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“IL FIUME E LA MEMORIA”

Presentato presso la Sala Giunta del Comune di Pescara, alla presenza dell’assessore alla Cultura Giovanni Di Iacovo, il direttore artistico l’attore Milo Vallone e il presidente del Consorzio “Pescara VecchiaCristian Summa, il progetto che prevede il rilancio del Festival “Il Fiume e la Memoria” che, alla fine degli anni ’90 per poi proseguire sino ai primi del 2000, ha animato, con spettacoli di teatro, concerti, retrospettive cinematografiche, mostre, esposizioni ed eventi pubblici, l’attività culturale nella città di Pescara, torna ad essere protagonista con un’edizione completamente rinnovata. Il Festival, la cui ultima edizione risale al 2011, si è fermato poiché l’ideatore e direttore artistico, l’attore e regista pescarese Milo Vallone, in questi anni, pur ricevendo numerosissime e continue sollecitazioni per poter continuare la felice ed entusiasmante esperienza artistica che era la kermesse da lui diretta, non trovava in chi si è succeduto alla guida delle Istituzioni interessate, la capacità di tradurre quelle sollecitazioni stesse. “E come se ci fosse stato una sorta di “corto circuito” – afferma Milo Vallone – tra le istanze di cittadini, operatori e turisti e i rappresentanti che di quelle istanze dovrebbero farsi interpreti.  A rimetterci, in termini di sviluppo e decoro rischia di essere proprio la zona interessata, che orfana di una adeguata e mirata politica culturale e di conseguenza turistica, e abbandonata ad una crescita e ad uno sviluppo disorganico si ritrova, da qualche anno, ad essere un luogo che rischia di smarrire in modo drastico, le reali potenzialità ricettive. Anni fa, all’epoca, ci occupammo della valorizzazione e contribuimmo in modo decisivo alla trasformazione di quell’area. Oggi ci prefissiamo l’obiettivo, di rivalutarla. Ho raccolto con felicità l’invito portomi dal Presidente del Consorzio e dagli operatori e sono contento di aver riscontrato in questa Amministrazione, principalmente attraverso l’assessore alla Cultura Giovanni Di Iacovo, la sensibilità di farsi interprete, mediatore e promotore di questo che ci auspichiamo essere, nel giro di pochi anni, un nuovo rinascimento di quell’area. Ci auguriamo – conclude Vallone – che la cultura, l’arte e la bellezza tornino ad animare e a riappropriarsi di quegli spazi così come la più naturale vocazione di un qualsiasi centro storico, esige.”

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