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I dipinti di Salvatore Incorpora alla Maison des Arts

Domani 22 ottobre, alle ore 17, presso la Maison des Arts della Fondazione Pescarabruzzo, si terrà il vernissage della mostra “Salvatore Incorpora, il rosso aggrumato dell’uomo. Opere 1954 – 2003”, un percorso che attraversa la vita e la poliedrica produzione artistica di un pittore, scultore, scrittore e poeta, durante e a seguito della tragica esperienza personale della Seconda Guerra Mondiale come IMI (Internato Militare Italiano), dopo l’8 settembre 1943.
La Fondazione Pescarabruzzo, in collaborazione con il Museo “Messina-Incorpora” di Linguaglossa (CT) e i figli dell’artista Gemma, Giovanni e Egidio, è lieta di invitare al vernissage della nuova mostra che rende omaggio all’artista, considerato tra i maggiori esponenti dell’arte siciliana del Novecento.
L’allestimento realizzato alla Maison des Arts espone un centinaio di opere tra pitture, sculture, disegni e presepi, mettendo in luce il tormentato percorso di una vita davvero esemplare dal punto di vista sia umano sia artistico: dagli esordi negli anni ’50, con l’impegno a riannodare le fila del discorso bruscamente spezzato allo scoppio della guerra, al cosiddetto ciclo verghiano degli anni ’60 dove Incorpora si misura con il modello letterario, dai temi sociali degli anni ’70 (emigrazione, lavoro, povertà) fino ai temi sacri (in particolare attraverso i caratteristici presepi) e a quello della guerra.
Il critico d’arte Vittorio Sgarbi, descrivendone l’evoluzione artistica, ha scritto: «Salvatore Incorpora è un “artista civile” e poliedrico – accostandolo a Renato Guttuso – la cui ricerca figurativa si orienta su tre direzioni: la pittura esercitata in chiave neoespressionista; la scultura che, dopo gli esordi di inevitabile purezza accademica, è caratterizzata da una figurazione intensa e drammatica; le arti applicate dove raggiunge risultati suggestivi e brillanti».
«Il cammino interiore intrapreso da Incorpora è direttamente proporzionale al cammino di vita vissuta, fatta di guerra, prigionia, povertà, fame e disumanità in età giovanile. Un cammino che l’artista esprime con la rappresentazione artistica degli enormi piedi, che ne descrivono sia la fatica umana sia il suo continuo e gravoso essere interiormente in cammino», evidenzia Nicola Mattoscio,
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Presidente della Fondazione Pescarabruzzo, nonché Presidente nazionale dell’ANRP che custodisce la memoria degli IMI, che introdurrà l’evento.
Al vernissage, interverranno i prestigiosi storici Elena Aga Rossi e Luciano Zani, anche vicepresidente della stessa ANRP e i figli dell’artista, Gemma, Giovanni e Egidio Incorpora.
Pittore, scultore, scrittore e poeta (Gioiosa Ionica, 1920 – Linguaglossa, 2010) appena ventenne, Salvatore Incorpora viene chiamato in guerra fino all’armistizio del ‘43, quando è fatto prigioniero e internato dai tedeschi in un lager in Polonia, dove realizza opere in creta che regala agli ufficiali nazisti, ricevendone in cambio poco cibo utile per la sopra1vvivenza.