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Il lifting delle modelle

La differenza c’è e… si vede! Lo sguardo è più aperto, sensuale e l’espressione del volto è più intrigante. Ecco l’effetto del cosiddetto lifting delle modelle (indovinate perché si chiama così?), l’intervento di chirurgia plastica che agisce su occhi e sopracciglia. Che, con gli anni, possono sembrare “stanchi”, a causa del fisiologico scivolamento dei tessuti verso il basso, con il conseguente “effetto tristezza”.
“In realtà, il target ideale di questo intervento è doppio: da una parte donne di oltre 40 anni, in cui si è già verificato un certo cedimento dei tessuti; dall’altra donne anche molto giovani, che però vogliono uno sguardo più intrigante”, dice il professor Marco Gasparotti, chirurgo plastico a Roma. Un esempio di come può cambiare un volto? È quello della showgirl Ela Weber, il cui sguardo (miracolosamente) è migliorato e “ringiovanito” con l’età. Richiestissimo per la sua capacità di… cambiare tutto senza cambiare niente (nel senso che non cambia la mimica), il lifting delle modelle presenta anche il vantaggio di cicatrici assolutamente invisibili. “Si pratica un’incisione per parte, tra i capelli, nella regione delle tempie. Scollando i tessuti e poi suturandoli in modo da posizionarli più in alto, si solleva il sopracciglio e di conseguenza si “apre” lo sguardo”, afferma Gasparotti. Altrettanto “light” la convalescenza. “L’intervento avviene in anestesia locale e non richiede ricovero. In 5-6 giorni, lividi e gonfiori si attenuano progressivamente, fino a scomparire”.
A volte, però, il “lifting delle modelle” può non essere sufficiente. Accade, ad esempio, quando gli anni hanno fatto “spuntare” tessuti là dove prima non c’erano, come nel caso delle borse sotto gli occhi. “Allora vale la pena di abbinare l’intervento a una blefaroplastica, di solito inferiore”. A seconda del singolo caso, l’intervento può essere eseguito con metodo classico, praticando una piccola incisione parallela alle ciglia, oppure con tecnica transcongiuntivale. “In questo caso, la cicatrice si trova nella parte interna della palpebra, quella a contatto con l’occhio”, dice ancora Gasparotti. Per dare un’idea dei prezzi, il lifting delle modelle costa 7-8000 euro, mentre la blefaroplastica va dai 4000 euro (intervento alle sole palpebre inferiori) ai 6000 euro (nel caso di blefaroplastica completa).Le linee tracciate dal recente Cutting Edge Aesthetic Surgery Symposium 2013, considerato il più autorevole congresso di chirurgia estetica per il ringiovanimento del volto, che si è svolto recentemente a New York, hanno confermato una tendenza crescente: “Si cercano sempre più soluzioni per attenuare i segni del tempo che abbiano un’invasività ridotta, tempi di recupero sempre più brevi ed efficacia di risultato, con risultati naturali”, spiega Patrizia Gilardino, chirurgo estetico di Milano e socio Aicpe (Associazione italiana chirurgia plastica estetica), che ha partecipato al congresso. Si tratta però di una vera sfida, soprattutto se si parla di chirurgia. Il congresso ha fatto focus su una tecnica recente: il Macs lift (Minimal Access Cranial Suspension lifting). “Parliamo di una modalità di intervento di ringiovanimento del viso creata dai medici belgi Patrick Tonnard and Alex Verpaele”, prosegue Gilardino. “È un approccio interessante cosiddetto a ‘cicatrice corta’, che risponde alla necessità di intervenire in modo più soft rispetto al lifting tradizionale.

Questa tecnica prevede un’incisione più ridotta nella zona antistante l’orecchio; la cicatrice si inserisce in una piega naturale; il gonfiore post-operatorio e gli edemi non risultano essere così evidenti come nei normali lifting facciali. E il recupero è di conseguenza più rapido. Nella maggior parte dei casi si può ritornare alle normali attività dopo circa una decina di giorni di convalescenza”. I limiti? “Non è indicata nei casi con abbondante rilassatezza della pelle, in particolare nella zona del collo e nella parte inferiore del viso”, precisa Gilardino. Sempre amatissimi e molto richiesti i tradizionali interventi chirurgici a cui vanno però ad affiancarsi anche tecniche di medicina estetica poco invasive e dai risultati ottimali. Il mercato della bellezza insomma non conosce crisi: il 2013 ha infatti segnato un aumento del 7.3% (con 4,6 miliardi di spesa) per quanto riguarda le richieste e le previsioni di crescita nel 2014 sono di un ulteriore 7.2% per un giro di affari di 4,9 miliardi di euro. Come sottolinea il dott. Sergio Noviello, Presidente della SIMOE – Società Italiana Medici Chirurghi ed Operatori dell’Estetica – e Direttore Sanitario della Divisione di Medicina e Chirurgia di Milano Estetica: “Il mercato della bellezza si dimostra estremamente dinamico, nonostante la crisi e, accanto ai tradizionali interventi di chirurgia estetica (mastoplastica additiva, liposcultura, addominoplastica, lifting, blefaroplastica i più richiesti per le donne; liposuzione, rinoplastica e blefaroplastica per gli uomini) si stanno facendo sempre più strada soluzioni meno invasive come filler, tossine botuliniche e acido ialuronico, laser CO2 frazionato, platelet rich plasma, biorivitalizzazione. Secondo le statistiche della ASAPS (American Society of Aesthetic Plastic Surgery), se nel 1997 la chirurgia batteva la medicina per 55 a 45, nel 2012 la tendenza si è invertita con un 83,29% di trattamenti di medicina estetica a fronte di un 16,72% di chirurgia”. Le donne quindi non rinunciano a trattamenti professionali per dire addio alle rughe, un problema principalmente femminile, e dimostrare qualche anno in meno, ma preferiscono evitare procedure troppo invasive e con lunghi tempi di recupero. Gli interventi più richiesti dalle donne e dagli uomini italiani, secondo i dati Asaps, sono i filler di acido ialuronico, il botox, tecnica ormai sicura che registra un incremento dell’8%, la biorivitalizzazione cutanea e infine il laser, utile per dire addio a macchie, discromie e tatuaggi. 6La previsione per il 2014 vede in pole position due trattamenti di ultima generazione.

Tra i più richiesti infatti troveremo il lipofilling, che permette di aumentare il volume del seno o dei glutei e ridefinire i contorni del corpo in modo naturale utilizzando il tessuto adiposo del paziente. “Dopo decenni di utilizzo clinico, che hanno prodotto una vasta e positiva letteratura scientifica internazionale”, spiega il dott. Noviello, “sono stati fugati tutti i dubbi relativi ai possibili rischi dell’utilizzo del grasso autologo e oggi il tessuto adiposo è riconosciuto come un filler sicuro ed affidabile, anche in distretti delicati come la regione mammaria”. Richiestissimo sarà anche il tonic lift, una biostimolazione cutanea con fili riassorbibili. “Questa tecnica viene impiegata in caso di lassità cutanea o perdita di tonicità di viso, collo, braccia, interno cosce, e glutei”, spiega Sergio Noviello, “Attraverso aghi sottilissimi si introducono fili di PDO (Polidioxanone), un medical device già utilizzato in chirurgia da molti anni. Un elementare sistema meccanico consente all’ago, una volta penetrato nella cute, di depositare all’interno del tessuto il filo stesso, per ottenere un effetto di stimolazione della proliferazione di collagene e di sostegno ai tessuti con effetto liftante. L’efficacia del trattamento è visibile 2-3 settimane dopo l’impianto”.

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