IL MONDO A ROVESCIO

Una volta il Papa veniva considerato il Dio in terra come massima espressione del credo religioso giudaico-cristiano, si esprimeva attraverso encicliche che altro non erano che le linee guida del proprio pontificato a seconda delle necessità di dell’umanesimo vigente come “Mater et magistra”, “Pacem in terris”, “Populorum progressio”, “Sacerdotalis celibatus”, “Humane vitae”, “Veritatis spelndor”, fino al “Laudato si” e “Amoris laetitia” di Papa Francesco. Ed era a capo del Sinodo dei Vescovi e del Sacro Collegio cardinalizio. Le sue decisioni erano difficilmente discutibili anche se era permesso ai cardinali di esprimere “dubia” o ai vescovi di interloquire nel loro sinodo. E comunque alla fine come qualsiasi capo di governo metteva il punto finale alla condotta del piccolo Stato. Oggi la politica del dirittismo a tutti i costi sembra aver pervaso anche gli ambienti vaticani con quelle spinte disgregatrici e disunificanti che emergono a testimoniare quanto il sacro spirito sia diventato fino troppo umano. Ed allora assistiamo sgomenti ad una evidente dicotomia nella governance cattolica-cristiana fra le intenzioni del pontefice e quelle dei suoi Uffici che disorienta non poco i comuni cittadini di fede cattolica. E le dissonanze che emergono sono molte. Perché anch’io nutro qualche dubbio sulla condotta del Pontefice che vorrei più vicino ai cattolici che professano alla meno peggio la loro fede, ai martiri cristiani, a contrastare questa globalizzazione senz’anima, a combattere il denaro non di chi lo produce ma di quelli che si arricchiscono nelle transazioni finanziarie senza mai scollarsi dalla sedia, a perseguire i reati immorali dei suoi ministri, a difendere oltre l’ecologia climatica anche quella naturale della famiglia, a circondarsi meno di personaggi della comunicazione che lo avvicinano più ad un “desaparecidos” che all’icona del “Sacro sulla terra”. E il dubbio si è fatto ancora più angosciante in quanto può essere che Papa Francesco sia veramente dotato di buone e sante intenzioni, anche se non sempre ben espresse, ma sembra che la sua elezione sia stato frutto di un accordo fra l’ala conservatrice e progressista della Sacra Fila dato che il maggior numero di voti sembra sia andato al Cardinale Ettore Scola, già di fede ratzingeriana. Non solo, ma com’è che se Francesco ha spesso detto che l’immigrazione dev’essere controllata e che l’apertura dei porti dev’essere principio della carità e non del business dei trafficanti di esseri umani, tanti vescovi e parroci si sperticano all’opposto per un’apertura incontrollata devastante le nostre precarie condizioni sociali ed economiche? Com’è che se Francesco definisce l’aborto uno dei delitti più efferati che l’uomo possa compiere non si riesca a concordare un sinodo che ponga in risalto l’”Humane vitae” di Papa Montini o un semplice incontro mediatico che ponga in seria discussione questo diritto della donna a cannibalizzare la sua maternità? Chiesa tollerante al passo con i tempi? Mah! E com’è che se Francesco ha ribadito la sacralità della famiglia, secondo Costituzione, fatta da un umo e una donna perché l’unione non può essere dissociata dalla possibilità procreativa, oggi i suoi ufficiali benedicono anche le unioni gay e si girano dall’altra parte per le loro adozioni anche da altri uteri? E com’è che se Francesco ha ribadito con fermezza l’estrema pericolosità dell’ideologia gender che distrugge la stessa natura umana ed è profondamente contrario al fenomeno transgender e cambio di sesso adolescenziale nell’Accademia Pontificia della vita vi è Laura Pallazzani esperta di bioetica che autorizza, ma solo in casi selezionati, l’utilizzo della triptorelina che blocca lo sviluppo puberale? Devo arguire che le parole del Papa vengono spazzate da un vento controriformista? Il gregge diventato sordo ai richiami del suo Pastore? Francesco vittima e non artefice? Comincio a pensarlo! La Chiesa, ancora di salvezza delle umane confusioni, sta perdendo il suo ruolo di guida morale che accarezza il dolore e mitiga la sofferenza, che infonde fiducia e non nega la speranza. Veri cristiani e cattolici ridotti ad incontrarsi in maniera “carbonara” senza dare nell’occhio perché se si espongono ad accogliere in Italia il Forum mondiale della famiglia ribadendo ciò che di più naturale non si possa pensare come un bambino che sta meglio col suo papà e la mamma e che il figlio è la creatura che più dovremmo proteggere in quanto nostra proiezione verso l’eternità. E basta vedere solo un filmato ecografico di un aborto al terzo mese per vedere il feto già formato col cuore che pulsa e gli arti che si muovono e che cercano di sfuggire alla pinza che lo uccide e all’aspiratore che lo risucchia. Credo che se una società arrivi a considerare la vita non un bene supremo bensì un ostacolo di cui sbarazzarsi al più presto nel nome di un diritto ad uccidere, siamo al disotto del limite della decenza umana. E non fa specie lo stesso diritto ad usare i feti abortiti a scopo di ricerca farmaceutica o di elevarlo a scopo di propaganda politica, ad impiegarlo nella raccolta delle elemosine, a squartarlo per farne pezzi di ricambio nei trapianti. Tutto OK! Sotto la cappa di un progresso che progredisce non verso una umanità più pacifica serena e felice ma verso un inferno colmo delle più efferate costumanze. E se qualcuno si opponesse a tanta crudeltà? Praticamente bombardato e vilipeso a tutti i livelli come un criminale, delinquente “medioevale” ed è quanto accaduto al deputato Alberto Stefani per la sua proposta di legge di introdurre l’opportunità, senza abbattere la legge 194 sull’aborto, di adozione di un feto destinato all’aborto. In altre parole pur rimanendo la volontà di abortire non messa in discussione, se per le precarie condizioni economiche o di lavoro o psicologiche vi può essere la possibilità di dare in adozione il nascituro evitando la sua morte e contribuire ad arginare il calo delle nascite così drammatico nel nostro Paese. Il muro “sinistro” si è immediatamente alzato col sostegno dei media: non se ne parla! L’oggetto della superficialità o della colpa dev’essere distrutto! Non altrettanto fanno verso lo “Ius soli” degli immigrati che nonostante godano del nostro paese degli stessi diritti umani di noi concittadini lottano per essere addirittura assimilati alla nostra storia culturale territoriale e genetica, cioè alla nostra “identità” che non deriva solo dall’appartenenza ad uno Stato, bensì dalla sua “civiltà” che non può essere semplicemente “trasfusa” perché i fenomeni di rigetto degli immigrati, nazionalizzati, sono sotto gli occhi di tutti: attentati, spaccio, stupri, omicidi come se non avessimo già abbastanza problemi con i nostri criminali. Non solo, e se pensiamo all’ultimo episodio dove viene indagato il padre che riconosce il figlio dell’adolescente che ha flirtato con la moglie mentre si ammette il riconoscimento del figlio di un gay nato dall’utero in affitto? Siamo alla “Biofollia” radical chic! E che dire della ragazza stuprata da tre baldi giovani che, arrestati, già in due godono del piede libero? In questo Paese è molto più vantaggioso delinquere che l’essere onesto. Perché avete mai viso soggetti di alto rango che per reati finanziari (in pratica furto di denaro) vadano in galera o recuperati con i loro averi? Avete visto come delinquenti efferati, terroristi vengono trattati da noi? Difesi e osannati, al massimo “che sbagliano”. Soggetti che a tutto campo passano dall’anarcoide guerriglia politica allo scorrazzare nei mari con carrette salva migranti e ben remunerato da finanziatori del business senza mai essere arrestato anzi vagando tranquillamente nelle aule parlamentari al seguito dei sinistri duri puri, come Luca Casarini? Potevate mai pensare che “L’Osservatore romano” potesse definire “dirottatori per necessità” i migranti così poveri e sprovveduti in grado però di utilizzare i “digital device” meglio di chiunque altro e di pirateggiare una nave per condurla dove vogliono? Lo “stato di necessità” oramai ondeggia in quasi tutte le sentenze assolutorie della magistratura verso chi delinque con una legalità “a la page” che va contro ogni logica possibilità del rispetto della legge. Vedasi lo spacciatore, la prostituta, tutta la microcriminalità. Ed il cittadino “normale“, attributo sempre più difficile da usare, si ritrova immerso in un ambiente profondamente ostile i cui diritti spesso cozzano col “dirittismo” del “main stream” e con tutta quella palude di sabbie mobili che soffocano i refoli del dissenso. Come la legge sulla legittima difesa che dovrebbe offrire maggiori garanzie al cittadino che si difende. E tutta la magistratura si oppone perché minerebbe la discrezionalità del giudice, dimenticando che i giudici dovrebbero applicarla la legge, non proporla e dimenticando di quante sentenze farlocche e di lungaggini giudiziarie si siano resi colpevoli in quanto per se stessi ingiustizie! Con l’ANM che parla di “pericolosi automatismi e meno spazi ai magistrati “ e che farebbero poi i magistrati? Cruciverba o si prodigherebbero per ridurre le liste d’attesa? Credo più nella prima opzione. Come l’attuale festival dell’odio contro la famiglia, quella naturale, non quella delle cosche. Allucinante! Assistiamo alla più grave dissociazione popolo-élite quando un sondaggio ha rilevato che 2 italiani su 3 considera immorale l’aborto ma la minoranza Lgbt la fa da padrone con l’intervento delle forze dell’ordine per tutelare l’incolumità della psichiatra Del Poggetto per aver toccato in un convegno temi sgraditi ai militanti arcobaleno. Ed infine con i professori picchiati dagli alunni e dai loro genitori. Che altro da aggiungere? Mondo cane si ma a zampe all’aria!

Pescara li 29-3-2019 F.to Arcadio Damiani

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