entrare in un bar e ordinare un succo di Açai. Considerato tra i frutti più nutrienti della foresta amazzonica, il succo di questa bacca, è l’ultima ricetta new entry a spopolare tra le stelle di Hollywood e non solo; ricco di proprietà antiossidanti e di elevato apporto vitaminico è entrato a far parte delle diete degli atleti e delle star targate U.S.A. tanto che, per fronteggiare le ingenti richieste dei suoi frutti, la pianta viene oggi estensivamente coltivata un po’ in tutto il Sud America.

Fiutando un affare con molti zeri non si è fatta sfuggire l’occasione di rimpinguare le proprie casse (comunque mai vuote) il celebre attore Brad Pitt, co-fondatore della società che produce la bevanda, a ruota tra i più assidui fruitori della “miracolosa” bevanda: Patrick Dempsey, Kevin Sorbo, Quinton Aaron, Quentin Tarantino, Mario Lopez, Mark Wahlberg, Oprah Winfrey, Owen Wilson, Denise Richards e Rachel Ray. Già solo con il loro consumo il fatturato è garantito (!). Nel dettaglio le bacche di Açai, dalla rivisitazione del termine indigeno wasa’i (frutti che piangono), sono il frutto di una palma arborea (Euterpe oleracea della famiglia delle Arecaceae) che vegeta nelle foreste pluviali dell’Amazzonia, raggiungendo altezze di oltre 20 metri. Si presenta come un frutto carnoso e succoso, dal colorito purpureo, simile a un grande acino di uva nera, ma con meno polpa e un solo seme; sono racchiuse in pannocchie di 700-900 elementi.

Sono “imparentate” con i mirtilli, con cui condividono un elevato contenuto di antiossidanti. Le popolazioni indigene del Brasile utilizzano da secoli queste bacche, integrandole nella dieta, come rimedio naturale; essi credevano che le bacche di Açai potessero infondere forza e coraggio. L’enorme successo del prodotto ha consigliato alcune aziende americane a lanciarsi nella produzione, forti delle pressanti campagne pubblicitarie sulle “presunte” virtù terapeutiche di questo frutto e, dai numerosi articoli pubblicati sull’argomento, non ultimo lo studio scientifico, pubblicato dal Journal of Agriculture and Food Chemistry, al riguardo dei polifenoli contenuti nelle bacche di Açai che sarebbero in grado di ridurre la proliferazione delle cellule cancerogene fino all’86%. Hanno creato ad hoc anche un mix con il sambuco nero che, grazie alle ricche fibre, garantirebbe una regolazione del peso corporeo: controllando il senso di fame e favorendo la digestione. C’è da aspettarsi a breve (o/è anche un consiglio per le industrie italiane del settore) la comparsa di un prodotto anche Made in Italy visto che il sambuco nero è una pianta diffusa in Italia (con i suoi frutti viola scuri, quasi neri) e guardando le caratteristiche e i valori nutrizionale le miracolose bacche brasiliane non hanno nulla di più dei nostri frutti nostrani (leggi mirtilli). Per non “essere di parte”, proprio uno studio americano, analizzando in particolare il potere antiossidante globale del succo di Açai, lo fa risultare inferiore a quello del succo di melograno, del vino rosso, del succo d’uva fragolina, del mirtillo e del succo di ciliegia nera.

Sia le bacce “miracolose” che i frutti del sambuco contengono antocianina, un potente antiossidante, che aiuta a ridurre la percentuale di grasso corporeo e a migliorare l’assorbimento dei carboidrati, ma nulla più: il profilo nutrizionale delle bacche di Açai nelle percentuali di calcio, ferro e vitamine A e C è da definire discreto, buono anche il contenuto proteico e lipidico, con prevalenza di acidi grassi monoinsaturi (acido oleico – 56% c.a.) e discrete percentuali di polinsaturi (principalmente acido linoleico 12.5% c.a.) anche se è presente anche l’acido palmitico (24.1% c.a.): uno degli acidi grassi più aterogeni (favorisce l’innalzamento del colesterolo). In conclusione … nulla di nuovo sotto il sole, giustifichiamo le celebs americane, che hanno la priorità di mantenere un aspetto giovanile e sano nel corso degli anni e per questo si trovano sempre in prima linea quando si tratta di informarsi su nuovi prodotti e trattamenti che possano giovare al loro corpo; se a questo si aggiunge, qualche migliaio di dollari in pubblicità, certo il mix non guasta.

Per i “nostrani” consigliamo invece semplicemente, se si vuol stare bene e in forma, di aumentare il consumo di frutta e verdura fresche, ingerire carni magre e prodotti genuini, di bere a sufficienza bevanda non gassate (in particolare acqua e tè non zuccherati), ottimi tutti i cibi ricchi di fibre, vitamine, minerali e proteine essenziali e se proprio vogliamo emulare i divi di oltre oceano … un bel mix di uva nera e frutti di bosco. Solo per cronaca s’informa che oggi negli Stati Uniti le “prodigiose” bacche sono vendute sotto le più svariate forme: succhi, capsule, yogurt, in polvere e per ultimo … una serie di formulazioni cosmetiche.

Tra le “virtù” elencate troviamo: miglioramento dei livelli generali di energia del nostro organismo, aiuto a contrastare l’affaticamento e lo stress, combattere l’invecchiamento della pelle e del corpo; è impiegato anche nella cura delle malattie degenerative, rafforza le difese immunitarie, è un regolatore del colesterolo, aumenta l’energia del corpo, migliora la memoria, ha un effetto protettivo sul micro e marco circolo (leggi fragilità capillare), ottimo per tutti coloro che soffrono di problemi digestivi, proteggono le cellule di tutto il nostro organismo dagli attacchi dei radicali liberi, previene i sintomi tipici della menopausa e dulcis in fundo … favorendo la circolazione sanguigna verso gli organi genitali … migliora l’erezione e la qualità dei rapporti sessuali. Mah … quando la scienza diventa fantascienza!

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