fbpx

HALLOWEEN IN SOLIDARIETA’ PER L’AGBE DI PESCARA

Rotaract Club Pescara su serata di Halloween in solidarietà per l’Agbe di Pescara.

Sarà devoluto in favore dell’Agbe di Pescara, l’Associazione Genitori Bambini Emopatici, il ricavato della serata di solidarietà organizzata per la notte di Halloween dai ragazzi del Rotaract Club di Pescara, riuniti in Interclub con i colleghi della provincia di Chieti, Teramo e L’Aquila. Una serata in cui, ancora una volta, vogliamo intrecciare, in un mosaico già sperimentato e riuscitissimo, la solidarietà con la festa. Il nostro sarà un contributo per finanziare il progetto di ristrutturazione della sede Agbe del capoluogo adriatico”. Ad annunciarlo è stato il Presidente del Rotaract Club di Pescara – Distretto 2090 Matteo Nanni, promotore dell’iniziativa con Mattia D’Antino, delegato zona Abruzzo del Rotaract Distretto 2090

Come nello spirito del Rotaract – ha spiegato il Presidente Nanni – ancora una volta il nostro club ha associato un’occasione di incontro interprovinciale con un’azione di service sempre in favore di chi vive una condizione di svantaggio o di disagio, come può essere una malattia, perché il nostro fine ultimo è la tutela del benessere collettivo teso a garantire pari opportunità tutti. Per la sera di lunedì prossimo, 31 ottobre, cogliendo l’opportunità offerta dalla festa di Halloween, il Rotaract Club di Pescara ha organizzato una cena, dal tema ‘Eyes Wide Shut – Halloween Party’, che si terrà presso il ‘Circolo degli Amici’ di Chieti, in via De Lollis, a partire dalle 20, cena aperta peraltro a tutti, anche ai ragazzi che volessero cominciare a conoscere le attività del Rotaract, proprio perché fine dell’iniziativa è raccogliere quanti più fondi possibile da devolvere a favore dell’Associazione Genitori Bambini Emopatici (Agbe) con un obiettivo ben preciso, ovvero sostenere la manutenzione della sede associativa che ospita tante famiglie i cui bambini sono in cura presso il reparto di Ematologia dell’ospedale civile di Pescara, una struttura che li accoglie ovviamente in un ambiente familiare al fine di rendere meno difficile il distacco dalle mura di casa per i piccoli pazienti, e che consenta anche la permanenza della famiglia, alleviandone, per quanto possibile, i disagi”.

ANCORA NESSUN COMMENTO

I commenti sono chiusi