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“Ipocrisia governativa”, di Arcadio Damiani

In Italia la maggioranza ulula contro i sovranisti nostrani perché i loro amici del
patto di Visegrad, Ungheria, Polonia, Slovenia hanno posto il veto verso il nostro
“Recovery fund”.

A ragione di una libertà, democrazia e sovranità che stanno
scomparendo.

In Europa c’è chi addirittura si inventa la questione dei diritti umani
che in Ungheria e dintorni sarebbero calpestati ma c’è da chiedersi con quale faccia
tosta si possa imputare l’Ungheria del suo diritto a difendere l’interesse nazionale
rappresentato da chi governa grazie al voto popolare.

Ancora quando si parla di
questi Paesi dell’est europeo i nostri sinistri farebbero bene a procedere con
prudenza visto che si tratta degli eredi diretti delle dittature che la fecero da
padrone in questi Paesi e che pertanto non hanno alcuna intenzione di ricaderci.

Noi che ci picchiamo di essere un paese altamente democratico siamo quelli come
osserva Francesco Storace che fanno le leggi elettorali diverse a seconda di chi
governa; i nostri parlamentari sono per la maggior parte dei perfetti sconosciuti che
nessuno sa di aver mai votato; ci guida un governo senza alcuna rappresentanza
popolare e a Palazzo Chigi alberga un esecutivo assolutamente minoritario nel paese
e anche nel rapporto con le Regioni con un capo senza un solo voto personale
capace di cambiare schieramenti e di guidare prima una coalizione e poi quella
opposta con programmi antitetici.

Rimproveriamo l’Ungheria per il sistema
giustizia ma da noi ci ha già pensato Luca Palamara a spiegare come funziona; nel
nostro paese si governa non solo con legge decreti a colpi di voti di fiducia in
Parlamento ma si negano diritti costituzionali con i DPCM di Conte.

La realtà è che odiano l’Ungheria perché ha chiuso le frontiere, ha detto no al lassismo nei confronti dei migranti e difende confini del suo paese, l’esatto contrario di quello che avviene da noi dove va addirittura a processo un ministro come Salvini che voleva i porti chiusi come il suo breve governo mutatosi geneticamente troppo presto per risparmiargli la grana giudiziaria.

Ma l’ipocrisia di questo esecutivo si fa man mano
più sottile invisibile agli occhi dei più ma non meno delittuoso. Prendere e perdere
tempo questo il suo mantra.

Non sono bastati la commissione Colao, gli Stati
generali ma il premier conte pretende un’altra task force questa volta composta
da 300 persone.

Per che fare?

Semplice, sono i pretoriani atti a difenderlo quando si
tratterà di discutere dei progetti da finanziare con il “Recovery fund”, dagli agguati
della sua stessa maggioranza ove tanto si vocifera di un rimpasto che potrebbe farlo
fuori.

L’importante è che lui rimanga al suo posto a spese nostre e dell’intero paese
perché a distanza di molti mesi molti lavoratori continuano a non avere ricevuto
alcun aiuto e numerose aziende boccheggiano a causa della mancanza di liquidità ed
invece di provvedere con una robusta iniezione di quattrini il sovrano si circonda di
un’altra corte di consulenti per continuare questa deplorevole ammuina durante la quale potrà distribuire un po’ di incarichi e soddisfare gli appetiti della maggioranza.

E noi paghiamo.

Perché da semplice cittadino vorrei sapere a cosa servano questi
consulenti per i quali si inventano funzioni e ruoli che dovrebbero essere ricoperti
dai funzionari dei vari ministeri a cominciare da quelli dell’economia.

Infatti a che
servono 300 presunti esperti quando al quartier generale di Gualtieri se ne contano
alcune migliaia come osserva Maurizio Belpietro?

La risposta pare chiara a chiunque
conosca i meccanismi del potere: mettere su una cabina di regia così che possa
tenere sotto controllo nelle proprie mani il potere unico di decidere e sappiamo
benissimo quanto gli studi e le conclusioni delle precedenti commissioni le abbia
continuamente ignorate.

Perché lui vuole navigare “a vista” a suon di
assistenzialismo cui l’Europa è francamente ostile.

E sono anche in malafede o degli
autentici idioti se guardano ai finanziamenti di Bruxelles come alla manna da cui
dipenderà il nostro futuro. 207 miliardi in 7 anni sono 30 miliardi l’anno, noccioline
se pensiamo al Pil pre-pandemico del nostro Paese di 1750 miliardi.

Per risollevarci
caro “Giuseppi”, uno e trino, non serve un comitato che spende i soldi altrui e che i
nostri figli e nipoti dovranno rifondere, bensì ricostruire le condizioni che posso
rimetterci in condizioni di produrre.

Puoi solo pregare Iddio che non stai in Francia o
in Romania in preda a folle inferocite e vendicative ma stai attento a tosare le
pecore perché se queste vanno in macelleria le volpi vanno in pellicceria (Craxi
dixit): l’Italia pur mite e truffaldina non sarà mai una Vandea!

Le tue decisioni liberticide sono pericolose ed improduttive e l’Europa che tanto ami ti ha dato il benservito anche sullo sci, certo brutte notizie ma nessuna sorpresa in realtà per chi sperava in un coordinamento a livello europeo sull’attività degli impianti sciistici durante le festività natalizie e nonostante il desiderio di una decisione comune da parte tua, Bruxelles ha dato una brusca frenata all’ipotesi di una decisione comune
“la UE non ha competenza per lo sci, non vuole non può vietare nulla.

I governi e i
parlamenti nazionali e regionali decidono autonomamente cosa indicare in termini di
politica sanitaria in merito”.

Una Ue che ha ben altri grattacapi da risolvere come
farsi propaganda “esistenziale”, perché mentre la sua economia è in ginocchio
Bruxelles vuole una costosissima sede in ogni Paese e già sono aperti cinque centri
con esborsi astronomici; il prossimo è previsto a Roma per il 2021: 1000mq per 21
milioni di euro l’anno!

Sticazzi come dicono a Roma!

Ed il “Green deal” targato UE
tanto per finirci di affossare che impone il 25% delle coltivazioni “bio” e vuole
tagliare del 50% l’uso di agrofarmaci con la produzione che precipiterà e con i prezzi
che saliranno senza alcuna progressività temporale.

Loro spendono come fai tu che
ti rifai la sala stampa a Palazzo Chigi tanto per.

E se non c’è due senza tre ecco che i
nostri tanto amati e ben pagati eurodeputati molto attenti a dettare a noi tapini
leggi draconiane, obblighi e divieti si sono permessi, alla faccia nostra, di allestire in 25 un festino, molto “stupefacente” ed orgia relativa in un bar a Bruxelles
assembrati, con relativi pantaloni rigidamente calati e senza mascherina.

Solo che
nella loro ingenuità non hanno previsto l’irruzione della polizia con qualcuno, come
il deputato ungherese Szajer, poi dimessosi, che ha cercato l’inutile fuga lungo le
grondaie.

Moralità europea che fa rima con l’onestà grillina.

Che sfacelo!

Così noi
chiudiamo e a pochi Km gli impianti sono aperti in Svizzera (che non disdegna mai i
soldi altrui) e in Austria ove nel caso di chiusura “imposta” pretendono
assolutamente i rimborsi efficaci, qui da noi impossibili.

L’unica imposizione di cui sei maestro è quella del diktat del Dpcm.

Ma prima o poi sarai “asfaltato” da quelle spinte liberali che prevarranno per “natura”.

Perché cominciamo ad avere le tasche
piene delle tue commissioni che operano in assoluta opacità molto spesso
secretate nelle conclusioni.

Qualche ennesimo esempio?

La “social card”: un segreto di Stato! Il bavaglio dell’Agenzia del lavoro.

Sappiamo tutti che ogni giorno
sui giornali si parla degli scandali collegati alla elargizione del reddito di cittadinanza
che non ha sortito gli effetti sperati.

Anzi si scopre fra l’altro che l’assegno mensile è
stato concesso ad ex terroristi, mafiosi e altri criminali.

E sappiamo che il ministero
del Lavoro aveva trasferito tutte le competenze gli oneri ad un nuovo ente
strettamente da lui dipendente l’Anpal (Agenzia Nazionale politiche attive del
lavoro).

Ed allora alcuni giornalisti hanno cercato di avere lumi su questa condotta
dell’agenzia creata per allontanarsi dalla vecchia pletorica burocrazia ministeriale, di
funzionare in modo più razionale, con tecniche più veloci e più adeguata al mercato
del lavoro e della formazione.

Ed hanno interpellato il suo presidente Domenico
Parisi, molto discusso sia per l’entità dello stipendio che dell’indennità percepite ma
anche perché trascorre più tempo negli Stati Uniti che in Italia chiedendo di chiarire
alcuni punti.

In pratica i circa 3 milioni e 400.000 persone che hanno già usufruito
del reddito in che misura avessero contribuito ad aiutare la grande massa delle
persone povere che sono circa 10 milioni; i controlli sull’erogazione del reddito
basato prevalentemente sull’autocertificazione e che ha dato origine a deformazioni
e abusi; i 9 miliardi l’anno come quelli elargiti nel 2019 dall’Inps potrebbero essere
investiti diversamente per incentivare realmente l’occupazione nell’industria e nel
terziario riducendo la fascia dell’improduttivo assistenzialismo; il reddito era
concepito come uno strumento coniugato alla politica attiva del lavoro con una
riforma radicale dei centri per l’impiego ma i Navigator non sono stati all’altezza ed
oggi sono anche aiutati economicamente.

Ma il presidente non ha risposto ad
indicare ancora una volta l’opacità della condotta di questo governo come già
successo per le conclusioni dei comitati tecnico scientifici.

Il mandato dei 1700 “navigator” è in scadenza ad aprile e di soldi rinnovarli non ci sono ma la titolare del ministero del lavoro Nunzia Catalfo li ha addirittura definiti “parte integrante del sistema” ed in una recente audizione parlamentare Parisi ha chiesto addirittura di potenziarli.

Ma rischiano il posto pure altri precari che stanno lavorando per l’Anpal
con un contratto a termine e pure per loro i soldi non saltano fuori.

Complimenti!
Lavoro ben fatto! Il tuo!

Infine il tuo rapporto con l’Europa una corrispondenza
biunivoca perfetta fra il tuo paese sempre più fragile e malandrino e la burocrazia
europea che tollera il malcostume italico solo perché è anche il suo solo che il suo è
“corretto”, crogiolata nel terrore che una “Italexit” la farà scomparire per mano
sovranista.

Infatti non monitora affatto i quattro pilastri dello Stato di Diritto da noi
costruiti con cemento impoverito come il Sistema giudiziario, il Pluralismo dei
media, il Quadro anti-corruzione ed il Bilanciamento dei poteri.

Come osserva Iuri Maria Prado il sistema giudiziario è governato da una casta irresponsabile che fa
traffico di nomine, carriere processi in violazione di qualsiasi canone legale e appalto
alla magistratura inquirente di un potere pressoché incontrollato; consegue un
grado basso di efficienza sistematica e un bassissimo livello di tutela dei diritti
individuali dei cittadini.

Il quadro anticorruzione è allestito con misure di retorica
ultra punitiva dove il tangentaro è equiparato allo stragista mentre non ne
attenuano l’inevitabile propensione all’illegalità nella giungla degli articolati
burocratici.

Il pluralismo dei media presidiato da solide burocrazie sindacali e
deturpato da un bubbone fascista come l’Ordine dei giornalisti, radicato nella fibra
conformista della stampa più impresentabile d’Europa.

Il bilanciamento dei poteri è misurabile dando un’occhiata alla produzione dei DPCM del premier mentre il Parlamento è messo in lockdown con il dibattito pubblico relegato nelle conferenze stampa dei super commissari e tecnici di regime.

Quindi pilastri mezzi marci che
affondano nella melma del modello italiano ed europeo.

Va detto però che la UE si è svegliata e nel suo nuovo “Rapporto sull’efficienza e qualità della Giustizia in UE” appena sfornato dal “Consiglio d’Europa” ha giudicato senza mezzi termini che il nostro sistema giudiziario è in assoluto il “peggiore d’Europa” con processi lenti che ci fanno perdere 40 miliardi di Pil e 170 miliardi di investimenti esteri che ben si
guardano dall’avvicinarsi agli italici lidi per il terrore di incappare nei nostri processi
eterni e talora bizzarri.

La mole di sfiducia di popolo e sistema produttivo è terrificante.

Si impiegano in Italia in media più di 1200 giorni per una sentenza
definitiva in terzo grado.

E la sfiducia dei cittadini (circa il 40%) non è più solo da
addebitare al grande Moloch burocratico ma soprattutto nei magistrati nell’idea che
la magistratura italiana sia soggetta ad interferenze o pressioni da parte di portatori
di interessi economici o da parte del potere politico.

E De Bortoli spiega anche che non si tratta di una questione di risorse perché la Svizzera con gli stessi soldi (0,2% del Pil) è 4 volte più veloce di noi!

Chiaro caro Giuseppi?

Ma la tua passione per manipolare i dati ad “usum delphini” ha raggiunto ormai l’indescrivibile oltre che l’intollerabile, ma non ancora per la guida del Colle, quello che al Nord definiscono “cuntaball”.

Ad ottobre hai detto ai ristoratori che non eri stato tu a stabilire le
chiusure parziali o totali di bar, pub e ristoranti ma il comitato tecnico scientifico
preoccupato della curva crescente dei contagi ma nel verbale del 17 ottobre 2020 il
Cts per ciò che concerne il settore della ristorazione rimarca il rigoroso rispetto
controllo delle misure già più volte indicate come il distanziamento, il numero
massimo di persone che possono condividere il medesimo tavolo, l’uso della
mascherina e presidi igienici, con intensificazione della vigilanza.

Quindi nessuna chiusura suggerita ma solo la richiesta di applicazione rigorosa delle precauzioni.

Altra balla rileggendo cosa dicevi a febbraio sulla preparazione del governo italiano
all’emergenza pandemica, quando sostenevi che l’Italia era il paese più attrezzato
d’Europa.

Però mancavano mascherine, camici, guanti, respiratori, terapie intensive,
posti letto ospedalieri e tamponi. Poi il tuo governo ha magnificato l’ammirazione
del mondo per la grande risposta italiana al coronavirus ma adesso salta fuori che
anche quella era una grossa bugia: i rapporti dell’OMS c’erano ed erano assai critici
ma li hanno fatti sparire dalla circolazione con l’OMS che si è rimangiato qualche
bella critica come diceva allora Ranieri Guerra, perché il governo italiano aveva
allungato un contributo extra non dovuto al OMS come annota Franco Bechis, che
rischiava di essere ritirato se loro criticavano la gestione della pandemia italiana. In
pratica vi siete comprati il silenzio delle organizzazioni internazionali sul disastro
della gestione italiana avendo nel contempo la faccia di bronzo di lodarvi e di dire
che eravate un esempio per tutto il resto del mondo.

Ma non vi è bastato perché in
questi giorni state mettendo in gabbia i cittadini per le vacanze di Natale col
divieto di spostamento fra regioni e di spostamento anche fra comuni nelle festività
fingendo di lasciare aperti ristoranti a pranzo perché tanto nessuno potrà andarci
così non devi dare nemmeno quella mancetta che il governo chiama ristoro.

Ma sai
che fino ad oggi avete causato una perdita di 40 miliardi di fatturato alla catena della
ristorazione e avete ristorato solo un 10% del tutto insufficiente a mantenere
l’occupazione del settore? E non ti sei fatto mancare l’utilizzo generoso della scorta
per te assegnata dall’Aise (Agenzia informazione sicurezza esterna) non dal
ministero dell’Interno, e utilizzata protezione della tua compagna dal terribile
assalto di un giornalista, né la libertà delle cene fatte fregandotene delle regole
imposte a tutti gli altri italiani!

Sei molto simile al caro pontefice che tanto ami o a
Romano Prodi che affermano che la proprietà privata non è intoccabile tranne la
loro perché la Chiesa di Roma alla proprietà privata ci tiene moltissimo tanto che
secondo calcoli molto credibili il suo patrimonio complessivo nel mondo raggiunge la
cifra astronomica di 2000 miliardi di dollari, come l’impero di mattoni della tua
compagna possedendo decine di case negozi nelle via del lusso di Roma.

E siete maestri anche nell’ “analfabetismo funzionale” visto che avente una maggioranza
grillina in seno parlamentare col loro reddito di cittadinanza che sembra talora
spedito in Tunisia grazie al “money transfer”, che ovviamente volete detassare, per
finanziare Jihadisti, con un Casaleggio che a detta dell’ex grillino Fioramonti sembra
partecipasse a tutte le sedute di governo per dettarne la condotta e le decisioni.

E vivete nell’odio del nemico e della cultura come dimostrato da successo di vendita
su Amazon di un libro “Perché Salvini merita fiducia, rispetto e ammirazione”
assembrato da un certo Alex Green, ignoto analista politico, che sfruttando un idea
non originale vende un libro-diario di sole “pagine bianche” al prezzo di circa 7 euro,
in pratica un quaderno con le righe vuote analoghe alle righe di cocaina sniffate
dagli acquirenti disposti a spendere 7 euro per un quaderno come osserva Filippo
Facci.

Ed è certo che questo libro è l’esempio lampante di tutta la vostra storia e
testimonianza politica peraltro “dannosa” per lo stallo indecisionale cui avete
precipitato in tutti i settori, specie in geopolitica, la nostra povera Italia.

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