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Il no di Confindustria al possibile rinvio de La Nuova Pescara

“L’unione dei Comuni di Pescara Montesilvano e Spoltore è un volano per l’economia, le imprese e i cittadini: è imprescindibile per la ripresa” afferma il presidente Pagliuca

“Dispiace prendere atto che nel momento in cui le imprese stanno attraversando shock epocali come l’uscita dalla pandemia e gli effetti della crisi russo-ucraina, la nostra politica non trovi nulla di meglio da fare che riallontanare ciò che a fatica era stato fatto. La legge fissa al 2023 la realizzazione di Nuova Pescara, con possibilità di spostare, a determinate condizioni, al 2024. È dal 2014 che imprese e cittadini hanno manifestato chiaramente la propria volontà in merito al progetto di Nuova Pescara, il Comune che riunirà Pescara, Montesilvano e Spoltore in un unico centro amministrativo. Oggi l’inerzia politica e gli interessi di pochi stanno tarpando le ali alle possibilità di sviluppo di un territorio, imbavagliando anche le leggi. Rimandare al 2027 sarebbe una sconfitta per tutti, sarebbe mettere la firma al fallimento di uno tra i pochi progetti istituzionali davvero innovativi per il futuro del territorio. Stiamo parlando della più grande fusione di Comuni mai realizzata in Europa”

Così Silvano Pagliuca, Presidente di Confindustria Chieti Pescara, l’associazione che riunisce industriali e piccoli imprenditori, che conferma le dichiarazioni di altri sostenitori di “Nuova Pescara” davanti all’ipotesi paventata di rinvio dell’istituzione di Nuova Pescara al 2027. Nel  2018 la legge regionale fissò i termini per la realizzazione del nuovo ente entro il 2024. Da qui una serie di ritardi superati a fatica,  fino alla beffa di una ipotesi di modifica alla legge. “La variabile tempo, che nella politica viene spesso trascurata, non è una variabile ininfluente – dice il presidente- ma direi fondamentale, soprattutto per le imprese. Il quando è condizione necessaria e indispensabile per trovarsi in linea con il futuro; arrivare quando è tardi non è ciò che serve. Il solo risparmio sulla gestione degli organi politici, inoltre, si potrebbe attestare intorno al milione di euro. La fusione dei tre comuni snellirà l’apparato politico, ora ingolfato da tre sindaci e circa 90 tra assessori e consiglieri comunali (a Milano, per intenderci, il sindaco si interfaccia con poco più di 40 tra assessori e consiglieri) e porterà un bel risparmio alla collettività. Soprattutto, permetterà di mettere in cantiere interventi di pianificazione territoriale e urbanistica ora impensabili. L’unione dei tre comuni porterà inoltre negli anni seguenti importanti finanziamenti dello Stato e della Regione, nonché la possibilità di derogare al Patto di Stabilità, alleggerendo cittadini e imprese vessati a causa della pesante situazione dei bilanci Comunali da amministrazioni che cercano in ogni modo di fare tornare i conti utilizzando per lo più la leva fiscale. Un potenziale enorme, insomma, se valorizzato adeguatamente”. Pagliuca si rivolge infine alla Regione Abruzzo:”
Chiediamo al Presidente Marsilio di adoperarsi, con la sua autorevolezza, per la corretta applicazione della legge regionale del 2018; auspichiamo al contempo che la politica torni davvero al servizio di cittadini e imprese superando i particolarismi. Ci aspetta una nuova, grande città a livello delle migliori realtà europee.”