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Italia libera e seria, a cura di Arcadio Damiani

Italia seria e libera a cura di Arcadio Damiani

Totò avrebbe detto “ma mi faccia il piacere!”.

La precisazione un po’ piccata al leader britannico Boris Johnson da parte del nostro presidente Mattarella per aver affermato che se gli isolani di Albione avevano più contagi da Covid era perché erano più “liberi” di interagire, mentre noi italiani siamo sì liberi ma anche più “seri”.

In pratica secondo Mattarella l’Italia di oggi sarebbe un modello di serietà per il mondo intero come osserva Marcello Veneziani. Ora se è vero che noi italiani abbiamo un modello di democrazia che, caso unico al mondo, ci rende veramente liberi più che in qualsivoglia altro tessuto sociale nazionale, è altrettanto vero che in quanto a serietà stiamo sfiorando il paradossale se non addirittura il ridicolo.

Perché solo il nostro Paese conta su una Costituzione nata nel dopoguerra, di cui porta glistigmi di una profonda ingovernabilità nel timore di una nuova deriva totalitaria, e mai aggiornata se non peius.
Ed è proprio in virtù della nostra Costituzione che qualcuno giustamente ha definito “la più bella del mondo” che si rendono possibili scelte antitetiche dei governanti sui governati come l’aver prodotto, sotto l’egida del precedente presidente Napolitano, quattro governi non eletti dai cittadini, o maggioranze raffazzonate come l’attuale solo perché riempitiva delle aule parlamentari nonostante la popolazione abbia manifestato un importante desiderio di cambio di passo con chiaro dileggio ai padri costituenti come Mortati o Calamandrei che prevedevano una imprescindibile corrispondenza fra governo e il volere della maggioranza dei cittadini e non un filone tragicomico che è oggi al potere.

Caro presidente ma come fa a non rendersi conto che l’attuale presidente del consiglio anche grazie a lei guida una coalizione che si oppone agli stessi accoliti che guidava un anno prima? Se questa è serietà proporrei una legge che ripristini la verginità alle meretrici una volta dei bordelli oggi lungo le strade o nelle offerte social, nel caso la primizia anatomica torni ad essere un valore.

Non solo, ma se vede il curriculum politico di Johnson si rende conto che il premier britannico si è sottoposto a sfide elettorali e prove di governo che a paragone il nostro attuale premier ce lo siamo ritrovato spedito ed incellofanato da una volontà superiore anche transnazionale già con la pochette nel taschino a governare cittadini che ne ignoravano l’esistenza fino al giorno prima. Un Paese serio e democratico si rivolge alla volontà popolare per scegliere da chi vuole essere governato e non ad un “artificio liquido” che prende la forma del vaso che lo contiene altrimenti cosa pensare se la stessa maggioranza parlamentare che aveva difeso l’ex ministro dell’Interno quando aveva fermato l’eccesso degli sbarchi dei clandestini sulle coste siciliane, pur tenendo aperti i corridoi umanitari, dopo pochi mesi ha votato per processarlo ed incriminarlo per la stessa ragione e nonostante la Procura di Catania ne avesse chiesto l’archiviazione per l’inesistenza del reato e per la difesa dei confini nazionali?

E che dire della straordinaria invadenza del leader del partito ahimè più numeroso in Parlamento per un semplice e limitato temporalmente impeto di pancia popolare pullulante di apriscatole, la cui attività principale è nella teatralità comica?
Ma che non cessa di tessere rapporti con Cina e Vaticano e che, pur non avendo nessuna delega politica, detta idee e programmi di governo come l’inveramento di un “reddito universale” che fa strage della dignità del lavoro per anni oggetto di lotte sindacali? Cassa integrazione per tutti e per sempre a prescindere! E vogliamo vedere il curriculum del ministro degli esteri americano Pompeo zeppo di alti titoli accademici per paragonarlo con quello nostrano nemmeno laureato alle scuole serali e con scarsa attitudine all’uso dei congiuntivi della nostra lingua? Ma siamo un Paese molto libero e molto poco serio a dire il vero.

Un Parlamento siffatto, ove l’ignoranza e l’incompetenza regna sovrana, non ha che poche scelte: nomina “task forces” di competenti ma non per fare scelte oculate bensì per dare una veste autorevole a provvedimenti farmacologici per terapie di sopravvivenza che se non consoni all’obiettivo, del tutto inascoltati; o si riduce ad un’incessante uso del verbo futuro nelle dinamiche verbali comunicative che il più delle volte appaiono repentinamente contraddette dalla realtà come i fantomatici miliardi che la UE ci dovrebbe in gran parte “prestare” per l’emergenza ma che non possono essere utilizzati perché i nostri partner europei non si fidano del loro utilizzo mirato a una vera ripresa economica, fiscale e normativa perché probabilmente dilapidato per bonus clientelari e elettorali con progetti validi che stentano ad essere prodotti.

Come dice Carlo Cottarelli “siamo una Repubblica fondata sui “commissari straordinari” il che certifica che la pubblica amministrazione non è in grado di decidere ma non ha mai voluto ricostruire la macchina a partire dalla meritocrazia e gestione del personale e l’unica volta che un super-commissario ha funzionato è stato nella ricostruzione del ponte di Genova nella persona del suo sindaco Bucci.

Negli altri casi del tipo Domenico Arcuri non sono stati altrettanto bravi”.

E stanno arrivando ancora una trentina di centravanti con nessuna garanzia che facciano bene ma solo a dare l’impressione di fare qualcosa. Ben venga allora la supervisione e la troika UE, col Mes, visto che la nostra creatività che tanto ha dato all’Italia in termini di arte scienza e cultura si ferma oggi al bonus monopattino. Ed allora un Pese serio di cosa discute in Parlamento in una fase così delicata dal punto di vista sociale, lavorativo ed economico? Ma certo della legge sulla omotransfobia, di una legge con primo firmatario Piero Fassino per istituire “Bella ciao” una canzone peraltro storicamente intrusa e posticcia nella storia della Resistenza, obbligatoria nelle scuole che genererà conflitti ovunque specie per chi la considera oramai obsoleta ad 80 anni dalla caduta del regime e che spero non scalzi l’Inno di Mameli.

Ma bisogna tenere in vita l’Anpi, l’associazione nazionale dei partigiani, che ciuccia prebende milionarie dal nostro Stato ma che fa “Resistenza” nel non pagare la sua condanna di 20.000 euro per diffamazione avendo paragonato un’associazione antipedofilia alle “SS” e che affermano per nome della neoeletta tunisina Sarin Ghribi nella sezione di Castel Bolognese che “partigiano è chi lotta per i diritti” ma non specificano contro chi.

E la trasmutazione esistenziale è servita!

E non è finita perché nella penuria di banchi, di insegnanti anche di sostegno dopo che il ministro Azzolina si è rifiutata di stabilizzare i “precari” ma proponendo un “concorsone pubblico” nell’intento di valorizzare la meritocrazia che in mano ai “sinistri” vuol dire solo fedeltà ideologica, si è arrivati a proporre un accordo Anpi-Istruzione per la nomina di professori “partigiani” che insegnino nelle scuole i valori fondanti della Costituzione nell’ottica del “mito Resistenziale” e non semplicemente gli articoli della Carta.

Indottrinamento che nulla ha a che fare con educazione!

Sono queste le priorità impellenti da affrontare per non cadere nel baratro della disoccupazione e del disastro economico. Ridere o piangere fa lo stesso!

Abbiamo centri per l’impiego che hanno gli sportelli chiusi ma affidiamo a disoccupati che non sono stati in grado di trovarsi un lavoro il compito di trovare il lavoro agli altri
battezzandoli pomposamente “navigator” che dovrebbero navigare in un mare virtuale che non esiste per mancanza d’acqua, ultimamente riadattati come “istruttori” per l’utilizzo del computer vista la scarsa propensione alla digitalizzazione dei nostri cittadini.

E sono così bravi che non riescono nemmeno a controllare chi usufruisce del reddito di cittadinanza, dai carcerati, mafiosi, delinquenti comuni, lavoratori in nero.

E siamo un Paese che disattende con estrema compiacenza e garbo le leggi in vigore solo perché non fanno parte del loro canovaccio propagandistico. Altrimenti che pensare sull’outing del leader Leu Nicola Fratoianni che in un’intervista ha detto “I decreti sicurezza di Matteo Salvini ci sono ed ora li togliamo di mezzo per fortuna. Ma i decreti si possono applicare o non applicare ed in questi mesi non sono mai stati applicati”.

Chiaro?

Ed i numeri degli sbarchi di quest’anno confermano che l’esecutivo ha spalancato le porte alle carrette del mare. Ed è un Paese serio, come puntualizza il saggista Veneziani, quello che decide di risolvere tutte le questioni ambientali, sanitarie e di traffico con le “ruote”: banchi, monopattini, biciclette, ponte sullo stretto ma ciclabile? Ed è un Paese serio che investe gran parte delle risorse UE per il nuovo “green deal”, per la decarbonizzazione in accordo con la UE come se 400 milioni di europei decarbonizzati fossero sufficienti ad incidere sul cambiamento climatico mentre altri miliardi, Cina in primis, continuano ad inquinare l’atmosfera e non investire sul dissesto idrogeologico delle nostre parti messe in crisi da una pioggia appena più insistente?

E cosa dovremmo dire al mondo sulla serietà della nostra magistratura, di certe inchieste ad orologeria e ad personam, di certe lobbies mafiose in toga come risultato dalle intercettazioni telefoniche?
Fummo la barzelletta del mondo quando a fine guerra il britannico Winston Churchill disse che a 45 milioni di italiani fascisti si aggiunsero 45 milioni di antifascisti ma che non risultava dai censimenti una popolazione italica di 90 milioni.

E per andare ancora più indietro come non ricordare l’eroe risorgimentale dei due mondi Giuseppe Garibaldi quando nel gennaio del 1875 si affacciò dal balcone a Roma e disse “Italiani siate seri” a cui fa da contraltare oggi un ministro che dal balcone annuncia “Abbiamo abolito la povertà” col mondo che sta ancora ridendo.

Caro presidente ma come fa a tradire una vena comica data la sua serietà da compassato? Trae le conclusioni il grande costituzionalista Sabino Cassese “I nostri mali nascono da una classe dirigente senza un’idea di sviluppo ed appesa ai sondaggi”. Mi sembra che serietà, serietà si accomuni all’onestà, onestà e sappiamo come è andata a finire!

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