Pescocostanzo e la donna in ferro battuto: arte che racconta l’identità
La donna in ferro battuto è stata ufficialmente consegnata alla comunità di Pescocostanzo, diventando un nuovo simbolo di identità e tradizione.
La cerimonia si è svolta alla presenza del consigliere regionale Antonio Di Marco, presidente dell’Associazione I Borghi più belli d’Italia per Abruzzo e Molise.
L’opera, realizzata da Nicodemo ed Enrico Donatelli, si inserisce nel tessuto urbano come elemento artistico ma anche culturale. Inoltre, rafforza il legame tra passato e presente.
Donna in ferro battuto e tradizione: il valore delle radici locali
Secondo Antonio Di Marco, la donna in ferro battuto rappresenta un’espressione autentica delle radici culturali del territorio.
L’arte, infatti, può diventare uno strumento concreto di coesione sociale, soprattutto nelle aree interne.
In questi contesti, la bellezza non è solo un valore estetico. Al contrario, diventa un fattore identitario e una leva di sviluppo. Proprio per questo motivo, investire in arte e tradizione rafforza il rapporto tra comunità e territorio.
Lo sviluppo dei borghi
L’opera in ferro battuto assume anche un ruolo economico e sociale.
Secondo Di Marco, riconoscere alla bellezza una funzione centrale significa contrastare lo spopolamento e rilanciare i borghi.
Inoltre, l’arte contribuisce a rendere i piccoli centri luoghi vivi, capaci di attrarre visitatori e nuove energie. Di conseguenza, memoria e creatività diventano strumenti per costruire il futuro.
Uno sguardo al futuro dei borghi abruzzesi
Il consigliere regionale ha ringraziato il sindaco Roberto Sciullo per l’invito, sottolineando il valore simbolico dell’iniziativa.
Guardando al nuovo anno, l’obiettivo resta chiaro: continuare a promuovere i borghi come spazi vitali, dove tradizione e innovazione convivono.
In questo senso, la donna in ferro battuto non è solo un’opera d’arte. È un segno concreto di resistenza culturale e di speranza per i territori interni.


