io … r(r)usso!

Al 1° gennaio 2014, la popolazione residente in Italia ammonta a 60.340.328 unità, di cui 29.287.403 maschi e 31.052.925 femmine. Circa 8 milioni sono bambini, 40 milioni adulti e 13 milioni over 65.Bene (si fa per dire) secondo i calcoli statistici il 45 per cento degli adulti sani soffre di roncopatia lieve (russa di tanto in tanto), mentre il 25 per cento russa abitualmente. Questo dato sta a significare che mediamente quasi 20 milioni d’italiani (uno più, uno meno) mentre dorme emette un suono (o rumore) “fastidioso” e quasi lo stesso numero d’italiani, la notte non dorme stando vicini ai produttori di questi suoni molesti. In questa statistica gli uomini la fanno da padrone essendo in percentuale maggiore rispetto alle donne, quelli in sovrappeso hanno un tasso percentuale ancora più alto ma, in ogni caso, questo esercito di … concertisti notturni turba direttamente e/o indirettamente il sonno … dei giusti! Si russa a causa dell’ostruzione, più o meno accentuata, delle vie aeree superiori, le più elastiche, situate in posizione retrostante la bocca e il naso (esattamente tra palato molle e ugola), queste strutture iniziano a vibrare durante la respirazione e viene emesso un suono(!) fastidioso tra un rantolo e un boccheggiamento.
Spesso al russamento si aggiunge un altro sintomo … aggravante, l’apnea ostruttiva del sonno; tecnicamente è un’interruzione della respirazione, a volte anche per più di 10 secondi, causato dal collasso delle vie aeree superiori, con successivo “debito di ossigeno” e affaticamento cardiaco, a cui fa seguito una maggiore immissione di aria e quindi … ancora di più … rumore: un inferno per chi “vive” con questi soggetti. Se Atene piange Sparta certo non ride, chi russa dorme meno profondamente e quindi non riposa a sufficienza, ci si sveglia la mattina già stanchi e affaticati, gli episodi di apnea (a volte fino a 300 a notte) portano inoltre ad affaticamento dei muscoli della gola, del muscolo cardiaco (con ipertensione) e aumentato rischio d’infarto e ictus. Le cause sono così molteplici che elencarle tutte sarebbe quasi impossibile, si va dalla deviazione del setto nasale all’ipertrofia delle adenoidi, dalle cisti e polipi del rinofaringe alla rinite vasomotoria e così a seguire (macroglossia, ipertrofia della tonsilla, prolasso del palato molle ect.). Le terapie adeguate ci sono e risolvono completamente il problema se non fosse che, chi è affetto da questa vera e propria patologia, il più delle volte la disconosce (come se fosse un’onta) o, non essendo direttamente implicato nella veglia notturna, minimizza la problematica che arreca a chi gli dorme vicino. Sempre dietro un’attenta visita medica da parte di un otorinolaringoiatra si procede alla terapia idonea che può andare dal semplice utilizzo di dilatatori della cavità nasale (cerotti) che aumentano la quantità di aria inspirata fino a un intervento chirurgico per rimuovere la causa ostruttiva. Tra i metodi più efficaci, non chirurgici, annoveriamo la “maschera a pressione positiva” (CPAP: Continue Positive Air Pressure) che invia un flusso continuo di aria sotto pressione, per via nasale, durante tutta la notte e far cessare gli episodi di apnea. Anche l’utilizzo di apparecchi ortodontici che distanziano la base della lingua dalla mandibola da ottimi risultati; un esame che a volte diviene fondamentale è la polisonnografia che consiste nella registrazione, durante il sonno del “paziente”, dei parametri fisiologici che porteranno, dopo un attento studio, alla terapia più adeguata. I vecchi rimedi di svegliare chi russa strattonandolo o emettere suoni o bisbiglii per far cessare il “concerto” notturno non porterà alla risoluzione del problema e la notte successiva … tutto torna come prima. Anche l’utilizzo di tappi per le orecchie non da i risultati sperati in quanto i suoni emessi, a volte, hanno delle frequenze che “bucano” anche i tappi per le orecchie in cera conformati. Si sono riscontrati molti casi, in giurisprudenza, in cui il russare è causa di separazioni. Anche nel mondo animale si riscontra la roncopatia, russano un po’ tutti, dai criceti a tutti gli animali domestici, tra i cani il bulldog inglese, il boxer e il carlino risultano ai primi posti a causa della corta cavità nasale, tra i gatti i persiani detengono il primato ma … a tutt’oggi … non risultano casi di divorzio. Non osiamo pensare alla sventurata che in casa ha un compagno e un cane … rumorosi.

ANCORA NESSUN COMMENTO

I commenti sono chiusi