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INVIDIA: VELENO MORTALE

di fra Emiliano Antenucci

L’invidia è la tristezza del bene altrui, si invidia l’altro o l’altra, perché ha più gioia di me, più vita di me, più bellezza di me, più cultura di me, più “successo” nella vita, più popolarità con gli altri di me, più talenti di me, quindi è più di me. Questo “peccato capitale” fintamente nascosto, nasce da un sentimento di inferiorità, di inadeguatezza, di competizione, di ostilità e di distruzione. L’invidioso ha come “fratelli stretti” la tristezza, la lamentela, l’insoddisfazione e la frustrazione.
Questo “pensiero malvagio” dell’invidia può diventare una patologia quando la sofferenza degli altri diventa piacere. Si prova “Schadenfreude” (dal tedesco Schaden (“danno”) e Freude (“gioia”), cioè il piacere maligno davanti alle disgrazie altrui, il godere per il danno altrui, il compiacimento malevolo verso il prossimo, la risata sadica per l’errore dell’altro o peggio quando può diventare riso malevole di branco collettivo (Ad esempio la satira, il sarcasmo, il bullismo etc).
Invece, papa Francesco dice: “Fa bene apprezzare le qualità altrui, riconoscere i doni degli altri senza malignità e senza invidie. L’invidia! L’invidia provoca amarezza dentro, è aceto sul cuore. Gli invidiosi hanno uno sguardo amaro. Tante volte, quando uno trova un invidioso, viene voglia di domandare: ma con che ha fatto colazione oggi, col caffellatte o con l’aceto?! Perché l’invidia è amara. Rende amara la vita. Quant’è bello invece sapere che ci apparteniamo a vicenda, perché condividiamo la stessa fede, lo stesso amore, la stessa speranza, lo stesso Signore. Ci apparteniamo gli uni gli altri: e questo è lo splendido di dire: la nostra Chiesa! Fratellanza”.
Un proverbio africano, può essere il nostro programma di vita: “Se sai gioire per le gioie altrui, sei il più degno abitante del villaggio”. Infine una giornalista mi ha chiesto: “Cosa pensi di chi è invidioso di te?” Ho risposto con questa mia battuta: “Io non sono invidioso di chi è invidioso di me!”.

(fra Emiliano Antenucci, tratto dal mio nuovo libro che uscirà dal titolo: Tu sei il sogno di Dio)

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