Le copertine cult del luglio 1998: tra ironia, sorprese e un cuore di panna

La Dolce Vita luglio 1998: Ciacio verniciato di verde e Chiara, cuore di panna. Copertine cult tra ironia, bellezza e ricordi d’estate.

La Dolce Vita luglio 1998: Ciacio Calcaterra e Chiara Canale

La Dolce Vita luglio 1998: Ciacio verniciato di verde. Chiara cuore ribelle. E un giornale che raccontava l’Abruzzo come nessuno prima.
Continua la nostra rubrica settimanale La Dolce Vita Story, viaggio tra copertine indimenticabili e pagine che hanno fatto epoca.
Oggi riapriamo insieme due numeri del luglio 1998: l’irriverente “L’incredibile Ciacio” (10 luglio) e la poetica “Chiara cuore di panna” (20 luglio).

La Dolce Vita luglio 1998
Le copertine

L’incredibile Ciacio: la forza (e l’ironia) dell’acqua

…nel luglio di quell’anno in cui la Riviera adriatica era piena di sogni e spensieratezza…
10 luglio 1998 – Il protagonista assoluto è Alessandro Calcaterra, detto Ciacio. Pallanuotista della Waterpolo, 23 anni, romano di nascita ma pescarese d’adozione, si presta con entusiasmo a una trasformazione unica: viene dipinto completamente di verde da Marzia Falcone, editrice della rivista, che firma anche il servizio fotografico. Nasce così “L’incredibile Ciacio”, versione adriatica di Hulk, tra sabbia, muscoli e tanto spirito goliardico.

Il suo corpo, atletico e scolpito, non è messo in mostra per vanità, ma per gioco. In ogni scatto si leggono autoironia, simpatia e cuore, gli stessi ingredienti che rendono questo numero uno dei più commentati dell’estate. Le immagini parlano da sole, ma Ciacio si racconta anche a parole, con schiettezza e sincerità.

Parla della sua passione per l’acqua, dei sogni sportivi e delle ferite ancora aperte, come la semifinale olimpica persa contro la Croazia nel ’96. Ma non c’è spazio per il rimpianto: “Un po’ mi pesa, però è giusto così, dobbiamo dare il massimo in questo momento.”

Accanto allo sport, c’è l’amore. Frequenta la pallanuotista Drusia Carrozza e confida: “La donna ideale? Intelligente, comprensiva e con senso dell’umorismo.”
Il romanticismo però non lo distoglie dal campo: “L’incredibile Ciacio non spezza cuori: spezza solo le porte… dello spogliatoio.”

Un servizio fuori dagli schemi, proprio come lui. E una copertina che ha fatto scuola, tra costume ridotto, colori accesi e uno stile che oggi definiremmo semplicemente: cult.

Un ricordo visivo potentissimo di quell’estate di fine anni ’90, in cui tutto sembrava possibile – anche colorarsi di verde.

La Dolce Vita luglio 1998: Ciacio Calcaterra e Chiara Canale
“Spezzo in due solo le porte”

Chiara cuore di panna: la dolce ribellione

Chiara cuore di panna: dolcezza, carattere e un’estate da protagonista

20 luglio 1998 – La sesta copertina della rivista La Dolce Vita è un piccolo ritratto d’estate. Protagonista: Chiara Canale, 19 anni, pescarese, bellissima e spontanea, elegante ma con i piedi per terra. Il servizio fotografico si svolge all’Aqualand di Vasto, tra spruzzi, luce abbagliante e una dose di sogni che profumano di giovinezza.

Immagini da cartolina, perfette per quegli album fotografici che oggi teniamo nei cassetti.

Ma Chiara non è solo un volto da copertina. È una ragazza vera, che ama Pescara con tutti i suoi pregi e difetti, che legge Neruda, sogna una carriera, ma senza bisogno di emigrare altrove. Ama la danza, il cinema, i rapporti sinceri. E si racconta senza filtri: “Con i maschi è più facile. Non sono invidiosi, mi danno consigli sinceri.”

Durante una sfilata in piazza Salotto, si racconta: “Adoro le rose rosse. Una serata speciale? A lume di candela in un ristorante chic.”
Chiara è dolce, ma non ingenua. Ha le idee chiare, anche in politica: “Se potessi votare, voterei centrodestra. Lì almeno le idee sono chiare.”
Chiara è il volto di un’estate italiana: romantica, decisa e un pizzico provocatoria. Proprio come la rivista che l’ha raccontata.

La Dolce Vita luglio 1998: Ciacio Calcaterra e Chiara Canale
Bella, dolce e di destra

La Dolce Vita luglio 1998. Chi c’era in giro: tra locali, feste e amori

Nelle pagine mondane del luglio 1998 ritroviamo sorrisi, brindisi e volti diventati familiari.

Carlandrea Falcone e Germano D’Aurelio, in arte N’Duccio, rispettivamente 42 e 44 anni, festeggiano insieme il compleanno in modo simbolico, con due candeline su una torta al ristorante Il Brigantino di Francavilla. Falcone è imprenditore e art director della rivista; N’Duccio, celebre cabarettista. “Siamo nati ai primi di luglio,” dichiarano, “e ci piace festeggiare assieme”.

Stefano D’Alberto, showman pescarese, si lascia fotografare in spiaggia con l’amica Antonella Romeo in una versione notturna di Giulietta e Romeo… ma a ruoli invertiti. Una scena da commedia romantica.

Pierluigi Tucci, storico titolare della discoteca La Silvanella di Silvi, brinda per i suoi 34 anni insieme al fratello Ezio e ad amici di sempre. “Questo locale ha quasi la mia età – racconta – lo fondò mio padre, e ora lo porto avanti con orgoglio.” La Silvanella, anche quell’estate, registrava puntualmente il tutto esaurito.

Max Pisani, volto noto della Birreria del Corso a Pescara, posa abbracciato alla presentatrice tv Chiara Sani, ospite della serata. “Sono un suo ammiratore da sempre,” dichiara divertito.

Infine, un’immagine quasi cinematografica: la riviera del centro tra piazza Primo Maggio e la rotonda Paolucci, insolitamente vuota e presidiata solo dalla polizia. Uno scenario che contrasta con la vivacità della riviera nord, dove locali e stabilimenti balneari notturni erano pieni di vita e musica.

…dove locali e stabilimenti balneari notturni erano pieni di vita, musica e jeans a vita bassa.

La Dolce Vita luglio 1998
Guarda chi c’è in giro

Guarda chi c’era in spiaggia

di Luca Cichella

…nell’estate del 1998 si trasforma in passerella e palcoscenico.

Tra ombrelloni, selfie improvvisati e risate sotto il sole, la spiaggia di Pescara nell’estate ’98 si trasforma in passerella e palcoscenico. Ecco i protagonisti immortalati tra sabbia e mare:

Al Delfino Verde, Luca Cavallitti – 25 anni, calciatore – fa il “sultano” sotto una palma, coccolato dalla fidanzata Laura (la ragazza in perizoma che mostra i lunghi capelli neri), dalla sorella Chicca, 26 anni, commessa, e dalla loro amica Titta Rocca, 21 anni, studentessa di Medicina a Chieti. Una scena degna di una copertina esotica, che mostra quanto si possa vivere da re anche sull’Adriatico.

…in tempi pre-smartphone.

Stefano Cardelli, dell’agenzia spettacoli Local Bus, si fa notare all’Istria mentre gioca a racchettoni: non molla la presa e prende la mira anche in stile acrobatico. Chi l’ha sfidato giura di non averla vista mai.

Nel box “L’ombrellino in testa”, spunta un venditore ambulante furbo e creativo: per ripararsi dal sole cocente si è messo un piccolo ombrellino… direttamente in testa. Un’immagine che vale più di mille parole sull’arte dell’arrangiarsi con stile.

Il riposo della Trivella: c’è chi dorme beato all’ombra dei 4 Vele, e chi viene soprannominato “la trivella dell’Adriatico” per il suo passato da tombeur de femmes. Adesso lo troviamo a riposare, accanto alla moglie, in dolce attesa. Altro che conquiste: ora la trivella… russa.

Chiude la pagina la scena più misteriosa: una ragazza, in un noto stabilimento balneare, si è tolta il pezzo superiore del costume, sotto lo sguardo curioso di un giovane bagnante. L’istantanea in bianco e nero lascia aperta una sola domanda: la riconoscete?

Guarda chi c’è in spiaggia1

La Dolce Vita luglio 1998: la storia di Alex Cipo tra i fornelli e la consolle

Una doppia vita, anzi: una doppia notte. Alex Cipo, all’anagrafe Cippolone, fa il dj fino all’alba e poi inforna cornetti nel forno di famiglia.

Ogni venerdì è il giorno più duro: dalle 5 del mattino, dopo ore in consolle alla Sala Sette, va al forno a lavorare. Ma il suo sogno è chiaro: “Voglio aprire un locale, magari una discoteca tutta mia.” È appassionato di musica garage, ama far ballare la gente e sogna di suonare anche live.

Dice: “Quando vedo che il pubblico balla, so che ho fatto centro.”

Un giovane multitasking degli anni ’90, capace di stare sul palco e tra i forni con la stessa energia.

Alex Cipo

Conclusione: La Dolce Vita Story continua

Ogni numero, una scena di vita. Ogni immagine, un’emozione.
E quella carta, oggi un po’ ingiallita, è ancora capace di raccontare chi eravamo.
Ci vediamo la prossima settimana con altre due copertine cult dell’estate 1998.
E se c’eri anche tu… scrivici, condividi, racconta la tua Dolce Vita.

La Redazione de La Dolce Vita
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