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Impuniti

Non è che altrove stanno meglio ma qui da noi si è raggiunto un livello insostenibile
con uno Stato in realtà inesistente se il suo compito è quello di governare e
proteggere i suoi cittadini. Uno Stato rivelatosi una cosca della peggiore specie
zeppa di omissis, mancate risposte alle richieste di chiarimenti, indagini mai avviate,
tipico esempio il non aggiornamento del piano pandemico fermo al 2006. Risultato?
Nessuno paga! L’ex commissario per l’emergenza Domenico Arcuri, ha fatto
riconvertire le linee di produzione delle nostre industrie per fabbricare mascherine
ma non ha acquistato i loro prodotti perché tramava con l’import cinese a suon di
mazzette e con presidi protettivi più costosi e del tutto farlocchi tanto che chi si è
curato di testare il loro potere filtrante ha concluso con l’accusa di “tentata strage”.
Ma l’Arcuri non è neanche “indagato”! Ora se un primario ha un danno del paziente
ricoverato nel suo reparto, anche se un suo collaboratore è il diretto responsabile,
viene comunque indagato per omesso controllo. E quanti processi poi si svolgono
alla luce del famoso mantra “Non poteva non sapere”. Ma chi siede nelle stanze del
potere dello Stato gode di una speciale immunità che va dal mediatico al legislativo.
Come l’immunità che pervade la magistratura secondo la quale la legge non è
uguale per tutti ma da applicare solo a quelli che hanno il “c..o” scoperto. Tutti i
governi della nostra repubblica, appena insediati, paventano l’urgenza di una
riforme della P.A., come le bicamerali per la riforma della nostra Costituzione ferma
al dopoguerra e chiaramente obsoleta per le attuali esigenze. Mai mosso nemmeno
un dito che possa portare a quella che terrorizza chi tiene le fila: la “total
disclosure”, “trasparenza totale” ossia quanti soldi siano stati spesi, con quali
mediazioni e quali commissioni, quali e quante unità merceologiche siano state
acquistate, da quali e quanti paesi stranieri se per necessità o interessi personali, da
quali e quante società con relativi dettagli e anche le informazioni rispetto agli
standard qualitativi di ogni partita di prodotto (camici, mascherine, respiratori), se
gli enti certificatori (CE) siano all’altezza del loro compito inerente il prodotto. Ecco
tutto questo è nutrimento solo per le inchieste giornalistiche (solo di pochi adepti),
che, se non ci fossero, saremmo ancora i tempi del “Nome della Rosa”, e non un
dovere dello Stato “incappucciato”. Se oggi chi delinque sede in alte cariche, se chi
occupa abusivamente un casa di altrui proprietà non viene nemmeno scalfito da
provvedimenti consoni al reato, se si ha un bene che non può essere goduto perché
altri se ne appropriano, se ti rivolgi alle forze dell’ordine per essere tutelato in
tempo reale e ti senti rispondere che non possono fare nulla per carenza di
personale o se intervengono rischiano il processo per “reato di tortura”, se la tua
impresa opera a beneficio di una pubblica amministrazione che si dimostra
insolvente per anni per il tuo lavoro fatto e ti costringe a rivolgerti alle mafie usuraie
altrimenti chiudi bottega o chiudi col mondo suicidandoti, perché dovremmo essere
debitori verso uno Stato che beneficia solo i suoi quadri e non i suoi costituenti
cittadini? Ripeto altrove non stanno meglio ma almeno le punizioni sono più
evidenti ed esemplari, non dico come i dirigenti giapponesi che si dimettono se il
treno arriva con 10 minuti di ritardo o fanno “harakiri” se ripresi con le mani nel
sacco.