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L’attrice Tiziana Di Tonno protagonista del corto “Amore in codice rosso”, in occasione della Giornata Internazionale per l’eliminazione della violenza contro le Donne

In occasione della Giornata Internazionale per l’eliminazione della violenza contro le Donne, la Commissione Pari Opportunità della Regione Abruzzo, presieduta dalla Presidente Avv. Maria Franca D’Agostino, quest’anno più che mai ha voluto dare un segnale di speranza a tutte quelle donne che, in questo periodo di pandemia, a causa della convivenza forzosa con compagni violenti, subiscono umiliazioni, abusi e maltrattamenti e non trovano la forza di reagire.

A tal fine la Commissione si è attivata per promuovere la realizzazione di un corto, interpretato dall’attrice Tiziana Di Tonno, ispirato dal racconto di una storia vera di una donna vissuta nella nostra regione, che dopo anni di violenze e vessazioni, trova il coraggio di denunciare il proprio marito per ricominciare una nuova e serena vita con i suoi tre figli, a testimonianza della forza delle donne e della loro resilienza. “L’auspicio, – dichiara la Presidente – è che la storia raccontata con questo corto, possa dare un messaggio di speranza a quelle donne che subiscono maltrattamenti e il coraggio di denunciare le violenze subite”.

“Nella giornata del 25 Novembre sono tante le iniziative che vengono promosse dalle associazioni, dagli Enti, dalle Istituzioni, ma non dobbiamo dimenticare che la violenza c’è ogni giorno e il peggior male sono l’ignoranza e l’indifferenza- prosegue la Presidente- ed è per questo, che rivolgo un appello a tutta la politica a che vi sia un maggior impegno per la formazione e per la prevenzione, soprattutto a partire dalle scuole, in quanto solo con una campagna di sensibilizzazione potremo arginare questo male. Mi auguro che l’interesse e l’attenzione su questa tematica che vengono date nella giornata odierna rimangano alte tutto l’anno, anche alla luce dell’aumento delle richieste di aiuto e delle poche denunce effettuate, rispetto alle numerose chiamate che sono state inviate al 1522 durante lo scorso lockdown. Tale dato deve farci riflettere, in quanto la discordanza tra le denunce effettuate ai numeri telefonici messi a disposizione e le poche denunce ai Tribunali, pari al 70% dei fatti denunciati telefonicamente, fanno ritenere che c’è ancora molto da fare per far sì che le donne si affidino completamente alle istituzioni e si sentano realmente protette”.

Al riguardo, sono tante le azioni volte a contrastare la violenza contro le donne che la Commissione sta portando avanti, prima fra tutte la revisione della legge regionale n. 31/2006, che disciplina i centri antiviolenza e le case rifugio, legge sicuramente datata e, in ogni caso, sorpassata dalla numerosa normativa intervenuta in materia a far data dal 2006.

“Nella nostra regione, infatti – conclude la Presidente – manca un osservatorio regionale sui centri antiviolenza e sulle case rifugio, manca inoltre l’albo dei CAV e delle C.R. accreditati dalla Regione con tutto ciò che ne consegue. Al riguardo, la Commissione, lo scorso maggio ha provveduto ad una audizione delle rappresentanti dei centri antiviolenza e delle case rifugio riconosciuti, proprio al fine di individuare le esigenze dei CAV e delle C.R. per poi trasfonderli nella proposta di legge su cui si sta lavorando e che verrà a breve presentata in Consiglio Regionale”.

Guarda il corto: