Roma, 5 febbraio 2026, ICE OUT Olimpiadi 2026 diventa un messaggio visivo potente alla vigilia dell’apertura dei Giochi Invernali di Milano-Cortina. Davanti alla sede del CONI, in viale Tiziano a Roma, compare la nuova e provocatoria opera della street artist Laika, intitolata “ICE OUT!”.
L’intervento artistico arriva, quindi, in un momento simbolico. Inoltre, accende il dibattito pubblico sui valori olimpici e sul ruolo delle istituzioni.
ICE OUT Olimpiadi 2026: il poster davanti al CONI
Il poster ritrae un agente dell’ICE che spara a uno ski jumper. Al centro, inoltre, compare una montagna rovesciata con il logo dei Giochi Olimpici. Qui il cerchio rosso si trasforma in un mirino.
L’immagine è diretta e disturbante. Tuttavia, secondo l’artista, serve a rendere visibile una contraddizione profonda legata a ICE OUT Olimpiadi 2026.
La denuncia dell’artista
“La presenza dell’agenzia anti-immigrazione è inammissibile”, dichiara Laika. Negli ultimi mesi, infatti, “tutto il mondo ha visto il suo vero volto: squadracce alle dipendenze di Trump, razziste e violente”.
L’artista cita episodi precisi. Ricorda Renee Good, colpita in volto. Cita l’infermiere Alex Pretti, ucciso a colpi d’arma da fuoco. Menziona, infine, l’arresto di Liam Conejos Ramos, un bambino di soli cinque anni.
Secondo Laika, quindi, ICE OUT Olimpiadi 2026 non è solo uno slogan. È una presa di posizione netta contro pratiche che considera incompatibili con lo sport.
ICE OUT Olimpiadi 2026 e i valori della Carta Olimpica
Per l’artista, la presenza dell’ICE ai Giochi uccide valori fondamentali della Carta Olimpica. In particolare, vengono messi in discussione la solidarietà e la lotta alle discriminazioni.
La Carta, infatti, afferma che lo sport deve favorire lo sviluppo armonico dell’uomo. Inoltre, deve contribuire a una società pacifica, impegnata nella difesa della dignità umana. In questo quadro, ICE OUT diventa una critica culturale e politica.
La critica ai vertici sportivi
Laika conclude con parole dure verso l’ex presidente del CONI, Giovanni Malagò, e la presidente del CIO, Kirsty Coventry.
“Mi fa rabbia – afferma – che non abbiano preso una posizione netta e coerente con i propri valori”. Secondo l’artista, si sono girati dall’altra parte, minimizzando la questione come competenza esclusiva degli Stati.
Eppure, oggi, il mondo dello sport sta alzando la voce. Non c’è spazio per razzismo e violenza. Inoltre, non c’è spazio per chi minaccia la democrazia. La “magia dello spirito olimpico”, sottolinea Laika, passa anche da qui.
L’appello alla mobilitazione
L’artista lancia, infine, un appello pubblico. Invita a partecipare numerosi alla manifestazione “Mobilitiamo la città – ICE OUT”.
L’evento è previsto per domani, 6 febbraio, a Milano. L’appuntamento è alle ore 9.30 in Piazza Leonardo da Vinci. Anche questo, per Laika, è parte integrante del messaggio ICE OUT Olimpiadi 2026.