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Il filo turchese di Silvana Abbruzzese per dire no alla guerra

Si chiama il Filo turchese l’installazione dell’artista Silvana Abbruzzese in corso sabato fino  al 10 luglio  nella ex Chiesa di Santa Maria del Tricalle a Chieti, il tempietto che offre, dopo la sua ristrutturazione un’intensa attività progettuale.Tricalle Sistema Cultura, in uno spazio di grande valore simbolico, si apre ad una riflessione su passato, presente e futuro dell’umanità attraverso la tessitura di corpi e trame con fili di alluminio come spiega la curatrice Francesca Finarelli.  Tra volti di terracotta isolati in bolle di rete ed un filo turchese si dipana una strada verso la consapevolezza, auspicio per una nuova umanità, sottotitolo della mostra che si oppone alla violenza della guerra ed alla distruzione della natura.

Silvana Abbruzzese nelle sue precendeti mostre aveva già affrontato temi complessi come la femminilità violata, la dolorosa odissea dei migranti e la ricostruzione della memoria nei luoghi disabitati attraverso l’uso di materiali poveri e tecniche informali di forte impatto visivo. Molto apprezzate le mostre al Circolo Aternino di Pescara ed al Museo Barbella di Chieti oltre agli allestimenti di successo alla Fortezza di Civitella del Tronto (Te) ed alla Galleria Frammenti d’arte di Roma a cura di Massimo Pasqualone. Dopo diversi anni l’artista torna nella nativa Chieti con un percorso che parte dall’Antropologia del turchese della scrittrice naturalista Ellen Meloy, narratrice californianacon le sue riflessioni su deserto, mare, pietra e cielo. Il rapporto fra l’uomo e i colori, emotivo e spirituale, può ri-svegliare la nostra coscienza e tornare a proporci l’urgenza di una nuova e non più rinviabile ecologia dell’anima. Dopo il vernissage del Filo turchese di sabato 18 giugno alle ore18, nei fine settimana  successivi verranno proposti degli incontri con autori e performer per discutere di letteratura, teatro e difesa della natura come lascito dell’arte contemporanea. I visitatori potranno lasciare un loro segno in uno spazio dell’installazione modellando frammenti di argilla e partecipare simbolicamente al percorso proposto dall’artista.

Primo appuntamento venerdì 24 giugno con Maria Cristina Favini Berti del centro Amavita per discutere di arte, guarigione e cultura sciamanica nel giorno dell’Inti Raymi, la festa del sole delle antiche culture andine: nel successivo fine settimana venerdì primo luglio lo scrittore Marcello Nicodemo presenta Due libri Quattro canzonidialogo su due romanzi dell’autore; sabato 2 luglio incontro con Edoardo Oliva, attore e regista per parlare del progetto  Nell’Immediato “Enzo Spirito”, dialoghi sul teatro e l’ecologia dell’anima. Il 9 luglio Giancamillo Marronepropone La commedia della vanità di Elias Canetti portata in scena dai giovani attori del Piccolo Teatro dello Scalo.Gli incontri si svolgeranno all’aperto dalle ore 18.30; l’installazione sarà visitabile sino alle ore 22 con la possibilità di incontrare l’artista, il tutto ad ingresso gratuito: info 3358380406.