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ISTRUZIONI PER L’USO

La vicenda delle 4banche italiane salvate, al netto di comportamenti scorretti  e o truffaldini  di cui si occuperà la magistratura, ha messo l ‘accento  anche sulla  c.d.  “asimmetria informativa” che fotografa la relazione tra  il fornitore di servizi – la banca – e  l’utente. In altre parole c’è un soggetto che sa molto e di questo può fare un uso scorretto e un soggetto che, in media, conosce poco e proprio per questo è facilmente influenzabile.  Appunto per questa storica asimmetria il settore bancario è ultra vigilato con leggi e regolamenti che soprattutto dal lato dell’offerta  disegnano i “paletti” entro i quali deve svolgersi una sana e corretta proposta commerciale. Il sistema bancario si regge totalmente sulla Fiducia  sia quando è stato concesso un prestito che si spera venga onorato, sia quando sono stati acquistati strumenti finanziari  la cui rischiosità è stata illustrata da operatori  di cui ci si è Fidati  etc. Senza Fiducia il sistema è messo a dura prova come è avvenuto solo 3 anni fa quando, in piena crisi degli stati, le banche non fidandosi  l’una dell’altra non si prestavano più i soldi bloccando così di fatto il sistema interbancario. Dando quindi per scontato che dal lato dell’offerta debbano esistere regole e comportamenti sempre più in grado di evitare proposte indecenti, soffermiamoci invece sul lato della domanda e su alcuni meccanismi  e comportamenti automatici. Venendo ad alcune abitudini italiche è noto a tutti che quando decidiamo di acquistare ad es. una automobile, passiamo mesi a studiare pubblicazioni di settore, a consultare siti e a intervistare amici e conoscenti sul tale modello o il tal’ altro raggiungendo gradi di dettaglio da ingegneri motoristi. Allo stesso modo quando l’oggetto dell’acquisto è un elettrodomestico ci impegniamo a valutarne prestazioni, consumi, design e affidabilità. L’abbonamento ad una stagione teatrale o l’iscrizione ad una palestra ci vede impegnati in calcoli statistici per valutare quante sedute o spettacoli sono necessari per ripagarci il costo dell’abbonamento! Siamo diventati dei veri segugi  nello scovare la tariffa telefonica più conveniente o il supermercato che propone le offerte  migliori. Insomma spesso nella vita di tutti i giorni mostriamo doti da analisti e risk manager ma quando entriamo in banca spesso deponiamo il ns. spirito critico e  non facciamo una semplice riflessione  “La banca è un’impresa e come tale, vendendo servizi, persegue l’obiettivo di un giusto profitto cioè di un guadagno”. Da ciò discende che al di la del timore reverenziale, della simpatia per l’impiegato che conosciamo da anni, della ns. più o meno scarsa cultura finanziaria, dobbiamo armarci di pazienza,  tenacia e lucidità. Dobbiamo avere chiaro cosa ci serve e trattare  i servizi e gli strumenti finanziari per quello che sono, cioè mezzi per raggiungere un qualche fine. E poi dobbiamo imparare a chiederci – come al supermarket – “Questo investimento è adeguato al mio profilo?” , “Quanto costa questo servizio ?”,  “Quanto investo al netto dei costi ?”, “Come funziona e in cosa investe questo titolo?”, “Che rischi posso correre investendo in questa obbligazione?”, “Come si è comportato in passato questo investimento ?”, “In quanto tempo posso liquidare il mio investimento e a quali prezzi? “. Se non riteniamo sufficienti i dati per decidere con una certa tranquillità semplicemente non agiamo! prendiamo tempo!  D’altronde quando chiediamo un prestito la banca si riserva giustamente di approfondire le motivazioni, di chiedere notizie, di avere garanzie etc. etc. quindi, al di la dei prospetti che dobbiamo sforzarci di imparare a leggere  -pretendendo spiegazioni laddove non capiamo – mettiamo in atto con vigile attenzione anche un controllo costante nel tempo degli strumenti  già sottoscritti. Spesso infatti un tagliando della ns. situazione bancaria  e finanziaria ci fa  ben riflettere sull’andamento  degli investimenti mostrandoci quanto siamo in linea o invece distanti dalla giusta rotta e quanto le promesse fatteci siano state mantenute. Anche un controllo successivo può salvare una situazione non ancora compromessa!

Comunque nonostante tutte le ns. attenzioni e i doverosi controlli preventivi la vita ci insegna che non possiamo diventare tuttologi e non si può avere una garanzia al cento per cento in quasi nessun campo. E’ quindi  sempre lecito e piacevole poter continuare ad avere fiducia  nelle persone o  nelle istituzioni. In fondo dobbiamo obbligatoriamente avere fiducia continuamente nella vita di tutti i giorni: del nostro gommista o meccanico quando andiamo in auto, dell ‘alimentari sperando che non ci venda cibo adulterato, del venditore su internet dal quale aspettiamo un bene acquistato on line, del commercialista augurandoci che paghi le tasse per conto nostro, del ns. operatore bancario finanziario al quale spesso affidiamo i risparmi di una vita. Naturalmente questa condizione non significa che dobbiamo dubitare di tutti i nostri interlocutori – dal medico  all’avvocato, dal geometra  all’ingegnere, dall’insegnante al notaio etc. e prendere 8 lauree prima di dialogare con loro; però proprio perché viviamo in contesti complessi e asimmetrici è giusto difenderci da possibili comportamenti non virtuosi facendo almeno pulizia da timori reverenziali  e armandoci di una giusta dose di impegno e consapevolezza.  In più, anche in Italia come in molti paesi sviluppati esistono svariate associazioni dei consumatori che possono fornire assistenza agli utenti ormai in quasi tutti i campi.

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