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Il Made in Italy e il nemico invisibile

Il futuro del fashion tricolore è l’argomento del giorno a livello internazionale.
E’ certo che il digitale avrà un gran peso e il presidente di CNMI, la Camera Nazionale della Moda Italiana, Carlo Capasa, si mostra ottimista.

Occorrono misure specifiche, afferma. Se la moda perde il 30% significa che vengono meno 30 miliardi di euro. In pratica il valore di tre grandi nostre industrie. Si può pensare a investimenti mirati come economia circolare, sostenibilità eco-sociale, digitalizzazione interna delle aziende, inclusività e sicuramente alla formazione.

Per superare indenni il Covid-19, questo nemico invisibile e mutevole, “occorrono misure specifiche, altrimenti serve un piano Marshall per la moda”.

In generale la ripresa c’è e si vede, sottolinea Capasa, “a partire dalla Cina e dal Far East. Anche la Corea è un altro mercato che si sta riprendendo bene. In Europa bisognerà capire invece cosa succede, bisognerà concentrarsi sui mercati che funzionano”.

Nel vecchio continente abbiamo la grande incognita Brexit. Nel 2021 si prevedono le dogane intasate. L’Italia esporta moda in Gran Bretagna per 3,5 miliardi l’anno. Ce l’avremmo fatta anche con mille difficoltà ma il Coronavirus è stato catastrofico.

Per i cittadini britannici i nostri prodotti avranno un costo maggiore e noi rischiamo di ridurre le vendite perché tra epidemia, lockdown e restrizioni il processo della filiera moda Italia è diventato più complesso.

Tessuti performanti

LA RESILIENZA ITALIANA E I TESSUTI PERFORMANTI
Gli italiani, si sa, sono rinomati per versatilità e capacità di far fronte in modo positivo alle avversità, senza perdere il valore della propria identità. Così si sono dati da fare per sconfiggere il virus micidiale anche a partire dai tessuti. Sono diventati in questo momento critico simbolo e modello di ispirazione internazionale con la ricerca di materiali e la realizzazione con l’aiuto della tecnologia di tessuti resilienti per proteggersi con stile e funzionalità.

Spesso sono le aziende a conduzione familiare, nostro orgoglio nazionale, a guidare la rinascita. Come Albini Group, fondata ad Albino (Bergamo) nel 1876, oggi alla quinta generazione familiare. Per reagire all’emergenza, ha iniziato a produrre tessuti Covid-repellenti. Spiega il Presidente Stefano Albini. Nel periodo critico e incerto in cui ci troviamo oggi abbiamo deciso di non fermarci: al contrario abbiamo continuato a lavorare su nuove soluzioni e prodotti, sempre pronti ad affrontare nuove sfide. In questo contesto abbiamo sviluppato i tessuti Viroformula, che assicurano protezione attiva da virus e batteri.

Viroformula produce tessuti performanti utilizzando elementi chimico-tessili combinati con una tecnologia particolare che in pochi minuti distrugge i virus bloccandoli e attivando reazioni antivirali ad alto spettro. L’effetto dura fino a 30 lavaggi. Sono ecosostenibili e proteggono senza essere irritanti.

Le aziende della moda italiana, grandi e piccole, non si fermano e non esitano a riconvertire le loro produzioni in tempi veramente record, fino a diventate aziende-guida Come è avvenuto per camici, igienizzanti e mascherine.

MASCHERINE: DA DISPOSITIVO MEDICO A DETTAGLIO CULT DELLA MODA
Il piccolo triangolo che copre il naso e la bocca per proteggerci dal Coronavirus è diventato all’improvviso l’accessorio più originale e trendy del momento. Assunto ormai a “classico” della Moda.

Si porta coordinata ai colori preferiti, a sciarpe, t-shirt, occhiali e persino a borse, e sneakers, ma con il cappello, la mascherina diventa irresistibile. Indossata per protezione dalla pandemia, è esibita ormai con divertimento da donne e uomini. Viene usata per esprimere la propria personalità e il proprio stato d’animo.

Gli occhi, truccati in tinta, la fanno da padrone. Compagna indispensabile in questo momento storico è presente in musei, sfilate e mostre artistiche. Ogni stilista ne ha fatto il proprio vessillo. Lady Gaga ha conquistato il pubblico sfoggiandola con un abito verde smeraldo e poi con un mini dress di Iris van Herpen.

Per non dimenticarla a casa, è nata la mascherina “Rotta di collo”. Una mascherina agganciata al collo della camicia, ideata dall’imprenditrice Lorenza Fantozzi, presidente del Gruppo Donne Impresa Cesena.

La mascherina più costosa del mondo? E’ in maglia d’oro con 3.040 diamanti incastonati firmata da Jacob&Co.