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Stress buono o … cattivo

La produzione di cortisolo da parte dei surreni, due piccole ghiandole sopra i reni, aumenta in condizioni di stress psico-fisico (dopo esercizi fisici estremamente intensi e prolungati) o attività mentali, anche giornaliere, che non si riescono “facilmente” a gestire.

Un eccesso di cortisolo porta conseguenze spiacevoli: alterazioni del ciclo mestruale, calo della libido, alterata tolleranza glucidica, cefalea, obesità tronculare (obesità “a mela”, il tessuto adiposo è maggiormente concentrato nella regione addominale) e debolezza muscolare.

LO STRESS BUONO
Di fronte ad uno stimolo di qualsiasi natura, fisica, chimica o psicologica l’organismo attiva una modalità di difesa e di adattamento che necessariamente non ha una valenza negativa: c’è infatti uno stress buono, chiamato eustress, che consente al nostro organismo di far fronte a piccole e grandi emergenze, dandogli una forza e una resistenza inaspettata. Insieme al cortisolo vengono liberate le catecolamine (adrenalina e noradrenalina): la combinazione di questi tre elementi, con l’aumento della pressione sanguigna, migliora la prestazione fisica e la prontezza. Se poi la situazione di stress si protrae troppo a lungo nel tempo e non è seguita da una fase di rilassamento, si ripercuote in una serie di ricadute dannose per l’organismo.

I SINTOMI DELLO STRESS CATTIVO
I sintomi dello stress cattivo partono normalmente con problemi a livello digestivo (l’organismo non è in grado di produrre gli enzimi necessari per la digestione degli alimenti) e l’aumento di peso corporeo (aumenta il desiderio di mangiare cibi dolci e ricchi di carboidrati); nelle donne lo squilibrio ormonale porta alla crescita di peli sul viso e alla formazione di smagliature sul corpo con invecchiamento precoce.

Un aumento di cortisolo porta al’ipertensione, insonnia, sbalzi d’umore, con depressione, ansia e stanchezza fisica le conseguenze che vanno a minare la psiche del soggetto.

I RIMEDI PER CONTRASTARE LO STRESS CATTIVO
Occorre bere almeno due litri di acqua al giorno (in modo da eliminare più rapidamente le tossine), fare più pasti durante il giorno, almeno 5, dove vanno “privilegiati” gli alimenti a basso indice glicemico, verdure e frutta fresca, legumi e cereali integrali. Si possono aggiungere integratori come la fosfatidilserina, la tirosina e la teanina oppure piante officinali come la rhodiola rosea, il ginko biloba, il ginseng e l’estratto di radice di withania sonnifera (anche conosciuto come ginseng indiano) sono altresì utili l’assunzione di omega3 e la vitamina C. Da eliminare sono invece l’alcol e la caffeina in grado di stimolare il sistema nervoso centrale causando l’aumento della produzione dell’ormone. L’attività fisica svolge un ruolo importante perché la sedentarietà peggiora le problematiche, ma non bisogna esagerare. Prevedere ogni notte almeno 8 ore di riposo, evitando l’inversione dei cicli diurni; se possibile ridurre le ore di lavoro e evitare ritmi troppo frenetici. Tecniche di rilassamento (come lo yoga) e la meditazione possono tornare utili per ritrovare il benessere psicofisico.

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