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IL “MADE IN ABRUZZO” CON I SUOI GIOVANI TALENTI

Da Pescara a Milano con una valigia piena di idee nuove, da applicare alle aziende abruzzesi che giocano la carta della globalizzazione. È l’avventura di un giovane team che dalla regione “forte e gentile” è determinato a cogliere le opportunità offerte da Expo 2015. Loro sono due ragazze e tre ragazzi, riuniti sotto il nome “Ad Expo con i giovani talenti” e selezionati alla vigilia dell’esposizione mondiale da Abruzzo Italy-Polo per l’internazionalizzazione delle imprese abruzzesi insieme alle società di formazione “Oltre” e “Nexus”. Tra i 27 e i 33 anni, con curriculum accademico e specializzazioni che spaziano dalla new economy al diritto internazionale, Annalisa Iezzi, Claudia De Amicis, Mauro D’Addazio, Lorenzo Tordone e Fabio Vennettilli sognano di guidare una rosa di marchi abruzzesi nell’impervio cammino verso l’affermazione nei mercati internazionali. Che abbiano le idee chiare su come e dove si sposteranno sempre più i capitali nel futuro prossimo, lo dimostra la loro attenzione particolare ai padiglioni che ospitano le nazioni del Brics, l’insieme dei Paesi emergenti costituito da Brasile, Russia, India, Cina e Sudafrica. Altri mercati potenziali per i prodotti che parlano con forte accento abruzzese sono per i “Giovani talenti” quello statunitense, la Turchia e la vicina Svizzera. «Abbiamo avviato contatti con forte possibilità di sfociare in un accordo vero e proprio, che per regolamento non si può però stipulare nell’ambito dell’Expo». La portavoce del team, originaria di Bucchianico e una laurea in Storia medievale conseguita a Chieti, racconta se stessa e i suoi compagni di viaggio: «Lorenzo, pescarese, è specialista di commercio con l’estero; Claudia è di Pescara, laureata in Giurisprudenza e ha approfondito per anni il diritto commerciale di un grande numero di Paesi nei cinque continenti; Mauro è nato a Penne ed è un mago di webmarketing, cioè la promozione di aziende, prodotti e servizi sulle autostrade della rete, mentre Fabio è il più giovane del gruppo con i suoi 27 anni, è di Frosinone, ma pescarese di adozione e fa il project manager, la figura preposta a tradurre le idee in business pronti alla messa in pista sui mercati». Lei, Annalisa, si racconta con pochi tratti. Ma sufficienti a sfatare la credenza che i giovani del XXI secolo sono tutti pronti a lasciare e dimenticare il luogo di origine per inseguire unicamente l’affermazione professionale, ovunque nel mondo. «Il mio settore è la strategia della comunicazione, con una preferenza per l’uso dei social network in chiave commerciale. Una specializzazione, si dirà, praticabile in ogni angolo del globo, purché si abbia il bagaglio di conoscenze richieste che dappertutto è pressoché lo stesso», annota: «Ma io, e penso di poter parlare in qualche modo anche per i miei colleghi di team», aggiunge con decisione, «non ho mai pensato di trasferirmi all’estero per lavorare. Sono innamorata del nostro Abruzzo e non a caso l’ideale di partenza è l’affermazione delle nostre aziende, e penso al vino e all’olio e ai dolciumi che incorporano il carattere abruzzese, nei mercati esteri che attendono di conoscere questa terra. Ma il discorso lo facciamo anche per il made in Italy in generale». Giovani di belle speranze, certo, ma così istruiti al punto di guardare al mondo con occhi disincantati. «Siamo tutti, e vogliamo rimanerci, con i piedi per terra», incalza Annalisa, «e ancora di più con questa esperienza all’Expo che equivale a un viaggio simultaneo nei meandri del mondo intero. Ci siamo preparati, per esempio, studiando i sistemi di import dei Paesi più disposti a accogliere i prodotti abruzzesi, e abbiamo fatto tirocinio su aspetti che non avevamo mai visto in azione a questi livelli, come la gestione di un padiglione in un grande evento internazionale».

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