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La ristorazione durante il Covid

In questo periodo particolare, fatto di attenzioni e paure per tutti noi operatori della ristorazione, è diventato problematico svolgere in maniera ottimale il nostro lavoro.

Manca la possibilità di comunicare liberamente con gli ospiti, perché la mascherina non permette un dialogo fluido e quindi il più delle volte siamo costretti ad interagire con i commensali solo nel momento in cui prendiamo l’ordinazione.

I locali hanno dovuto ridurre del 30/40% la capienza per ottemperare ai decreti legislativi.

Tutto ciò, secondo me, in molte strutture ha fatto emergere un lato della ristorazione finora nascosto: la mancanza di professionalità nell’accoglienza e nella gestione dell’ospite. Nessuna città, ma a maggior ragione quelle a vocazione turistica, può permettersi queste carenze. Pescara fino a qualche hanno fa ha avuto grandi professionisti, che hanno trovato la loro giusta collocazione fuori dal nostro territorio, tanto per citarne alcuni: Andrea Zama e Andrea La Caita.

Allora perché prima che quei pochi rimasti non vadano anche loro a fare la fortuna di imprenditori fuori regione, non si prova ad istituire un tavolo di lavoro tra categorie di riferimento e professionisti?

Per potersi confrontare e, magari con l’aiuto di coloro che hanno fatto fortuna fuori, riuscire a provare a fare quel salto di qualità che questo territorio doverosamente merita.

di Francesco Cavallo