La Dolce Vita Story – Aprile/Maggio 1999: La coppia che scoppia. L’Abruzzo dei record (e delle rivoluzioni di coppia)

Abruzzo 1999: record di separazioni e una copertina simbolo con Mariarita Piersanti e Alex Tenaglia. La coppia che scoppia torna in scena.

La coppia che scoppia: La Dolce Vita Story 1999

Era la primavera del 1999 e l’Abruzzo si trovava improvvisamente al centro di un piccolo grande primato: quello delle separazioni. Le statistiche parlarono di un “record” regionale che fece scalpore, ma anche riflettere. Nelle case, nei bar e nei salotti, si discuteva di un’Italia che cambiava — tra nuovi ruoli, libertà conquistate e amori che non duravano più “per sempre”.

Mariarita Piersanti e Alex Tenaglia, la coppia che scoppia in copertina

In questo clima, La Dolce Vita portava in copertina una coppia simbolo: Mariarita Piersanti e Alex Tenaglia, eleganti e sorridenti, protagonisti di un servizio che, a prima vista, sembrava un matrimonio da favola. Ma non tutto era come appariva.

Mariarita Piersanti e Alex Tenaglia: un “matrimonio d’interesse”

Un matrimonio d’interesse e la nuova tv che nasceva in Abruzzo

Nelle pagine People, la rivista raccontava ironicamente il “matrimonio d’interesse” tra Mariarita, volto noto dei locali pescaresi, e Alex Tenaglia, ex direttore artistico e agente di vendita. La loro unione non era amorosa ma professionale: insieme, stavano lavorando alla produzione di un programma televisivo top secret con un cast di ben 90 persone.
Gli scatti eleganti, realizzati da Corazzini, ritraevano i due come sposi da copertina. Ma il servizio nascondeva una metafora perfetta dell’epoca: un Abruzzo che cercava nuove forme di visibilità, tra intraprendenza, sogni televisivi e voglia di reinventarsi.

Angelo Valori e Riondino

Angelo Valori e Riondino: tra musica, satira e poesia

Nello stesso numero, le pagine Spettacoli offrivano una prospettiva più colta e sperimentale. L’intervista al maestro Angelo Valori raccontava l’incontro tra musica e satira, con lo spettacolo “Repertori possibili”, ideato insieme a David Riondino.
>Valori parlava di un Abruzzo vivace, pronto a unire cultura e ironia in una forma d’arte capace di “partire dalla musica per arrivare alla satira”.
>“Nuove milonghe e Repertori possibili – spiegava il musicista – nascono dal desiderio di far dialogare mondi diversi: la tradizione colta e l’umorismo, il jazz e la parola poetica.”
La collaborazione con Riondino, iniziata nel 1996, aveva dato vita a un percorso di ricerca che mescolava poesia, ritmo e pensiero critico. A fine aprile 1999, il progetto sarebbe approdato anche a Pescara, con un omaggio a Astor Piazzolla e una riflessione su Kurt Weill.

Il mio cerotto

La scienza e la coppia: il cerotto che rivoluzionò l’intimità

Un cerotto contro l’impotenza: la scoperta del prof. Ledda

Nello stesso numero, il tema della coppia assumeva un tono più scientifico e sorprendente. Il prof. Andrea Ledda, andrologo pescarese, presentava la sua invenzione: Androderm, un cerotto in grado di combattere l’impotenza maschile.
>In un’intervista firmata da Daniela Ardizzi, il medico spiegava come la scoperta potesse rappresentare una vera “risposta italiana al Viagra”, con risultati incoraggianti anche per la vita di coppia. Era la medicina che si intrecciava con il costume, segno di un’epoca in cui la ricerca iniziava a dialogare apertamente con i bisogni umani e affettivi.

 Volti e storie dell’Abruzzo del ’99: tra passione, cabaret e ironia

Le pagine di People restituivano un mosaico colorato della vita abruzzese. C’era Jessica Di Vincenzo, 18 anni, che sognava la moda dopo Miss Adriatico e Miss Italia, posando con un grande cuore rosso e un sorriso che conquistava. Il presentatore Stefano D’Alberto spiccava per ironia e presenza scenica. Dopo i palchi pescaresi e romani, si cimentava nel cabaret.

La coppia che scoppia
Il presentatore Stefano D’Alberto


Durante un monologo dichiarò scherzosamente: “La mia donna ideale? Una stangona!”. Il pubblico rise.
Nell’immagine, posa insieme a Teo Mammuccari e al DJ Emany Brandolino, a testimoniare il clima di amicizia e la vivacità del mondo dello spettacolo abruzzese.
Il servizio, con una foto tra amici e colleghi, restituiva il volto leggero e brillante della scena locale di fine anni ’90.

C’era Aldo Di Renzo, diciannovenne, incoronato Mister Adriatico 1999. Accanto a lui, Sante Lauterio, 24 anni, studente universitario e musicista, che scriveva canzoni per Antonello Venditti.
Non mancavano i nomi della politica e della cronaca locale. Il sindaco Carlo Pace era protagonista di un servizio ironico sulle cene al Pirata Jambo. L’imprenditore Eriberto Mastromattei, invece, veniva raccontato come una presenza costante nelle iniziative cittadine.

Nella rubrica Su e Giù trovavano spazio anche l’assessore Enrico Paolini, il musicista Pino Ruggieri, l’allenatore Enrico Mammarella e la giornalista Deborah Caldora, definita “una ragazza che piace” dopo il successo della sua intervista precedente.

 Arte, sport e sorrisi: la coppia che scoppia dello spettacolo locale

Tra i protagonisti della sezione lifestyle, spiccava Stefano Tatonetti, appassionato di fitness, immortalato in bianco e nero nel suo “Che fisicaccio!”. A fianco, la rubrica “Decorare è un’arte” dedicava spazio a chi, come una giovane artista pescarese, aveva trasformato la passione per l’arredo in una professione.
>E ancora: il romantico Max, parrucchiere gentile di viale Bovio, e l’instancabile spirito conviviale del Rotary Club, dove “si ballava e si cantava” in nome dell’amicizia.
Era una Pescara che viveva intensamente, tra eleganza, leggerezza e la capacità di prendersi in giro con stile.

 Perché “La coppia che scoppia” racconta ancora noi

La copertina di aprile/maggio 1999 riassumeva l’essenza di un periodo vivace. Raccontava un territorio curioso e in continuo movimento.
Da un lato, emergevano le scoperte scientifiche di medici come Andrea Ledda. Dall’altro, i sogni televisivi di giovani intraprendenti come Alex Tenaglia e Mariarita Piersanti.

In quelle pagine, l’Abruzzo mostrava la sua doppia anima: tradizionale e moderna, ironica e passionale. Era l’immagine di un’Italia che stava imparando di nuovo a conoscersi, anche nei sentimenti.

Perché rivederci oggi

Rileggere La Dolce Vita di aprile/maggio 1999 significa tornare in un tempo di grande fermento. Le coppie cambiavano, la scienza osava, la società abruzzese si affacciava con curiosità sul nuovo millennio.
>Quelle pagine raccontano non solo la leggerezza di un’epoca, ma anche il coraggio di chi, tra sogni e contraddizioni, seppe dare voce a una regione che cresceva, innovava e amava — a modo suo.

La Redazione de La Dolce Vita
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