a Dolce Vita 1999: maggio tra Jarno Trulli a Monaco, Massimiliano Allegri al Pescara, Massimo Caputi e le storie della città in movimento.
La Dolce Vita 1999: maggio Trulli, Allegri, Caputi e altri
Maggio 1999 racconta una Pescara veloce e concreta. Rileggere quel numero non è nostalgia: è memoria civica e, soprattutto, un modo per capire come la città stesse cambiando tra lavoro, costume e night. Inoltre, consente di osservare i dettagli quotidiani che spesso sfuggono. Così, infatti, si comprende meglio il contesto sociale dell’epoca e, di conseguenza, si possono fare confronti più consapevoli con l’oggi.

Copertina: “Farla in piedi” — l’esclusiva Genius Lady
Il titolo gioca con il doppio senso e con l’idea di autonomia femminile. L’esclusiva presenta Genius Lady, un ausilio monouso che consente alle donne di usare la toilette in piedi in modo più igienico e sicuro.
Come funziona
Il dispositivo ha la forma di un cartoccio di patatine con due alette. Si posiziona sul basso ventre e indirizza il flusso verso il water. È pratico, igienicamente sicuro, aderisce al corpo e, soprattutto, evita il contatto con superfici sporche dei bagni pubblici.

Chi l’ha inventato
Gli ideatori sono due imprenditori abruzzesi, Roberto Di Giacomo e Livio D’Orazio. L’obiettivo è ambizioso: rivoluzionare il modo di andare in bagno delle donne e ridurre i rischi igienici. Prezzo previsto all’epoca: 3.500 lire per 5 pezzi. Distribuzione: supermercati, farmacie, autogrill, negozi in stazione e grandi superfici.
Nella rivista La Dolce Vita del 1999 cosa dicevano i sondaggi
Prima della produzione, le interviste a donne tra i 17 e i 60 anni avevano promosso il prodotto, giudicandolo utile, sicuro e maneggevole. Inoltre, alcune partecipanti sottolineavano con ironia: «Utile sì, ma mi sento un uomo». Tuttavia, il bisogno restava evidente: bagni affollati, scarsa igiene e tempi stretti rendevano l’innovazione non solo interessante, ma anche necessaria.
Oggi tra emancipazione e praticità quotidiana, Farla in piedi Pescara anticipa i temi del design per la salute e della parità nello spazio pubblico.

People: volti e scene di maggio de La Dolce Vita ’99
Jarno Trulli, le paure di un campione. Il pilota abruzzese vive e si allena a Montecarlo. Lavora sodo, vuole dimostrare di meritare la F1. Briatore e Prost hanno creduto in lui; tuttavia l’ambiente resta duro, “pieno di squali”. Cura la concentrazione e ammette le proprie paure: velocità, rischio, partenze. Scorci domestici: appartamento essenziale vicino al Beach Plaza.

Fouad, modello per passione e parrucchiere per lavoro. All’anagrafe Fouad Alamatouri, nato a Hassaka (Siria), residente a Città Sant’Angelo. Diploma scientifico, qualifica di assistente ingegnere e Istituto Superiore di Arti Teatrali di Damasco (recitazione, doppiaggio, conduzione, aiuto regia). In Italia segue corsi da parrucchiere, portamento, tecnica di sfilata e posa fotografica. Esperienze: passerelle e spot.

Gabriella Castiglione, l’artista. Pianista affermata e pittrice, anima MusicArte nel Parco a Villa Sabucchi: musica e arti visive valorizzano uno spazio verde cittadino.

Scene da un matrimonio in Venezuela. Album di amici: sorrisi, abiti eleganti e un ponte affettivo tra Abruzzo e Sud America.
Night & locali
La notte adotta format che mescolano comunicazione e community. Tra i riferimenti, Ex Gaslini – Fabbrica del Tempo Libero e Fabbrica Discoteca: coupon, riduzioni e grafiche che fotografano la creatività pubblicitaria di fine anni ’90.

Flash Game ’99 — Discoteca La Fabbrica. Servizio di Piero Giampietro. Sul palco sfilano le esibizioni delle palestre Incontro, Dea Club, Metropolitan, Fisico Idea e New Gym River: danza, fitness e show a tema cinema anni ’70‑’90. Così le palestre entrano in discoteca e, di conseguenza, la notte si miscela con lo sport.

La Dolce Vita 1999: Sport
Massimiliano Allegri: “nel 2000 farò l’allenatore”. Intervista di Giancarlo Febbo. Il centrocampista del Pescara vive un’annata complicata; tuttavia, nonostante le difficoltà, mantiene serenità e visione. Inoltre, parla apertamente di panchina, di litigi nello spogliatoio e della forte voglia di chiudere la carriera a Pescara. In prospettiva, quindi, si immagina in panchina: studiare, ottenere il patentino e iniziare dal basso. La scheda, infine, ripercorre la sua carriera: Cuoio Pelli, Livorno, Pisa, Pavia, quindi la promozione in A con Galeone nel ’91-’92; poi, Cagliari, Perugia, Padova, Napoli e il ritorno in biancazzurro.

La Storia
Il filosofo del mattone. Ritratto dell’imprenditoria D’Andrea: da Michele ad Alberto D’Andrea, architetto e costruttore. Tra anni Settanta e Novanta, il gruppo lega residenziale, servizi, centri commerciali e immagine urbana. Visione e innovazione: materiali, cantieristica e attenzione agli spazi pubblici. Dopo la scomparsa di Alberto D’Andrea, il testimone passa a una nuova generazione che, inoltre, è chiamata non solo a continuare il percorso avviato, ma anche a rinnovare con responsabilità e visione.

Il personaggio
Quant’è bravo il capostazione. Massimo Caputi, ingegnere abruzzese, guida il programma che rivoluziona le grandi stazioni d’Italia. Da Roma Termini partono progetti che uniscono servizi al passeggero e apertura alla città: shopping, ristorazione, relax, spazi per eventi. Caputi parla di integrazione dei trasporti, sicurezza e qualità dello spazio. Su Pescara, le aree di risulta restano tema aperto: serve una visione metropolitana che unisca mobilità, servizi e cultura.
Perché rivederci oggi
Quelle pagine mettono insieme set fotografici e cronaca, ma anche night e lavoro, mostre e sport. In questo modo, la lettura diventa un viaggio nella memoria collettiva e offre spunti di riflessione. Rileggerle, infatti, permette non solo di capire da dove si viene, ma anche di riflettere su come la città sia cambiata nel tempo. Tuttavia, ciò che conta davvero è usare il passato come bussola per le scelte presenti. Di conseguenza, ogni dettaglio diventa una traccia utile per decidere con maggiore consapevolezza dove si vuole andare. Inoltre, dignità del lavoro, cultura diffusa e qualità della vita possono crescere insieme e, così, trasformarsi in un impegno condiviso per il futuro.