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LA VOCE DEI MARCHEGIANI SU LAPIDE CORSO VITTORIO

Marchegiani su recupero lapide Corso Vittorio: “Nessun oblio, la lapide è parte integrante di un progetto di recupero e valorizzazione dei monumenti della Prima Guerra Mondiale.

“L’Amministrazione comunale ha avuto a cuore sin dall’inizio del mandato la memoria e la storia identitaria di Pescara, tant’è che poco dopo aver avuto la delega al Patrimonio Culturale sono stata coordinatrice di un progetto che ha partecipato ad un bando nazionale di cui oggi aspettiamo l’esito. Come lo stimato storico Licio Di Biase dovrebbe ricordare, anche perché è stato da me coinvolto, il bando assegnava fondi a progetti e iniziative relativi al patrimonio storico della Prima Guerra Mondiale. Al nostro progetto, che vede come soggetti proponenti il Comune e la Soprintendenza Archeologica Belle Arti e Paesaggio d’Abruzzo, avevamo scelto un titolo mirato proprio su“Le vestigia della grande guerra a Pescara”, che pure egli oggi ci invita a recuperare.

Stiamo parlando di un progetto complesso che vuole ricostruire il tessuto narrativo che lega il territorio pescarese alla Grande Guerra, con lo scopo di una manutenzione e di un restauro di alcuni monumenti censiti.

Infatti fra quelli individuati ci sono tutte le testimonianze più importanti: la lapide per i caduti del bombardamento del maggio 1917 di Corso Vittorio, fatta da Ermanno Natali; la lapide dedicatoria a Cesare Battisti, sempre di Corso Vittorio e sempre di Ermanno Natali, in marmo e bronzo; il Monumento ai caduti della Repubblica Partenopea e ai Caduti della Grande Guerra di Piazza Alessandrini, di Torquato Tamagnini realizzata in pietra e bronzo; la lapide ai caduti del bombardamento di San Silvestro, fatta da Luigi Ciglia in marmo; la lapide ai medici caduti della Grande Guerra, che si trova a Palazzo del Governo, di Arrigo Minerbi; la lapide ai caduti di Castellammare Adriatico della Grande Guerra che si trova al Conservatorio, l’ex Municipio, in marmo e bronzo; la lapide con il bollettino di fine guerra di Armando Diaz sempre presso l’ex Municipio di Castellamare Adriatico in marmo e bronzo; il monumento a Tito Acerbo di Nicola D’Antino; il monumento ai caduti della Prima Guerra mondiale trafugato dai tedeschi durante la seconda guerra mondiale, almeno per ciò che riguarda le testimonianze monumentali.

Nove i monumenti sin qui individuati, di cui al momento solo quattro sono nel catalogo generale dei beni culturali, che risalgono ai primi decenni del XX secolo e sono legati ad episodi specifici come il bombardamento del maggio del 1917 di Castellammare Adriatico, o ad a eroi della Prima Guerra Mondiale e ai caduti. Il progetto prevede tre fasi: censimento e catalogazione di altre persistenze storiche della Prima Guerra; il restauro conservativo dei monumenti censiti fra cui lapide a cui Di Biase fa riferimento; la raccolta di materiale documentale in concorso con le scuole e iniziative pubbliche di valorizzazione dello stesso, divulgazione degli eventi bellici e dei protagonisti pescaresi, la realizzazione di una mappa tematica e la restituzione virtuale dei monumenti ai caduti che vennero trafugati dai tedeschi durante la Prima Guerra Mondiale.

Questo il quadro di un’attenzione che non è sopita, tutt’altro, anzi che è tanto alta da voler valorizzare ciò che ci arriva dal passato per consegnarlo ad un presente che non sia abbandono, né di polemica”.

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