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Il bacio … tra antropologia e medicina

Un racconto che parte agli albori della nostra esistenza, un gesto spontaneo che ha radici biochimiche e fisiologiche, una manifestazione di affetto o uno stimolo erotico che si esprime in modo diverso … ma in tutto il mondo… con qualche eccezione.

Nella preistoria (più di un milione di anni fà) le madri svezzavano i loro figli masticando il cibo, poco o affatto cotto e certamente molto duro, sminuzzandolo … per poi passarlo ai piccoli, attraverso una sorta di bacio …  alimentare spingendo energicamente con la lingua e le labbra. La bocca è un organo molto sensibile e “percepisce” le informazioni di istocompatibilità genetica attraverso la saliva della madre al piccolo, attivando i neurotrasmettitori chimici dell’ossitocina; grazie alle endorfine liberate il neonato acquistava fiducia, mostrava allegria ed allontanava la tristezza mentre l’abbassamento del livello del cortisolo eliminava l’ansia e la sensazione di pericolo.

Ancora oggi i bambini utilizzano la bocca per conoscere le persone e gli oggetti … portando tutto alla bocca. Questo soddisfacimento dell’oralità nell’infanzia si trasforma in bacio nell’età più adulta per selezionare il partner, trasmettere e ricevere fiducia; col bacio si mettono in funzione più di 40 muscoli, si dilatano i vasi sanguigni che producono rossore delle guance e un maggiore afflusso di sangue al cervello, mentre il cuore comincia a pulsare più intensamente e le pupille si dilatano, si avvertono gli odori subliminali che producono quei ferormoni che tendono ad innalzare l’umore e inducono l’accoppiamento.

Il bacio è proprio degli esseri umani, l’Homo sapiens è infatti l’unica specie animale che si scambia baci, anche se c’è l’eccezione del bonobo (o scimpanzé nano), questo primate che vive unicamente nel Congo è tra gli animali viventi quello più simile agli esseri umani. Passa molte ore al giorno scambiando baci alla francese ed effusioni con la propria partner e praticando con lei sesso orale, è l’unica specie animale che pratica sesso genitale faccia a faccia. Questa esuberante sessualità porta questo primate ad essere altruista, paziente e gentile, poco aggressivo e cordiale. Come curiosità: rimangono bocca a bocca fino a 12 minuti … un primato da Guinness.

 

Il bacio ha la funzione di cercare il partner con un corredo genetico diverso dal proprio per rinforzare la prole. Più lungo è il bacio e più intensamente il testosterone, attraverso la saliva, eccita la donna. Fino a pochi anni fa il bacio era presente nel 90% delle culture esistenti al mondo, ma oggi grazie alla globalizzazione mediatica, la percentuale è aumentata grazie ad icone dello star sistem come Clark Gable e Vivien Leigh nel film “Via col vento”. Fanno eccezione solo gli eschimesi o i pigmei che non si baciano … ma si strofinano vicendevolmente i nasi, mongoli ed i giapponesi che anticamente non si baciavano adesso lo fanno.

 

I latini avevano tre diverse definizioni per il bacio: l’osculum che rappresentava il rispetto ed era “adoperato” per l’amore filiale (bacio a stampo), il basium che indicava affetto ed era usato per le mogli (bacio tradizionale) e il savium … espressione di libidine e si scambiava con le prostitute (bacio alla francese) dove oltre all’azione vigorosa della lingua si “aggiungono” leggeri morsi sia sulle labbra che sulla lingua stessa.