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Le “curve” intelligenti

Da una recente indagine svolta su un campione di maschi, compresa nella fascia di età tra i 25 e i 50 anni, il 45 per cento degli intervistati “gradirebbe” una ragazza (donna) un po’ più in carne mentre il 31 per cento degli uomini le considera più seducenti e sexy della donna-grissino. Già numerosi studi scientifici avevano dimostrato che gli uomini sono naturalmente “programmati” per cercare donne con una forte differenza vita-fianchi, giudicandole più attraenti ma nessuno è stato in grado di spiegare l’esatto motivo. Secondo il dottor Harry Witchel, laureato in Fisica presso la Columbia University e docente in Fisiologia presso la facoltà di Medicina di Brighton nonché psicologo della Sussex Medical School, l’uomo è attratto dalla donna-clessidra perché la ritiene più fertile, più sana, in grado di procreare figli e con un’aspettativa di vita più lunga. Ora nuovi studi sembrano indicare che le donne con quella corporatura hanno anche un vantaggio biologico: hanno un quoziente intellettivo migliore rispetto a quelle più magre. Questo è quanto emerge da due studi condotti separatamente dalle università americane di Santa Barbara (California) e di Pittsburgh (Pennsylvania)dove i ricercatori, hanno analizzato, in totale, le misure di ben 16mila donne mettendo poi in relazione questi dati con i risultati ottenuti durante le prove d’intelligenza.

E’ stato verificato che le donne che presentano una differenza di valore fra la vita e i fianchi compreso fra 0.6 e 0.7 (quindi la vita deve essere necessariamente più stretta dei fianchi) sono più dotate intellettualmente (valore QI più alto) La ricerca, pubblicata sulla rivista scientifica internazionale “Evolution and Human Behaviour” (ha fatto immediatamente il giro del mondo!), ha sottolineato che le donne più in carne, durante i nove mesi di gestazione, sono in grado di secernere maggiori quantità di acidi grassi omega 3, (acidi grassi essenziali che rivestono i fianchi e le cosce femminili e che hanno un ruolo fondamentale nello sviluppo del cervello dei figli durante la gravidanza) rispetto alle donne magre che tendono a produrre invece più omega 6 (un acido “meno adatto” allo sviluppo del cervello);conclusione: mamma-clessidra (o mamma-mela), per rimanere in tema mondiali di calcio, batte mamma-grissino 1 a 0.

A confermare la tesi che questi acidi grassi, sarebbero alla base di uno sviluppo migliore dell’intelletto del feto, vi sono i dati emersi dai test sul quoziente intellettivo (QI) svolti sui figli di donne magre: i loro risultati, sono nettamente inferiori rispetto ai figli di donne con le “curve”. Il grasso che si accumula nelle varie parti del corpo femminile non sarà bello ma perlomeno è promotore di un’attività cerebrale più efficiente confermando l’antico assunto secondo cui le madri con i fianchi larghi erano da “preferire” e considerate “prima scelta” perché partorivano figli più sani e intelligenti ed erano anche più fertili. Quella tra magre e grasse è una lotta secolare, senza esclusione di colpi ma adesso che, oltre all’estetica e al sex-appeal, si mette in discussione la maggiore o minore intelligenza, tra le due fazioni è guerra aperta con due schieramenti ben distinti e senza esclusioni di colpi: le une chiamano “diafane” le donne taglia quaranta e loro rispondono con “donna cinghiale” nei confronti delle over size.

La classica forma a pera e le donne “curva” si sono prese la loro bella rivincita dopo anni di ostracismo da parte anche dei mass media che hanno da anni osannato il fisico alla Naomi Campbell o Katie Moses: un bell’incremento di autostima per le eterne insoddisfatte del proprio aspetto fisico. Le donne con il corpo a forma di “clessidra”, ovvero con un vitino di vespa e fianchi prominenti, alla Sofia Loren o alla Marylin Monroe per intendersi, erano generalmente etichettate, da molti, come “bella sciocca”, ora invece lo studio scientifico ribalta completamente questo pregiudizio, di certo a casa nostra si prenderà una bella rivincita anche Valeria Marini non sempre considerata per le sue facoltà intellettive ma … notizia dell’ultima ora … sul Sunday Times … la psicologa e sessuologa di “Relate” Paula Hall ha tenuto a precisare che comunque la scoperta necessita di ulteriori studi e conferme. Beh adesso i conti tornano!!!

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