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L’Arminuta detta legge

Dopo le polemiche sollevate dalle ambientazioni del lungometraggio, la  Film Commission diventerà una Fondazione per favorire le produzioni di pellicole che promuovano la regione

Qualcosa si muove sul fronte Abruzzo Film Commission  dopo lo schiaffo ricevuto dalla regione in occasione dell’uscita del film L’arminuta, trasposizione cinematografica del romanzo di Donatella Di Pietrantonio premiato con il Campiello 2017. Le  immagini del paesaggio rurale e marino che appartenevano di diritto all’Abruzzo ed invece girate in Lazio, hanno sollevato un polverone di polemiche dal mondo della cultura, della politica, dell’economia e dai singoli  cittadini che hanno manifestato a gran voce la loro delusione sui social. La stessa scrittrice, pennese orgogliosa, divulgatrice del dialetto e dei panorami abruzzesi attraverso le  pagine del suo capolavoro, aveva bacchettato le istituzioni in occasione dell’anteprima nazionale del film tenuta nei giorni scorsi a Pescara: <La film Commission regionale esiste ma non ha fondi-aveva ironizzato- quindi è come se non ci fosse. Mi auguro che questa situazione sia da stimolo per migliorare, basterebbe imitare le altre regioni>. Sulla scia dell’indignazione generale, interviene oggi la CNA con una dura presa di posizione: <Con film come “Lady Hawke, “Il nome della Rosa”, “Il viaggio della sposa”, “L’orizzonte degli eventi” o il più recente “The American”, il nostro territorio  ha fatto il giro delle sale di tutto il mondo- scrive il presidente di CNA Cinema Abruzzo Stefano Chiaverini- ma oggi non riesce neppure a ospitare pellicole tratte da grandi successi letterari di autori abruzzesi sulla cresta dell’onda, come Donatella Di Pietrantonio che della versione cinematografica della sua “Arminuta” non ha potuto apprezzare neppure un minuto girato nella propria terra. Colpa di una Regione che, a differenza di altre piu’ attente e lungimiranti, non riesce a rendere operativa la sua Film Commission, struttura presente dal 2017, ma solo sulla carta: e che invece altri territori hanno reso autentiche macchine da guerra in grado di orientare frotte di turisti attratti dai luoghi immortalati dalle pellicole, grazie a ingenti investimenti>. L’esponente della Confederazione Nazionale Artigianato ricorda che la CNAabruzzese ha consegnato da tempo alla Regione un documento <in cui viene  sollecitata la creazione di una struttura efficiente che possa attrarre e sostenere le produzioni cinematografiche nazionali e internazionali, al fine di ottenere un’importante ricaduta economica sul territorio e, al contempo, favorire lo sviluppo delle imprese e dei professionisti abruzzesi>.


La Regione Abruzzo prova a mettere tutti a tacere manifestando la volontà di spezzare la lunga stasi culminata con la magra figura rimediata  in occasione dell’uscita del  film del regista Giuseppe Bonito: < La Film Commission Abruzzo diventerà una Fondazione di diritto privato a capitale pubblico- annuncia oggi l’assessore alla Cultura e Turismo Daniele D’Amario, anticipando i contenuti della riforma che toccherà direttamente l’ente considerato strategico per la promozione del territorio e del turismo- e’ un’operazione di grande respiro  che permetterà alla struttura di programmare facendo leva su risorse economiche certe>.

La nuova forma giuridica di Fondazione a capitale pubblico consentirebbe all’organismo regionale una programmazione che potrebbe attingere a fondi strutturali europei 2021-27 il cui piano operativo regionale è in fase di elaborazione.

di Mila Cantagallo