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Il fashion system dopo il Coronavirus: punto sulla situazione

Niente sarà più come prima”. E’ la frase che serpeggia tra gli addetti ai lavori del fashion system. Cosa vuole significare? Che “nessun aspetto della nostra vita resterà com’era ante- Covis-19”. Immediata la risposta del sondaggio di millequattrocento professionisti intervistati: la Moda è vitale, non si ferma. E come l’Araba Fenice rinascerà dalle proprie ceneri.

Il panorama è drammatico ma l’industria della moda globale sta già riscrivendo il suo futuro con nuovi programmi, strategie e innovazioni tecnologiche.
Tra qualche anno, quando tenteremo di definire cosa sia stata la moda di questa nostra epoca è probabile che la identificheremo come moda “collaborativa”, cioè delle grandi collaborazioni tra i Brand, anche quelli concorrenti e di settori diversi.

Un’alleanza necessaria e voluta da tutti ormai. Mai come oggi, i marchi procedono insieme nel lavoro cercando di unire attivamente le forze per condividere obiettivi, dati, esperienze, anche con emergenti e partner provenienti da aziende e mondi diversi. Li unisce il fine comune di raggiungere una giustizia ambientale che incontri la giustizia sociale.

Paradossalmente la crisi è avvertita come collante che unisce i soggetti del sistema con il fine di raggiungere obiettivi comuni.
Significativa la collezione di Sergio Rossi firmata dalla dressmaker milanese Marta Ferri la quale riesce a conferire un’identità più romantica e femminile alle tipiche scarpe della Maison, mules, slippers ed espadrillas realizzate in rafia e velluto.

VERSO UN MONDO POST COVID-19

L’imprevedibile crisi umanitaria e finanziaria ha vanificato le strategie pianificate prima del 2020. In questo momento si sta affrontando la contrazione economica più grave avvenuta nel pianeta in tempo di pace.
E’ arrivato il momento di prepararsi per un mondo post Covid-19. La nuova parola d’ordine? “Ricablare”.
Primo problema da affrontare è la contrazione dell’industria della moda globale che secondo le stime di Bof e Mc Kinsey per i beni dei lusso cioè moda, accessori, gioielli orologi e cosmetica, ammonta al 35-39% per tornare poi nel 2021 a una probabile crescita compresa tra l’1 e il 4%.

Si va verso la “reimmaginazione” del sistema con conseguente cambiamento sul comportamento dei consumatori. Una vera e propria trasformazione planetaria. Riconnettere, ridisegnare la catena del settore ricollegando un sistema che così com’è non funziona più.
Il secondo problema è l’escalation della digitalizzazione unita a quello che è stato chiamato “shakeout darwiniano”. Adattarsi cioè a nuovi mercati con strategie diverse rafforzando comuni obiettivi di innovazione e green fashion.
.Un’impresa titanica per arrivare tra un anno e mezzo ad una nuova normalità se consideriamo che il valore globale del sistema moda è stato quantificato in 2,5 trilioni di dollari.

COME VESTIREMO DOPO LA SARS-COV-2?

Meno eccessi e più eco-sostenibilità, afferma decisa Valeria Mangani, già vice presidente di Alta Roma, icona del made in Italy nel mondo e fondatrice del “Made in Italy Luxury Artigianale”. Il 14 settembre prossimo inaugurerà al Sublime La Villa a Roma, la “Sustainable Innovation Fashion week.” Il primo evento in Italia totalmente dedicato all’innovazione tecnologica della moda green.
Il trend è la grande passione per la mindfulness una nuova coscienza con più consapevolezza e sensibilità negli acquisti.

L’eleganza made in Italy unita al gusto cosmopolita si declineranno nelle collezioni di abiti, calzature, gioielli. A fare la differenza saranno sempre i dettagli. Cromie metallizzate volte al dorato per scarpe e borse. Si punta sull’eccellenza dei materiali e sui tessuti intelligenti realizzati con vari tipi di fibre che si alternano a elementi elettronici per proteggere il corpo da infortuni, emergenze climatiche unite a proprietà antibatteriche, dando informazioni sullo stato di salute di chi li indossa.

Come scegliere i nuovi tessuti? Niente paura, grazie alla corsa incontrollata all’Intelligenza Artificiale, la donna fashion del futuro indosserà i capi suggeriti attraverso il monitoraggio della sua voce e l’analisi del relativo tono.

Il nuovo dispositivo “wearable” già ampiamente utilizzato negli Stati Uniti è indossabile su ogni capo.

di Mariella Valdiserri