Marzo 1999 su La Dolce Vita: Eleonora Tricca in copertina, Savina, Caldora, Carnevale, sport e costume in un Abruzzo che cambiava.
La Dolce Vita marzo 1999: tra donne che contano, sport e città
Marzo 1999. La città correva tra feste, inchieste che dividevano, interviste pungenti e sport pronti a lasciare il segno. Ogni pagina de La Dolce Vita rifletteva un Abruzzo in movimento: donne che conquistavano spazi nuovi, atleti che si preparavano a sfide decisive e personaggi che portavano la loro voce fuori dal coro. Era un numero che raccontava energie contrastanti ma vitali e che, proprio per questo, riusciva a intrecciare leggerezza e memoria civica.

Marzo 1999 su La Dolce Vita in copertina Eleonora Tricca e le donne che contano
La copertina di La Dolce Vita ritrae Eleonora Tricca di Chieti, simbolo di un numero dedicato al tema del lavoro, della femminilità e delle palestre cittadine. Un’inchiesta dal titolo provocatorio, “Le donne che contano”, raccontava le protagoniste di un Abruzzo che cambiava, tra sfide professionali, carriere emergenti e nuove responsabilità. In questo modo, le pagine davano spazio a voci femminili ancora troppo spesso escluse dal dibattito pubblico.

La Dolce Vita marzo 1999 e lo sport: la tappa più dura del Giro d’Italia
Tra sport e orgoglio regionale, il numero ospitava un approfondimento sul Giro d’Italia 1999: la tappa più impegnativa, da Pescara al Gran Sasso, metteva l’Abruzzo al centro del ciclismo internazionale. Di conseguenza, il territorio si preparava a vivere una giornata epica, un percorso estremo che saliva tra mare e montagna, unendo fatica, passione e spettacolo.
Stefano Giuliani: “Pronti a volare”
Il pescarese Stefano Giuliani, intervistato da Donato Filippi, raccontava la sua sfida con la Mobilvetta Northwave Sardelli. Con grinta e determinazione, parlava di sacrifici, ambizioni e di una squadra pronta a sorprendere. “Archiviamo la stagione di rodaggio: adesso si fa sul serio” dichiarava, con lo sguardo puntato alle grandi corse. Tuttavia, sottolineava anche le difficoltà di un ciclismo che richiedeva costanza e sacrificio quotidiano.

La Dolce Vita marzo 1999: l’intervista a Deborah Caldora
Una delle interviste più forti: Deborah Caldora, presidente dei Giovani di Confindustria, parlava senza filtri. “Ho preso a pugni le lobby di questa città”, diceva, raccontando l’impegno a difendere la sua azienda e il suo nome in un contesto difficile. Con i guantoni da boxe regalati dal padre, si presentava come simbolo di una generazione decisa a cambiare le regole. Nonostante tutto, ribadiva che il futuro passava attraverso coraggio e innovazione.
Carnevale e notti infinite
Marzo era anche il mese del divertimento. Paolo Fino raccontava la lunga notte delle maschere, partita dalla Torre del Moro di Città Sant’Angelo con Antonio Borgia e Luca Amicone, tra samba e macarena. Al Teatriz di Città Sant’Angelo si ballava con Stefano D’Alberto, mentre al Fixx di Silvi Marina il revival di Matteo Teseo trascinava ottocento persone. Nel tour non mancavano il Tortuga Club di Montesilvano, il Cutty Sark di Pescara e la Fabbrica di Pescara, dove Caelo Maria D’Agostino premiava le maschere più belle. Una festa diffusa che accendeva la riviera, tra coriandoli, trenini improvvisati e tanta voglia di leggerezza.

La Dolce Vita marzo 1999: Luigi Savina, l’intoccabile
Nelle pagine di cronaca spiccava l’intervista a Luigi Savina, poliziotto teatino che aveva combattuto la criminalità tra Palermo e Napoli, contribuendo all’arresto di Brusca. Arrivato a Pescara, raccontava i rischi, la fatica e il peso delle indagini: “A Pescara non c’è malavita organizzata, ma siamo a rischio”. Pertanto, la sua testimonianza restava un monito sulla necessità di vigilare e prevenire.

L’assessore ai concerti prepara l’evento
Enrico Paolini, assessore al Turismo della Provincia di Pescara, raccontava la preparazione dei grandi concerti dell’epoca. Dopo Sting e Patty Pravo, la città si preparava ad altri eventi che avrebbero richiamato migliaia di persone. Paolini, volto noto della politica e della scena musicale locale, rivendicava un mandato che aveva portato il rock e il pop fin dentro i palazzi istituzionali.

Moda, look e nuove generazioni
Non mancavano le pagine dedicate ai costumi. Americo Carissimo raccontava mode e tendenze tra yuppismo e tramonto dei paninari, con ironia e occhio critico sugli stili che animavano la movida. Dalla musica al look, fino ai locali più amati, quelle cronache restituivano il ritmo di un’epoca. Così, si tracciava anche l’evoluzione di una generazione in bilico tra tradizione e nuove mode.

Lorenzo Colantonio al Louvre
Un altro scatto ironico mostrava Lorenzo Colantonio durante una gita al Louvre, molto prima di diventare una delle firme più note della cronaca giudiziaria abruzzese. Allora studente, si divertiva a posare in modo scherzoso davanti a un dipinto, rivelando un lato giovanile e spensierato che contrasta con il rigore della sua futura carriera giornalistica.

Quant’è elegante Parsifal Junior
In quelle pagine compariva anche la rubrica dedicata a Guido Marrone, figlio di Luciano Marrone, editore di Radio Parsifal. Il giovane, ribattezzato “Parsifal Junior”, posava in abito elegante accanto a una statua, simbolo di stile e sicurezza. Non solo immagine: Guido giocava a calcio nei pulcini della Renato Curi, confermandosi promessa sportiva e orgoglio della famiglia.
La Dolce Vita Story marzo 1999: perché rivederci oggi
Rileggere marzo 1999 significa tornare a un Abruzzo in trasformazione, fatto di donne protagoniste, giovani promesse nello sport, notti di festa e voci di denuncia. Quelle pagine intrecciano leggerezza e memoria civica e, in definitiva, mostrano come il racconto della città fosse già allora uno specchio del futuro.




