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Il pranzo di Natale ossequia la tradizione abruzzese

Il pranzo  di Natale nel rispetto della tradizione in Abruzzo. Sulla tavola oggi il tipico brodo con cardo, stracciatella e pallottole di carne fa coppia con le lasagne che messa nostra regione si chiamano timballo e, in molti casi, si aggiunge anche la pasta alla chitarra.  Come secondo, l’agnello porchettato ed il tacchino ripieno di castagne si contendono il primato della tavola. Chi non mangia carne sceglie la parmigiana di melanzane. Meno frequente, in questo giorno,  il consumo di pesce a cui di solito è dedicata la cena della vigilia. Per quanto riguarda il dessert, calcionetti ai ceci, al cioccolato, alle castagne, alla marmellata d’uva invadono il desco, abbinati ai torcinelli, altri fritti della tradizione abruzzese, o a panettone e pandoro ripieni. A Natale cresce l’acquisto dei cibi d’asporto, più economici del ristorante ed  in armonia con l’usanza della festività trascorsa in famiglia, davanti al focolare domestico. Le tavolate, però, diventano meno numerose, come sottolinea Claudio Minicucci, titolare della Chitarra Antica, storica gastronomia pescarese:<I clienti comprano molto e non rinunciano alla ricchezza di ogni portata ma risparmiano sulla quantità di persone a tavola. In passato erano decine a condividere il menu natalizio, ora ci si ferma a quattro o cinque persone al massimo. Un altro risparmio si evidenzia nei doni concessioni natalizi meno assortiti e cari>.  Il vino che accompagna le pietanze è a scelta tra Montepulciano, Trebbiano, Passerina e Pecorino, rigorosamente abruzzese.