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La Vespa punge ancora!

Nei primi due mesi del 2018, il mercato delle moto ha segnato un +28%, quello degli scooter un +8,6% dove però i cinquantini sono stati in calo del -3,9%. Cifre inaspettate rispetto alla stagnazione degli anni recente e la cosa impressionante è che a tirare il mercato sono le moto di grossa cilindrata.

Gli scooter si difendono bene, forti di una offerta variegata e moderna; nelle nostre città sempre più congestionate, lo scooter è l’ancora di salvezza per praticità ed economicità. Il re del mercato è l’inossidabile giapponese Honda SH nelle cilindrate di 125, 150 e 300 ma anche la Piaggio fa la sua parte piazzando il Beverly e il Liberty nei primi dieci posti. Ma a guardare bene la classifica notiamo anche uno scooter immortale, una sorta di UFO proveniente dal passato: la Vespa, commercializzata oggi come brand a sé stante del gruppo Piaggio.

Rinaldo Piaggio
Corradino D’Ascanio

L’Azienda fu fondata nel 1884 da Rinaldo Piaggio e oggi raggruppa i marchi Vespa, Gilera, Aprilia, Moto Guzzi, Derbi e Scarabeo, quotata in borsa ma diventata famosa nel mondo proprio grazie alla Vespa, la cui storia corre parallela all’evoluzione della mobilità e della società Italiana dal dopoguerra ad oggi.

La Vespa fu brevettato il 23 aprile del 1946, su progetto dell’ingegnere aeronautico Corradino D’Ascanio, Abruzzese di Popoli (è sempre bene sottolinearlo) e divenuta una vera icona del design italiano, esposta nei musei di arte moderna, design, tecnica e trasporti in tutto il mondo. La sua linea pulita, aerodinamica, moderna, simpatica e la innegabile praticità hanno contribuito prepotentemente alla motorizzazione di un’Italia appena uscita dalla guerra e con scarse risorse economiche.

 

Immortalata nei film, protagonista di gare e raid in Paesi impossibili, è presto assurta ad immagine di gioia e indipendenza delle nuove generazioni, entrando per sempre nell’Olimpo dei simboli immortali e stratificata nell’inconscio collettivo di noi tutti. Chi non conosce la Vespa? Con oltre 18 milioni di esemplari venduti fino ad oggi, si è continuamente reinventata, perfino come taxi con sidecar o impiegata per usi militari, evolvendosi nello stile e nelle motorizzazioni, fino ad adottare anche la trazione elettrica, ma restando invariata nella filosofia di base. Non un dinosauro fuori tempo quindi, ma una carta vincente che tuttora se la batte con gli scooter moderni, ma con una sostanziale differenza: gli altri sono costretti a cambiare spesso pelle, dotazioni e forma, lei invece no, la Vespa è sempre lei, sempre riconoscibile e sempre giovane, senza neanche bisogno…del botulino. VESPA forever!

1946
2018