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I 15 proverbi abruzzesi più belli

proverbi abruzzesi

I proverbi abruzzesi sono modo di dire che provengono dalla saggezza popolare. Spesso di origine contadina, queste sentenze svelano una cultura radicata da anni tra le genti d’Abruzzo.

Sono legati al lavoro, all’esperienza, alla natura forte e gentile della nostra terra.

 

Abbiamo raccolto 15 proverbi abruzzesi che riteniamo i più belli, con una traduzione e una breve spiegazione.

La nostra top 15 dei proverbi abruzzesi

 

  • La bellezze jogne a la porte, la buntà jogne a la morte

 

La bellezza arriva alla porta, la bontà arriva alla morte. Vuol dire che nella scelta di un partner non bisogna guardare solo alla bellezza, passeggera, ma alla bontà d’animo;

 

  • La hanghe ammandé la cianghe

 

La mandibola sostiene il passo. Vuol dire che solo mangiando a sufficienza si ha la forza di fare altre attività;

 

  • Daje, daje, la cepolle divente haije

 

Dai e dai, la cipolla diventa aglio. Cioè, con insistenza e perseveranza si può cambiare lo stato delle cose.

 

  • Dope li cunfitte, esce li difitte

 

Dopo i confetti, escono i difetti. Il proverbio abruzzese dice che solo dopo il matrimonio ci si accorge dei difetti del coniuge.

 

  • La cere se cunsume e la processione nin cammine

 

La cera si consuma e la processione non cammina: a furia di fare chiacchiere, non si fanno i fatti e non si risolvono i problemi.

 

  • La troppa cunfidenze fa la mmalacrianze

 

Troppa confidenza porta alla cattiva educazione. Non servono spiegazioni per questo proverbio d’Abruzzo!

 

  • Lu cotte sovr’ a lu vullite

 

Il cotto sul bollito. Il corrispettivo abruzzese del proverbio “Piove sempre sul bagnato”;

 

  • Mi so jite a fa la croce e mi so cacciate l’ucchje

 

Facendomi il segno della Croce, mi sono cavato un occhio. In italiano può essere reso con: la strada dell’Inferno è lastricata di buone intenzioni.

 

  • Nu patre pò campà cente fije, cente fije nin pò campà nu patre

 

Un padre può far vivere 100 figli, ma 100 figli non possono far vivere un padre.

 

  • Sò coma lu setacce, coma me fì t’arfacce

 

Sono come il setaccio, come fai con me faccio con te. Questo modo di dire abruzzese significa: “Mi comporto nello stesso modo in cui ti comporti con me”.

 

  • Sta bbone Rocche, sta bbone tutta la rocche

 

Se sta bene Rocco, sta bene tutta la rocca. Tra tutti i proverbi abruzzesi questo è uno dei più iconici: redarguisce con ironia l’egoismo di chi non pensa al benessere degli altri.

 

  • Vite ammandì sta canne, canne ammandì sta vite

 

Vite, sostieni questa canna, canna sostieni questa vita. Un proverbio sull’aiuto reciproco.

 

  • Ci te li solde fabbriche, ci nni è disegne

 

Chi ha i soldi realizza, chi non ne ha disegna. Questo modo di dire è molto chiaro!

 

  • La Pruvvidenze chiude ‘na finestre e aàpre nu bbalcone

 

La provvidenza chiude una finestra e apre un balcone, e cioè chiusa una porta si apre un portone.

 

  • L’amore n’ vvò le bbellezze; l’appetite n’ vvò la salze

 

L’amore non vuole la bellezza, l’appetito non vuole le salse. Chiudiamo con uno dei più bei proverbi abruzzesi, che ci ricorda che l’amore guarda all’essenziale e non all’apparenza.