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La Città delle Donne

La domanda iniziale e’  quale sia l’ambizioso obiettivo che intendono raggiungere gli Stati Generali delle Donne attraverso il nuovo progetto “Città delle donne”. Un ‘ iniziativa nata a Matera Citta‘ della Cultura  nel 2019 per la diffusione di una cultura di politiche delle risorse umane inclusive, libere da discriminazioni e pregiudizi, capaci di valorizzare i talenti in tutta la loro diversità e realizzare azioni positive per dare concretezza ad interventi mirati per  rendere le città del futuro città inclusive.

La risposta è quella ci città  più sicure e a misura di donna, luoghi  inclusivi e socialmentesostenibili, rispettosi, con un freno alla violenza e alla criminalità.

Cosa fare affinché tutto ciò diventi realtà?  Coinvolgere i sindaci intorno al  progetto.

Per questo motivo Isa Maggi, coordinatrice degli stati generali delle donne, ha individuato una Ambassador per ogni regione con il compito di sensibilizzare agli amministratori del territorio di competenza .

E’ quindi partita una lettera indirizzata ai sindaci nella quale si prospetta, per le città, di fregiarsi del logo, da esporre su un cartello  ad ogni accesso alla città. “La Città delle Donne”  solo e a patto che si ottemperi alla realizzazione di alcune  azioni positive contenute in una lunga lista di 22 punti.

Per  esemplificare, se ne riportano solo alcuni

16. Ricostruire le Città e i Paesi perché siano più vivibili, sostenibili, accessibili, sicuri, flessibili, aperti, solidali, capaci di accogliere e prendere anche le forme, le misure, i linguaggi, i colori delle donne, mettendo al centro il rispetto, partendo dalle esperienze ed azioni positive già fatte, che ispirino sperimentazioni nuove pratiche partendo dalla conoscenza reciproca, per “vivere meglio insieme”, per “connettersi” in luoghi anch’essi più consapevoli;

20. Costruire politiche efficaci in grado di rendere ogni Città “femminile, plurale e dotata di un piano strategico per le pari opportunità”. L’azione contribuisce al raggiungimento dell’obiettivo generale “Rigenerazione urbana & sicurezza” e degli seguenti obiettivi specifici: a) “Favorire l’accessibilità delle donne ai luoghi della città”; b) “Migliorare le condizioni di vivibilità degli spazi urbani degradati; c) “Garantire livelli di sicurezza a misura di donna;

21. Creare un Incubatore delle abilità e delle attività delle donne prioritariamente nella filiera della moda (sartoria, ricamo, lavorazione pietre e metalli preziosi, maglieria ed accessori per la moda) e, più in generale, nei settori di tradizionale propensione femminile (lavorazioni artigianali di prodotti e materie prime tipiche dei territori su cui agiamo).

L’obiettivo è la creazione di uno spazio fisico,anche simbolico e virtuale, in grado di accogliere, accompagnare nel “tempo dello start up” e rafforzare le competenze delle donne in possesso di un talento artigianale o artistico da valorizzare. Le attenzioni sono rivolte alle somme che non riescono ad accedere alle “tradizionali” opportunità di ingresso nel mondo del lavoro. Aspettiamo le risposte dei sindaci alle nostre missive, Uso il plurale perché anche io mi sono occupata di questa pratica confidando pienamente in questo progetto. 

di  Gemma Andreini

 Ambassador per l’Abruzzo