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La fisiologia di una milf

I termini anglofoni sono spesso di moda da noi, ma in questo caso, la definizione milf per identificare una donna adulta, dell’età compresa tra 35 e 50 anni, mancava nella nostra terminologia. Eravamo rimasti nell’etichettare le donne in: signorine, se non sposate, signore se ammogliate; ma questo poteva creare un certo imbarazzo quando ci si trovava di fronte ad una donna … avanti con l’età e non si sapeva esattamente come definirla visto che il termine … tutto nostrano … di “zitella” certo non è molto elegante. La lingua inglese è sicuramente più diretta: il termine Milf nasce da un acronimo della frase, detta da due amici, in riferimento alla madre del personaggio principale del film del 1999 “American Pie”; la si può tradurre in maniera più “ovattata” in: donna attraente e sessualmente appetibile, fisicamente avvenente, stimolatrice di pensieri sessuali soprattutto da parte di uomini più giovani (leggi adolescenti). A onor del vero, sempre nella filmografia, la prima Milf è sicuramente la provocante signora Robinson nel famosissimo film, interpretato da un giovane Dustin Hofman, “Il Laureato”, dove la conturbante attrice Anne Bancrof, che interpretava un’amica di famiglia dei genitori, seduce appunto il giovane neo laureato.
Oggi le caratteristiche peculiari di una Milf doc devono essere: labbra carnose, sguardi ammalianti, seni prorompenti e lato B … prominente; tutto questo fa esplodere una bomba “sessuale” innescata da testosteroni novelli e frizzanti estrogeni d’annata. In questo esercito femminile, che oggi è sceso in campo, nulla può essere lasciato al caso: la palestra è d’obbligo, perché la forma fisica gioca, un ruolo fondamentale per poter entrare in questa cerchia di predatrici, abiti sempre alla moda e … un po’ succinti non guastano, qualche ritocchino estetico … e la frequentazione di locali alla moda completano il quadro di queste casalinghe e professioniste alla conquista dell’eros. Per spiegare questa “attrazione fatale” non serve scomodare Sigismund Schlomo Freud, padre della psicoanalisi e la sua teoria sul complesso di Edipo ma, basta studiare attentamente, la fisiologia umana di queste Mother I’d Like to Fuck (MILF) e dei giovani maschi “ammaliati” da così tanta “abbondanza”. Gli ormoni sessuali, che regolano e sviluppano i caratteri maschili e femminili, sono sintetizzati, in parte, dalla corteccia surrenale e: nell’uomo dai testicoli (testosterone), nella donna dalle ovaie (estrogeni). Nel maschio il testosterone è prodotto già dal feto, ma in piccola quantità per promuovere la crescita ossea e muscolare, aumenta lentamente, ma con costanza, fino ai dieci anni di età per poi “esplodere” fino ai venti anni, dove ha il suo massimo picco che rimane costante fino ai trenta anni. Passati i trenta (anno più anno meno!) la sua produzione rallenta inesorabilmente, come in una discesa libera, per attestarsi su valori (intorno ai 50/60 anni) pari a circa la metà di quelli di un ventenne.
Nella donna gli ormoni sessuali svolgono una funzione analoga a quella nell’organismo maschile, per quel che riguarda lo sviluppo dei caratteri secondari, ma la loro produzione ha, dopo il menarca (prima mestruazione) un ciclo circadiano di 28 giorni (con una maggior produzione durante la fase di ovulazione); mantiene gli stessi livelli per tutto il periodo fertile per poi scendere inesorabilmente (anche qui) con il sopraggiungere della menopausa. Come chiaramente si evince da questa, in ogni caso semplicistica (ad hoc!), trattazione medica – fisiologica, degli andamenti ormonali maschili e femminili (invece certamente più complessi), una donna tra i 35 e i 50 anni ha ancora un tasso di ormoni sessuali … al massimo della produzione che, uniti alla conoscenza del proprio corpo e dei propri desideri e ad una maggiore esperienza, la porta ad essere una “macchina da guerra sessuale”; dall’altro versante solo un giovane si può trovare “adeguato”, di fronte a cotanta “irruenza” sessuale, senza mostrare “fatica”, avendo gli ormoni dalla sua parte (ben 7 mg al giorno). Con un così alto livello ormonale un ragazzo di venti/venticinque anni, al massimo della produzione giornaliera di testosterone, ha la potenzialità di poter avere più rapporti sessuali giornalieri e pluri-orgasmi; certo un cinquantenne … e immaginiamo un uomo con un’età ancora maggiore … con una produzione giornaliera ridotta a quasi la metà dei valori, sicuramente “faticherebbe” non poco a stare al “passo”.

Da quest’ assioma, così evidente, non sembra affatto strano che tra adolescenti di sesso maschile e Milf si sia creato un binario comune; è naturale che sia nato questo “libero mercato sessuale” una volta che i pregiudizi sono stati sdoganati e tutto può essere di dominio pubblico, senza creare scandali. Ai “maschietti” un po’ più avanti con l’età, come avviene da sempre nel regno animale, dove la selezione della specie regna sovrana, oltre alla constatazione di un triste dato di fatto, oggi reso più evidente dai continui gossip che giornalmente affollano riviste e internet, dove sono pubblicizzate sempre più coppie eterogenee, rimane la magra consolazione di potersi appellare al vecchio detto … che l’esperienza rimane sempre una buona carta da giocare (!). Per loro, realisticamente, non rimane che “buttarsi” sulle Cougar o sulle Grannies o Gilf, termini sempre anglo-americani, che intendono donne ultracinquantenni o “nonnine”… più abbordabili!

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