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I 10 anni della Convenzione di Istanbul. Brindisi o perplessità?

Riunione a Roma sui temi ella violenza di genere, promossa dall’integruppo parlamentare per Donne, Diritti e Pari Opportunità, tante le incertezze sulle normative e sulla prevenzione

In occasione dei 10 Anni dalla stipula della Convenzione di Istanbul si è svolto ieri a Roma, presso la nuova aula dei Gruppi Parlamentari, un incontro organizzato dall’intergruppo parlamentare per Donne, Diritti e Pari Opportunità.
Non poteva mancare la squadra dei rappresentanti degli Stati Generali delle Donne che attraverso il lungo e proficuo lavoro, guidato da Isa Maggi, ha fornito in questi anni utili contributi sui temi della violenza di genere. Erano presenti, con tanto di distintivo SGD orgogliosamente appuntato al bavero , Amelia Crucitti e Maria Ludovica Agro’ del comitato scientifico, la sottoscritta, Elsa Javier Ambassadors delle città delle donne e la giornalista internazionale Caja Moreno.
Tanti gli interventi degli illustri addetti ai lavori che meriterebbero una approfondita relazione, ma la sintesi è questa.
L Italia ha ratificato la convenzione nel 2013 e da allora si ispira ai principi in essa esplicitati per il contrasto alla violenza di genere. È stato sottolineato che non tutti i paesi hanno aderito alla Convenzione (come per esempio: Bulgaria, Repubblica Ceca, Lettonia, Slovacchia ecc) ma ci sono addirittura nazioni he dopo la ratifica manifestano l’ intenzione di abbandonare, come ad esempio Polonia e Turchia.
Ciò mostra il segno di come l’ obiettivo principale dell’ importante documento, ossia diffondere una nuova cultura per combattere tutti insieme la violenza, sia sempre più lontano dall’essere raggiunto.
Dopo una brillante introduzione del Presidente Fico sul sentito e condiviso problema della violenza (che anche ieri ha fatto registrare l’ ennesima vittima) Laura Boldrini ha aperto i lavori e introdotto la relazione della Presidente della Commissione del Senato sulla violenza di genere Valeria Valente.
L’esponente del PD ha espresso alcune perplessità: ” Qualcosa non ha funzionato e non funziona ancora, nonostante le nuove normative, se una ragazza oggi è stata brutalmente uccisa a Reggio Calabria dal suo ex, già denunciato, incarcerato ma liberato senza predisporre nessuna precauzione per tutelare la vittima!!” Rimangono senza risposta le domande “dove stiamo andando e cosa dobbiamo fare per dare concretezza alle indicazioni contenute nella Convenzione che oggi compie 10 anni? ”
Di questa ricorrenza ha parlato, a seguire, il presidente del consiglio d’ Europa Rik Daems .
Un appello sul da farsi e’ stato lanciato dalla Ministra Bonetti che riguardo, per esempio, allo stanziamento dei fondi per i centri antiviolenza ha ribadito che devono essere sistematicamente previsti in bilancio senza attendere il rinnovo annuale che non garantisce una pianificazione efficace.
Ma l’ intervento più toccante è significativo è stato fatto da uno studente di 17 anni di Teano che, dopo un corso di 2 anni nella sua scuola sulle problematiche di genere, ha maturato la consapevolezza di ciò che accade, di cosa devi subire, di ciò che si vive sulla propria pelle se si nasce femmina e non maschio!!
Con molta enfasi, ma assoluta padronanza del linguaggio, il ragazzo ha presentato un caso concreto disegnando un quadro della differente vita vissuta da lui e dalla sorella gemella che è stata oggetto di avance non gradite, di apprezzamenti fastidiosi e di vere discriminazioni per l abbigliamento indossato solo perché è donna.
Intervento sicuramente efficace e di facile impatto sulle nuove generazioni, da riproporre nelle scuole. Bravo Alessandro Ippolitoni!! Contiamo sui giovani.

di Gemma Andreini