Le scoperte del lander InSight della NASA
Il lander InSight della NASA ha individuato nelle profondità di Marte frammenti legati a terremoti antichissimi, databili a circa 4,5 miliardi di anni fa.
Gli scienziati ritengono che giganteschi impatti abbiano colpito Marte in epoche remote, trascinando detriti e frammenti nel mantello, prima che la missione si concludesse nel 2022.
Onde sismiche e segnali enigmatici
Uno studio pubblicato su Science ha analizzato otto terremoti marziani, scoprendo che le onde ad alta frequenza risultavano rallentate durante l’attraversamento del mantello del pianeta.
Pike ha spiegato che i rallentamenti non erano dovuti alla crosta, ma aumentavano con la profondità, rivelando regioni composte da materiali differenti rispetto all’ambiente circostante.
Il lander InSight della NASA: Simulazioni al computer e frammenti antichi
Attraverso simulazioni planetarie al computer, i ricercatori hanno dimostrato che i ritardi sismici provenivano da zone localizzate, arricchite da frammenti derivanti da impatti cosmici antichissimi.
Secondo Charalambous, la struttura interna appare come un vetro frantumato: pochi grandi blocchi e moltissime schegge, esito dell’enorme energia sprigionata dagli asteroidi.
Differenze tra la Terra e Marte
Sulla Terra, la tettonica a placche ricicla costantemente crosta e mantello superiore, con materiali che sprofondano o risalgono, generando un continuo rimescolamento della struttura geologica.
Al contrario, Marte privo di placche mostra un interno che evolve molto più lentamente, preservando frammenti antichissimi che sarebbero altrimenti scomparsi nel tempo geologico terrestre.
Un laboratorio naturale per studiare altri pianeti
Charalambous ha sottolineato che osservare ancora queste strutture dimostra come Marte non abbia mai subito vigorosi processi di rimescolamento interni capaci di cancellarne le tracce.
Il pianeta rosso diventa quindi un laboratorio naturale che offre preziosi indizi sugli interni di mondi rocciosi privi di tettonica a placche, come Venere e Mercurio.
Nuove prospettive per le future missioni
Queste scoperte non solo raccontano la storia primordiale di Marte, ma aprono la strada a missioni future dedicate allo studio degli interni planetari in chiave comparativa.
Gli scienziati ritengono infatti che comprendere la geologia marziana possa aiutare a prevedere processi evolutivi comuni anche ad altri pianeti rocciosi del nostro sistema solare.